PAROLE E PAROLE

NEGARE L’ANORESSIA: LA NUOVA FOLLIA

Cari amici la mia partecipazione a Uno Mattina – Storie Vere è stata molto seguita ed apprezzata. Una magnifica esperienza. Vi posto un commento della mia Pin Up Samantha Van Doren (in foto sotto), presente quel giorno nel pubblico del programma.

 

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Lei ha voluto puntualizzare alcuni commenti scaturiti dalla polemica prontamente interrotta in diretta dal fotografo Badalamenti che con me ha avuto un qui pro quo riguardo alcune sue battute sull’anoressia.

Arrivare a negare l’anoressia tra le modelle mi è sembrato un paradosso o una strategica provocazione che stavo prontamente per smontare.

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Il fotografo (in foto) ovviamente mi ha bloccata con la frase: “non essere aggressiva” perchè chiaramente si era accorto che ribattevo, argomentavo e lui si è trovato in evidente difficoltà.

Per me negare l’anoressia tra le modelle equivale a negare la Shoà, negasre gli orrori del passato e del presente per illudere che la realtà nel mondo della moda sia totalmente perfetta.

Questo per me è gravissimo e noi non possiamo permetterlo.

Noi sappiamo che nella moda tante modelle sono morte di anoressia ma non dobbiamo stare qui a ricordare tutti i casi per gridare che la moda è l’epicentro dell’annoresia e la bulimia. Lo sappiamo già.

Andiamo avanti e ridiamo quando incontriamo personaggi come questo fotografo che negano pur di non dover trattare il problema.

Ecco il commento di Samantha e per chi non ha visto la puntata gustatevi il video.

“Questo presunto famoso fotografo di moda, Badalamenti, (e il nome è tutto un programma: ”Bada – la – Ment*”) esordisce alla prima domanda in trasmissione sul rischio anoressia tra le modelle, ruminando la gomma come l’ultimo dei buzziconi. Spara cazzate a più non posso e si permette di dire ”Non sia aggressiva” ad una sorridente e luminosa Simona Sessa (che EVIDENTEMENTE sta oscurando gli altri ospiti con la sua meravigliosa figura), mentre nega senza pudore l’esistenza di gravi malattie dell’alimentazione tra le modelle di alta moda.

E quindi: siamo arrivati a questo punto? Pseudofotografi che si fanno portavoce di chissà quale frammento di popolazione che ancora crede che quello che gli stilisti creano, fondi una sorta di legge divina, senza prendersi la responsabilità delle numerose morti tra donne giovani e giovanissime che hanno in coscienza?? AH! IL DIO DENARO….

Il suddetto pseudofotografo ne ha viste taaaante di modelle (voi avevate mai sentito parlare del Badalamenti, prima d’ora??), eppur tuttavia non ha notato casi di magrezza oscena; di giovinezze spente prematuramente in volti emaciati e in corpi smunti e denutriti?

Certo, certo: un pò come ”La Scala” che non ammette casi analoghi tra le sue ballerine…. almeno fino a che qualcuna non crolla e denuncia, rischiando così i posto di lavoro…. Eh, già!!!

Ma la mia domanda reale è: quanta gente che ha seguito la puntata di Storie Vere del 30 Marzo scorso, ha per davvero creduto all’affermazione di Badalamenti: ”Non ho MAI conosciuto modelle malate di anoressia” ??

Davvero la gente comune crede nelle parole di un uomo (se così si può definire) del genere?

Davvero siamo così ciechi, soggiogati dai mass media al punto da negare l’evidenza??

Al punto di accettare di subire messaggi deleteri piuttosto che puntare i piedi e pretendere di essere rappresentate da donne come noi, donne VERE, rotonde o snelle, purchè SANE e fiere di nutrire il proprio corpo e soprattutto il CERVELLO e non cadere nel falso mito (INSANO E OSSESSIVO) della magrezza innaturale….

A voi la parola…..”

Samantha Van Doren

IL CORPO DELLE DONNE: LA VANITÀ E LA SEDUZIONE SONO DA DEMONIZZARE?

