16/10/2010
LA TAGLIA 42 E’ IL BURQUA DELL’OCCIDENTE
Stavo navigando su internet leggendo qua e là quando mi sono imbattuta in alcune dichiarazioni molto forti riguardo la magrezza della scrittrice Fatima Mernissi, sociologa islamica marocchina, che ha definito "la taglia 42 il burqua dell'occidente".
Lei intende la corsa alla taglia 42 di molte donne in Occidente come una "pazzesca violenza esercitata dai maschi occidentali sulle loro donne, al cui confronto la segregazione dell’harem e il velo – finanche il burqa talebano – sarebbero minor cosa”.
Fatima Mernissi ha raccontato nel libro intitolato L’harem e l’Occidente che si trovava a New York nella vana ricerca di una gonna della sua taglia – di parecchie misure superiore alla 42 – e realizzò che le coetanee (sessantenni) che la circondavano assomigliavano tutte a delle adolescenti e capì che l’equivalente dell’harem e del velo per le donne occidentali sono l’obbligo di essere snelle e apparire giovani per tutta la vita. "Vengo da un paese dove non c’è una taglia per gli abiti delle donne – racconta alla commessa di un negozio – a nessuno interessa la mia taglia in Marocco".
Compro la stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non debbono far altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado: né la sarta né io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. La scopriamo mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco, fintanto che pago le tasse per tempo".
Fatima ha dichiarato: “La commessa rise allegramente e disse che avrei dovuto pubblicizzare il mio paese come un paradiso per le donne lavoratrici stressate (Fatima e la commessa in foto a sx).
"Vuol dire che non controllate il vostro peso?" mi chiese, con una sfumatura di incredulità nella voce. Dopo un breve momento di silenzio, aggiunse con voce più bassa, come se parlasse a se stessa: "Molte donne che lavorano in posizioni ben pagate che hanno a che fare con la moda, perderebbero il loro lavoro se non si tenessero a dieta stretta".
“Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano tanto crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo mussulmano”, pensò Fatima.
Poi il dubbio è diventato certezza. "Il potere dell’uomo occidentale – scrive Mernissi nello stesso libro – risiede nel dettare quello che una donna deve indossare e l’aspetto che deve avere. Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena (con la reclusione all’interno dell’harem, n.d.A.), l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.
Così la frontiera dell’harem europeo separa la giovinezza bella dalla maturità brutta. Tuttavia, gli atteggiamenti degli occidentali sono decisamente più pericolosi e sottili di quelli musulmani perché l’arma usata contro la donna è il tempo. Il tempo è meno visibile, più fluido, dello spazio. Questo chador occidentale definito dal tempo (è) più pazzesco di quello definito dallo spazio e sostenuto dagli Ayatollah", conclude Fatima.
Dopo aver letto e riflettuto ammetto che condivido pienamente e sottoscrivo..Penso che per una donna di oggi vivere senza farsi condizionare dalla moda e dai mass media che impongono canoni di magrezza assoluta, è davvero difficile.
E’ una violenza continua che dobbiamo sopportare per non aderire a questa dittatura dei corpi magri, perfetti e giovani a tutti i costi. La taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. E non ce ne rendiamo conto…
Continuiamo a inseguire ideali di magrezza e perfezione torturando il nostro corpo e sezionandolo su un tavolo del chirurgo con il bisturi pur di fermare il tempo e sembrare più snelle.
Ci infliggiamo queste torture in nome di una bellezza e di una magrezza innaturale calpestando la nostra dignità di donne: di essere come siamo, formose, mature e donne normali. E ci spersonalizziamo completamente.
Io vi dico che dobbiamo lottare per affermare il diritto ad invecchiare, ad ingrassare, a essere donne imperfette ma vere. Questo è il raggiungimento della vera libertà. Quante di noi sono libere veramente?