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Recentemente si parla tanto di dignità delle donne, di sfruttamento del corpo femminile in tv e dalla stampa progressista che si avvale di corpi perfetti per reclamizzare prodotti. Donne bellissime utilizzate come stampelle umane per abiti o porta oggetti per tanti prodotti da reclamizzare.. Una campagna marketing a colpi di sederi, seni, labbra gonfiate. Insomma l’immagine della donna equivale a quella di una donna oggetto. Un forte richiamo sessuale…

Fiumi di inchiostro e trasmissioni tv per contestare ed ostacolare questo trend ormai consolidato nella nostra società. Addirittura si è mandato al rogo il Burlesque, l’arte dello spogliarello goliardico ed in chiave Vintage, che è la prosecuzione del Burlesque degli anni ’40 e ’50..

Ora io voglio parlare a favore di queste immagini sexy e tentatrici della donna specialmente quando è la donna stessa a sceglierlo. Vi spiego meglio. Se una donna non vuole apparire come un sex simbol e non vuole denudarsi e esporsi può benissimo cambiare lavoro.

Nessuno costringe alcuna donna a pubblicizzare articoli sottolineando il messaggio pubblicitario con il proprio bel viso o con il corpo mezzo nudo. Non ci trovo nulla di male se è la donna a scegliere. Se non desidera apparire un sex simbol o una donna “del peccato” può benissimo cambiare lavoro, fare la casalinga o l’impiegata e di certo non fare la modella. Quante donne non amano mostrarsi? Tante..E non tutte pubblicizzano prodotti o sono in tv per farsi ammirare i glutei…

Ci si dimentica spesso che certi ruoli in vista sono le donne stesse a sceglierlo per tanti motivi. Per soldi, perché esistono regole chiare ovvero per apparire in tv o sui giornali devi essere mezza nuda perché il prodotto tira di più. Oppure per esibizionismo, per la voglia di piacersi e piacere.

v.jpgNessuno mai ha pensato che esistono donne che volutamente adorano farsi guardare nude e farsi desiderare dagli uomini? Perché ogni volta che si parla dell’argomento di deve dare questa immagine santificata della donna e soprattutto vittima? Ma di cosa?

Tutte noi grazie al libero arbitrio possiamo declinare offerte di lavoro che riteniamo lesive della nostra dignità. Se accettiamo vuol dire che sposiamo questa filosofia bellezza + pubblicità + donne. E allora che male c’è?

Nessuno qui può contestare il fatto che la società lavorativa è in mano all’uomo e che per volere e desiderio sono proprio gli uomini che hanno creato questa immagine della donna oggetto in campo tv-mass media. Che sia sbagliato o no non possiamo dare la colpa solo agli uomini ma soprattutto alle donne che si sono prestate a questo gioco per soldi e per vanità.

Si sono piegate al volere dell’uomo senza fiatare. E allora come mai oggi si ricordano che hanno una dignità e che si deve tutelare la loro immagine morale? Solo oggi? Non potevano pensarci prima?…

Ritornando al discorso mi viene da sorridere pensando che per tanti anche il Burlesque sia diventata un’arte che rende ancor più un oggetto sessuale la donna. Questo non è così per me. Dagli anni ’40 sexy donne ballavano discinte e si spogliavano mettendo in mostra il loro corpo senza volgarità. Per gioco, per divertimento e per sedurre. E tante Pin Up campeggiavano su calendari e riviste dell’epoca mostrando corpi ben fatti e rigogliosi con il sorriso sulle labbra..Per piacere e per sedurre… Ricordate la mitica Bettie Page?

164357_1640746711215_1613240122_1446856_4784244_n.jpgVogliamo forse dire che anche sedurre è un’arte da demonizzare? Se una donna decide di sedurre un uomo può farlo per lavoro, per sesso, per gioco o semplicemente perché ama giocare..

La seduzione è un gioco..E allora se lo fa si deve sentire una donna oggetto’??

Conosco tante seduttrici e donne che mettono i tacchi, il reggicalze per sé stesse e fare impazzire gli uomini. E non sono per niente donne oggetto. Sono forti. Determinate e di successo. E si scelgono sensuali ed avvolgenti e se non lo sono non riescono ad esprimersi…

Perciò uomini mettetevi in testa che noi seduciamo anche con il nostro corpo perché questo è un ruolo naturale che si tramanda  da secoli e secoli in cui la donna ha fatto uso del proprio corpo per poter raggiungere un proprio scopo. Un corpo formoso o ben strutturato datoci dalla natura (e da Dio) nella sua armonia può incantare e rapire…

Ricordate i quadri di tanti pittori che hanno immortalato le grazie delle donne del momento? Allora anche l’arte è da demonizzare?  

Che male c’è se ci  esponiamo e veniamo apprezzate?…Direi proprio nulla…

 

SCUOLE DI BURLESQUE: RIFLESSIONI E DINTORNI

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Riflettendo qua e là mi sono accorta che tante scuole di Burlesque sono spuntate come funghi. Corsi settimanali, mensili, workshop, eventi: insomma il burlesque è diventato un affare d’oro. Eh, si un business grande e remunerativo per tante persone.

Perché dico questo? Semplice: perché il Burlesque, ovvero l’arte dello spogliarello goliardico e artistico in chiave anni ’40, è diventato di moda. Una vera e propria moda dilagante. E così i corsi si sono moltiplicati e le “docenti”, a parte qualcuna veramente preparata, si sono centuplicate. Pseudo insegnanti che si prefiggono di insegnare queste prestigiosa arte che ha consacrato donne come Tempest Storm nella storia dello spogliarello d’autore. Donne e ragazze che “improvvisamente” si sono messe ad insegnare pur non avendo la qualifica sufficientemente conquistata sul campo. Ma la cosa ridicola è che insegnano in scuole di alcune delle città più importanti d’Italia.

burlesque_lead_wideweb__470x3120.jpgLa loro peculiarità? Hanno sdoganato definitivamente il Burlesque a tutte le categorie di donne. Casalinghe, parrucchiere, impiegate, professioniste: tutte ad imparare lo spogliarello Doc. Sapete le risate che mi faccio quando vedo l’insegnante fotografata con le sue allieve intorno?

Donne datate e con un fisico che certo non si presta al Burlesque perché l’occhio vuole la sua parte e si richiede un corpo armonico e proporzionato. E allora come mai la maestra non ha distolto certe donne non idonee dall’iscriversi?

Come mai hanno accettato le loro iscrizioni mettendole in ridicolo? Eh si, perché provo pena nel vedere donne confuse, dalla faccia forzatamente divertite campeggiare in foto addobbate come alberi di Natale. Provo orrore a pensare che per soldi nessuno ha fermato queste povere “vittime” spiegando che spogliarsi con i pastease non avrebbe certo aiutato a sedurre il marito ma che era necessario un lavoro interiore e poi estetico.

Ora, a parte le donne che sono professioniste che  fanno il Burlesque  per lavoro, non capisco a cosa possa servire a una casalinga con qualche ora libera di sera imparare a sculettare in perizoma e piume di struzzo. La cosa mi fa veramente ridere. Perché è chiaramente questo l’aspetto del business: insegnare anche alla donna meno idonea a spogliarsi su un palco. Per il marito in privato..Mi viene da ridere immaginando la scena..

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La cosa più assurda? Molti di questi corsi di Burlesque si definiscono corsi di seduzione.

Ma sapete veramente  cosa è la seduzione? Per prima cosa non è legata a indossare un bustino con una stola di piume.

La seduzione è una cosa che può anche essere slegata dal burlesque e spesso lo è. Allora cosa si insegna in  questi corsi? La seduzione?

Ma poi chi la insegna? La vent’enne di turno? Eh no..Qui non ci sto. La seduzione può insegnarla chi si è conquistata il titolo sul campo e chi ha maturato esperienza tale negli anni da averla provata con successo su sé stessa.

Diffido sempre di chi si propone esperta e si “butta” sulla moda del momento per fare un business. Ma di queste persone ahimè ce ne sono tante…Troppe…

A chi mi chiede se insegno Burlesque nei miei corsi di seduzione e cosa insegno ricordo che ho attivato un corso di seduzione e femminilità da anni. E non esisteva alcuna moda del momento. Insegno via cam, con lezioni private e di gruppo come si è sexy e sicure di sé.

Partendo da un percorso psicologico per arrivare al look, lingerie e abiti. Al max faccio laboratorio di Burlesque ovvero visione di Dvd d’epoca Burlesque con le artiste di un tempo oppure di dvd dove una nota performer straniera insegna passo dopo passo.