14:33 Scritto da: simona_sessa in PAROLE E PAROLE | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | Tag: taglia 42, magrezza, burqua, dittatura magrezza, donne formose | OKNOtizie |
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Commenti
sono d accordo che può essere una violenza da parte dell uomo
ma è anche vero che le donne lo lasciano fare,io sono una generosa taglia 50.sono diventata formosa dopo la seconda gravidanza,dopo anni di tg 42.ho 43 anni ,ma mi dicono sempre che ne dimostro 5,6 in meno.merito dell allegria ,amoreper la vita e autoironia.a mio marito non dispiace,anche perchè mi dice sempre ..non si può sempre avere 20 anni,l importante è saperli moltiplicare con saggezza..ciao e viva la nostra vita da donne con la d maiuscola
Scritto da: cristina | 17/10/2010
E' vero, se in moltissime la pensassero così non avremmo taglie da bambina...
Sono davvero stufa di questa situazione!!!
Sono cicciotta, e allora?
Scritto da: Chiara | 13/12/2010
sono molto d'accordo sulla dittatura della magrezza e della 42 che ci viene imposta, anche se fatico a credere che gli uomini islamici non facciano differenza tra una 15enne giovane e fresca e una cinquantenne non più avvenente come una volta...
Scritto da: sara | 16/12/2010
Complimenti per il blog.
Te lo dice una che combatte da anni con le calorie per vedersi in forma.
La taglia, per me è un'ossessione da oltre 10 anni.
La colpa è del mondo mediatico nel quale siamo immersi, oltre che della nostra fragilità alla quale spesso accollano tutte le cause.
Scritto da: Visitatrice | 02/01/2011
il loro vero potere, non parlo degli uomini medi ma di quelli che siedono nelle alte sfere, e' di darci in pasto un'immagine di bellezza ideale che non si avvicina per nulla a quella reale.
l'uomo medio si nutre di pornosoft, che entra nella sua casa e nella sua testa tramite quiz televisivi, pubblicita', giornaletti con foto straritoccate di gente giovane, bella e famosa.
la donna media si sente OBBLIGATA a corrispondere a quest'immagine e quindi investe tutte le sue energie a faticare per essere piacente e desiderabile, invece che a lottare per cambiare il mondo.
pochissime le donne in politica, pochissime le donne capi di aziende. perche' invece di passare il tempo a studiare, a fare networking, a fare la scalata per il successo, crediamo che la cosa piu' importante sia trovarsi un marito e accasarsi.
ci discriminano, gli uomini, ma anche le donne, quando invece di guardare il nostro voto di laurea o tutti i risultati raggiunti, fanno commenti sulla nostra avvenenza o sui chili di troppo o le rughe o lo stile.
a chi interessa se un politico ha le rughe, e' brutto o basso?
ma angela merkel, una donna di grande successo a capo del paese con l'economia piu' forte d'europa, spesso viene criticata per il suo look e il suo peso.
qual e' il nostro ruolo? essere piacenti e desiderabili? finche' perderemo tempo con questo, finche' la nostra mente sara' occupata a fare continui confronti con le altre donne e vederle come rivali, finche' saremo concentrate sul nostro aspetto fisico e non sulle cose davvero importanti, saremo sempre intercambiabili, non riusciremo mai ad emanciparci e a diventare persone di successo quale che sia la nostra taglia, quale che sia la nostra eta'.
Scritto da: frappa | 16/11/2011
Salve
Io fungo da bastion contrario
Ho 33 anni e da una vita sono obesa
È stata una vita di inferno celata dall'autoconvincimento di essere bella comunque
Bella?!?!ero arrivata a pesare 3 mesi fa 130kg e continuavo a cantarmi la tiritera che io ero felice mentre quelle poverine sempre a dieta soffrivano tra privazioni e società che le vuole sempre più in forma!
L'eccesso è sbagliato sempre. Questa è la verità. Io continuerò la mia dieta e perseguirò una forma fisica che mi faccia uscire da casa vestita e non con delle pseudo tende addosso, vorrò tornare a mare e riuscire a correre sulla spiaggia, vorrò provare freddo e indossare un bel cappotto che si chiuda e non girare con o bottoni aperti o senza calze perché non ce ne è della mia taglia!
Un abbraccio a tutti
Scritto da: Stella | 29/12/2011
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