Se interessate ai miei corsi che si tengono via cam oppure privati o di gruppo ricevo ad Ancona nel mio Show Room.

Scrivetemi a simonasessa@pinupstore.org

 

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LA TAGLIA 42 E’ IL BURQUA DELL’OCCIDENTE

burqa.jpgStavo navigando su internet leggendo qua e là quando mi sono imbattuta in alcune dichiarazioni molto forti riguardo la magrezza della scrittrice Fatima Mernissi, sociologa islamica marocchina, che ha definito “la taglia 42 il burqua dell’occidente”.

Lei intende la corsa alla taglia 42 di molte donne in Occidente come una “pazzesca violenza esercitata dai maschi occidentali sulle loro donne, al cui confronto la segregazione dell’harem e il velo – finanche il burqa talebano – sarebbero minor cosa”.

Fatima Mernissi ha raccontato nel libro intitolato L’harem e l’Occidente che si trovava a New York nella vana ricerca di una gonna della sua taglia – di parecchie misure superiore alla 42 – e realizzò che le coetanee (sessantenni) che la circondavano assomigliavano tutte a delle adolescenti e capì che l’equivalente dell’harem e del velo per le donne occidentali sono l’obbligo di essere snelle e apparire giovani per tutta la vita. “Vengo da un paese dove non c’è una taglia per gli abiti delle donne – racconta alla commessa di un negozio – a nessuno interessa la mia taglia in Marocco”.  

fatima.jpgCompro la stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non debbono far altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado: né la sarta né io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. La scopriamo mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco, fintanto che pago le tasse per tempo”.
Fatima ha dichiarato: “La commessa rise allegramente e disse che avrei dovuto pubblicizzare il mio paese come un paradiso per le donne lavoratrici stressate (Fatima e la commessa in foto a sx).

Vuol dire che non controllate il vostro peso?” mi chiese, con una sfumatura di incredulità nella voce. Dopo un breve momento di silenzio, aggiunse con voce più bassa, come se parlasse a se stessa: “Molte donne che lavorano in posizioni ben pagate che hanno a che fare con la moda, perderebbero il loro lavoro se non si tenessero a dieta stretta”.
“Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano tanto crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo mussulmano”, pensò Fatima.

Poi il dubbio è diventato certezza. “Il potere dell’uomo occidentale – scrive Mernissi nello stesso libro – risiede nel dettare quello che una donna deve indossare e l’aspetto che deve avere. Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena (con la reclusione all’interno dell’harem, n.d.A.), l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.

Così la frontiera dell’harem europeo separa la giovinezza bella dalla maturità brutta. Tuttavia, gli atteggiamenti degli occidentali sono decisamente più pericolosi e sottili di quelli musulmani perché l’arma usata contro la donna è il tempo. Il tempo è meno visibile, più fluido, dello spazio. Questo chador occidentale definito dal tempo (è) più pazzesco di quello definito dallo spazio e sostenuto dagli Ayatollah”, conclude Fatima.

 

chirurgia-estetica.jpgDopo aver letto e riflettuto ammetto che condivido pienamente e sottoscrivo..Penso che per una donna di oggi vivere senza farsi condizionare dalla moda e dai mass media che impongono canoni di magrezza assoluta, è davvero difficile.

E’ una violenza continua che dobbiamo sopportare per non aderire a questa dittatura dei corpi magri, perfetti e giovani a tutti i costi. La taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. E non ce ne rendiamo conto…

Continuiamo a inseguire ideali di magrezza e perfezione torturando il nostro corpo e sezionandolo su un tavolo del chirurgo con il bisturi pur di fermare il tempo e sembrare più snelle.

 

Ci infliggiamo queste torture in nome di una bellezza e di una magrezza innaturale calpestando la nostra dignità di donne: di essere come siamo, formose, mature e donne normali. E ci spersonalizziamo completamente.

Io vi dico che dobbiamo lottare per affermare il diritto ad invecchiare, ad ingrassare, a essere donne imperfette ma vere. Questo è il raggiungimento della vera libertà. Quante di noi sono libere veramente?

 

LA MODA NON CEDE E L’ANORESSIA AVANZA: DONNE SEMPRE PIU’ MAGRE

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Inizio questo post con la morte nel cuore per la scomparsa di Anna Wood morta a 16 anni di anoressia dopo un anno di dieta feroce. Ancora una volta torniamo a parlare di anoressia, una piaga sociale che miete sempre più vittime.

Mi soffermo a guardare la foto di Anna prima della dieta e guardo il suo visino paffuto, gioioso, felice. Uno sguardo di vita reale. Di spensieratezza che mi commuove. E poi guardo la foto di lei prima di morire, di come si era ridotta con le sue mani. Noto uno sguardo terrorizzato, impaurito, disturbato. Di una persona che non ha più alcun motivo per vivere. La sua morte annunciata è terribile perché avallata dalla madre.

Questa la notizia pubblicata nel web

“Aveva scelto di mettersi a dieta, insieme a sua madre, per perdere quei chili di tropo dovuti a pranzi e cene natalizi. Ma nel giro di meno di un anno, Anna Wood è diventata anoressica, ed è morta a soli 16 anni. E’ accaduto a Wimbledon, in Inghilterra, e la storia di Anna è stata raccontata dal Daily Mail. “Non è mai stata grassa, aveva solo un po’ di pancetta, ma era normale alla sua età – racconta la madre, Christine Gibson, 52 anni – dopo cinque o sei settimane io ho interrotto la dieta, ma lei ha continuato a mangiare pochissimo, meno di quanto pensassimo. A volte nascondeva il cibo per poi buttarlo via, lontana dai miei occhi. Nel giro di un paio di mesi è diventata magrissima”.

Ad agosto dello scorso anno il ricovero in ospedale, diventato inevitabile per le sue gravi condizioni di anoressia.: alta 1 metro e 70, Anna era arrivata a pesare meno di 40 chili. Dopo due mesi in ospedale, e qualche chilo guadagnato, la ragazza è tornata a casa, ma solo per riprendere i vecchi ritmi: fino allo scorso febbraio, quando è svenuta in mezzo alla strada ed è tornata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato un’ulcera perforata che le è stata fatale. Lo scorso 26 marzo, Anna è morta per insufficienza cardiaca dopo l’operazione chirurgica, alla quale i medici avevano previsto che non sarebbe sopravvissuta”.

Dopo averla letta una rabbia mi assale ed è diretta alla madre. Una madre decide di mettersi a dieta e lo fa con la figlia 16 enne. Una madre folle, scriteriata, anch’essa malata ed ottenebrata dagli stereotipi della magrezza. Una madre non madre che è stata duramente punita perdendo la sua bambina. Ecco che la vera colpevole è la madre. E la ragazza è la vera vittima. Prima dei diktat della moda e poi di chi l’ha generata. Non ha avuto scampo… Ribadisco che il ruolo dei genitori  nelle patologie alimentari è fondamentale. Spesso sono proprio loro ad alimentare o spingere le figlie verso diete impossibili e dimagrimenti miracolosi…

orig_C_2_articolo_1001198_listatakes_itemTake0_immaginetake.jpgQuesta notizia ha lasciato tutti senza fiato perché si è sovrapposta a quella delle foto provenienti dalle sfilate di Milano recenti. La notizia che Elena Mirò è stata esclusa dalle passerelle perché la sua donna non rispecchiava l’immagine snella della donna proposta in passerella è davvero assurda e ne hanno parlato in tanti.

Poi le foto di Letizia Casta rinsecchita e smagrita al limite del ridicolo hanno lasciato tutti senza parole. Il suo visino tondo e le sue forme morbide sparite per sempre…

Uno choc… Chissà il suo compagno Stefano Accorsi cosa avrà detto… L’immagine di Letizia è ormai compromessa e a parere di tutti si è decisamente imbruttita perdendo quel suo noto fascino..

Infine le ultime raccapriccianti foto di una modella ultra anoressica Anna Selezneva (sotto) che ha sfilato per moltissimi marchi e si è guadagnata la foto del giorno sul britannico Telegraph proprio a causa della sua magrezza.

 

Una foto che ci lascia senza fiato. Cosa ha della vera donna la sig. Anna? Direi nulla. A me sembra anche un uomo visto il corpo piallato senza grazie femminili. Ma questa è l’immagine della donna che ci rimanda oggi la moda. Altro che tentativi di far tornare la donna mediterranea in passerella. Altro che. Qui invece di andare avanti torniamo indietro.

1285756486647_skinny-model_1726403i.jpgLa moda non cede e estremizza ancora di più la magrezza delle donne. E noi donne vere che possiamo fare? Ignorare tali messaggi e tale bombardamento mediatico.

Non riusciremo mai a fare cambiare idea a stilisti e politici  a braccetto. E’ una battaglia impari…Troppi gli interessi in ballo…

Gli stilisti non cambieranno mai…Ma il problema non è cambiare loro (che è impossibile) ma creare una controcultura delle curve e farla crescere fino al punto da soppiantare quella della magrezza.

Ci vuole tempo e dobbiamo essere tante e sempre di più. Ma possiamo farcela.  

Il mio operato contribuisce a questo continuate a seguirmi…

 

NON SEI ALTA E MAGRA? ALLORA NON TI ASSUMO

Lavoro: “Alto e magro?”… “No” … “Mi spiace”.

Quando magrezza e altezza diventano requisiti decisivi in un’assunzione lavorativa come apprendista parrucchiere.

22149_1270114203779_1557577168_675649_4474984_n.jpgQuesta è la storia di una discriminazione a carico di una giovane disoccupata di nome Vanessa (in foto). Essere alti e magri è una “fortuna”: Si è più attraenti fisicamente, si può indossare e mangiare quello che si vuole senza sentirsi in colpa… E perché no?  Non si è tagliati fuori da una selezione lavorativa.

Niente a che vedere con lavori da fotomodello o da cubista da discoteca e simili: Tagliati fuori dall’aspirazione di un posto di lavoro comune, che non richiede tali requisiti, tipo un lavoro da parrucchiere.

Tempo di crisi, questo 2010. Una diffusa disoccupazione alimentata ancora di più da discriminazioni di questo genere. Discriminazioni da ritenersi uguali alle discriminazioni razziste, decisamente banali.

E’ la storia di una ragazza che, come tanti giovani e meno giovani di oggi, sta aspettando soltanto il momento di essere assunta. Agenzie interinali, ufficio di collocamento, passaparola, internet: ogni modo è buono pur di trovare annunci che catturino la sua attenzione.

Un annuncio su internet appariva, agli occhi della ragazza neodiplomata, l’occasione giusta per ricominciare a lavorare.

Cercasi parrucchieri qualificati e non” e la giovane, leggendo simili parole, non perde altro tempo: telefonino in mano, compone il numero telefonico scritto sovraimpressione.

n1557577168_140396_3774.jpg“Salve, ho letto un vostro annuncio in internet e volevo dirle che sono interessata alla vostra offerta lavorativa e anche se, purtroppo, non ho esperienza nel campo, mi piacerebbe imparare il mestiere”. La ragazza si presenta così al potenziale datore di lavoro, aspettando una sua risposta.

“Si, salve! Non ha esperienze? Va bene, ma non è questo che m’interessa. Lei pensa di avere una bella presenza? No perché, come lei sa, per intraprendere questo mestiere bisogna presentarsi in una certa maniera, perché il mondo della parrucchieria richiede una particolare estetica”.

La risposta del parrucchiere non è chiara alle orecchie della giovane che subito chiede spiegazioni: “In che senso, bella presenza? Io mi ritengo una bella ragazza, poi bisogna vedere cosa intende lei con questa frase! Per me la bellezza è soggettiva e dipende da tante cose. Perché lei cosa cerca?”

E la risposta, la sciocca risposta dell’uomo non si fa attendere: ” Cerco una persona alta 1,65-1,70 minimo, un ragazzo che porta la taglia 48-50 massimo e una ragazza che porta al massimo la taglia 42. Perché io a queste persone farò indossare dei vestiti adeguati, uguali per tutti, così ci presentiamo bene a lavorare. Ma perché lei com’è? “

Il silenzio e poi, una risata nervosa si poteva percepire tra le parole di replica della disoccupata: “Capisco. No, io indosso la 44-46 e non raggiungo il metro e sessantacinque.”

Immancabile il congedo beffardo dell’uomo: “Mi dispiace infinitamente”.

Se al giorno d’oggi l’assunzione di un lavoratore viene determinata dai centimetri e dai metri è sintomo di una società che sta davvero degenerando, accecata da futili ed effimeri valori.

 E ci si chiede il perché la gente affoga nell’anoressia e nella depressione… .

 

DONNE SCHELETRI: LA MORTE DELLA FEMMINILITA’

 

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Stavolta parto da una notizia confortante apparsa su MSN ovvero che: “

La buona notizia è che le donne stanno facendo pace con le proprie curve, e dopo un lungo periodo in cui la bellezza è stata sinonimo di magrezza estrema, torna alla ribalta il fascino delle morbida sinuosità femminili.

Questo in teoria, anche se in pratica dallo star system riceviamo ancora messaggi contrastanti, con modelli di bellezza che sfoggiano silhouette ridotte all’osso, volti tirati e fisici androgini, anche a pochi mesi di distanza dal parto.

Essere snelle di costituzione non è certo un reato, e in definitiva l’importante è sentirsi in sintonia col proprio corpo. Sta solo a noi decidere a quale modello ispirarci!”.

 E fin qui tiro un respiro di sollievo perché è bellissimo vedere i trend cambiare e tutto quello per cui i sei battuta da anni affermarsi naturalmente…

Ma guardo le foto e mi sento male…Donne ossute, anoressiche felici e convinte di non esserlo. Donne affermate prigioniere della magrezza estrema e del patimento fisico. Corpi che urlano tutto il loro dolore e visi emaciati che nulla hanno più della bellezza di un tempo. Sono le Star scheletriche di oggi che credono di dettare moda con la loro magrezza ma che invece a noi persone sane di mente fanno inorridire.

VB_magre_NinaMoric.jpgDonne che a manco 30 anni sfoggiano volti tirati, pallidi e pieni di rughe, capelli indeboliti e cadenti, ossa che escono dal loro scheletro e gambe da film dell’orrore…Come può vedersi una donna bella quando si è ridotta così??? Di bello non c’è nulla..solo l’immagine di corpi che ricordano i campi di concentramento..In questi giorni queste immagini sono più vive che mai ed io penso a quei patimenti inflitti oppure alle persone del terzo mondo così magre perché patiscono davvero la fame.

Queste immagini di donne ossute non hanno più nulla di femminile. Sembrano zombie che trascinano i loro mucchietti di ossa sfoggiando il ginocchio con rotula a vista.

Più guardo quelle foto e più capisco che sono tutte anoressiche (la Jolie e Amy lo hanno ammesso), le altre Star no. Ma il risultato non cambia. La malattia sta facendo il suo corso ed i loro cervelli ormai sono ottenebrati da immagini distorte e sbagliate delle donne

Dopo tanto disgusto (consentitemelo) pubblico queste immagini suoavi di edy Williams, reginetta degli anni ’60 e moglie di Russ Meyer che in fatto di donne in carne ha sempre capito tutto.. Guardate l’armonia del corpo e l’espressione del volto. Di gioia, Di orgoglio. Di felicità. Questa è una femmina. Le altre sono spaventapasseri. Altro che bombe sexy…

 (come si è ridotta Nina Moric nella foto sopra

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CICCIA E’ BELLA: IL PROGRAMMA DI ITALIA 1

ciccia-e-bella.jpgCari amici eccomi tornata con un argomento assolutamente attuale e molto scottante.

Parliamo della 1 puntata di “Ciccia è bella”, il reality di Italia, tratto dal format francese “Belle Tout Nue”, e riadattato per noi da Marco Balestri e Fatma Ruffini.

Tre le protagoniste: si tratta di Silvia Quarto, 34 anni di Milano, responsabile in un supermercato, che non ha mai apprezzato il suo corpo tanto da non riuscire neppure a guardarsi allo specchio; Alessandra Faja, 33 anni di Catania, trasformata da due gravidanze e che si descrive “un cigno dentro il corpo di un anatroccolo”; Paola Mantovani, operaia 36enne di Melzo, invece, è sempre stata in sovrappeso ma ora sente la necessità di valorizzarsi.

Premetto che non ho visto il programma perchè non ce l’ho fatta ad arrivare a casa in tempo..Ma già il titolo mi disturba…GRASSO…Parlare di grasso in una società che esalta la magrezza..

Ancora una volta si parla di grasso. Mai di curve e forme ma di obesità. Ovvio che l’obesità è patologica e parliamo di una parte delle donne, non della collettività.

Avere le curve è un’altra cosa…Qui si vuole far passare il messaggio che ci si deve accettare grassi e credo sia improbabile…Il messaggio sano è: le donne taglia 46 e 48 sono NORMALI non grasse.

Quindi è una cosa proprio diversa…Come al solito le grasse da una parte e le magre dall’altra. Come le mucche…

Questo programma e’ l’ennesima strumentalizzazione rivolta a rimarcare la differenza tra le mucche! Non a caso la conduttrice e’ magra, tonica e perfettamente rispondente ai canoni “standard”!

belle-toute-nu.jpgCredo che sia un programma per ridere sulle grasse e non per mettere a proprio agio le donne in carne.

Solo un contenitore per lodare la magrezza della Brascia e prendere per il c..o  le altre..

Un contenitore che mortifica decisamente le partecipanti che appaiono anche in mutande e reggiseno con tutti i loro complessi. Non credo che sia un programma confortante, rassenerante e positivo. Credo piuttosto che sia un format teso a ridicolizzare le donne definite “grasse” e che con indicibile feroìcia la tv amplifichi ancora una volta il divario tra le magre e belle come la presentatrice e le concorrenti sovrappeso e sfigate.. La prox volta vedrò la puntata per confermare o smentire ciò che penso..

 Ecco i commenti che mi sono arrivati via mail e Facebbok. Quasi tutti negativi.

 

Danila

“… che dire Simona, ho visto il programma x curiosità + ke altro… credevo si parlasse di più di donne, sulla loro sensibilità e desiderio di piacere e piacersi e non di cm potersi mettere a nuovo cn accorgimenti, “trucchi”, ecc… insomma lavorare sul concreto, esaltando le doti di ciscuna. Più che altro mi è sembrato un voler restaurare le donne!… non è stato proprio il max e poi, lentissimo… sulla scelta della presentatrice poi… cmq se bisogna parlarne dell’argomento che si affronti cn serietà e motivando le donne che prima di tutto devono pensare a stare bene in salute e poi l’aspetto gradevole ma senza ossessione.

 

Martina

“sono d’accordo sulla pessima scelta della conduttrice, poco credibile per un simile programma! Per caso, ieri sera facendo zapping ne ho visto un pezzettino e sinceramente mi ha colpito negativamente. Non trasmette un messaggio sano,non valorizza le donne con le curve, mi sembra più che altro incitare  alla rassegnazione!”

 

Grazia

Hai ragione tu a dire che sono andati da un estremo all’altro (conduttrice quasi anoressica-concorrenti obese) e che lì comunque non si parlava di curve ma di grasso vero e proprio! Insomma, credo che non sia nemmeno salutare essere come quelle donne lì…era una cosa esagerata a parer mio! Secondo me avrebbero dovuto incentrare il programma su ragazze NORMALI che però non si accettano, per insegnar loro ad essere bellissime e a valorizzarsi!”

Linda

Cara Simona,
io ieri ho visto “ciccia è bella” e devo dire che all’inizio mi ha fatto sorridere.
Ancora una volta ci rendiamo conto che gli uomini AMANO le donne burrose e non c’è bisogno di un programma televisivo per farlo capire alle persone.
Però ammetto anche che quel “percorso formativo” che fanno fare alle protagoniste formose è fittizio…oltre a truccarle pesantemente e farle mettere in mostra il decoltè non si fa altro…Inoltre la Brescia non mi sembra perfetta fisicamente e non sto qui a dire che le donne magre devono essere etichettate come “orride”…
guardalo Simona, poi dirai…
E’ un programma come tutti gli altri, un programma che ci fa capire come la gente sia superficiale e di come le donne, ancora oggi, siano strumentalizzate non solo fisicamente ma (ancora peggio) psicologicamente.

Sexy_Rossella_Brescia_20.jpgMissMoony Midnite


“si poteva evitare di chiamarlo così innanzitutto, poi potevano trovare persone + capaci di valorizzare persone di quelle taglie, anke a me ke ho partecipato alla sigla mi han vestita in maniera oscena, si notava ovunque una totale ignoranza e incapacità di valorizzare forse inusuali allo spettacolo standard…e poi mettere la brescia……………..magra come un chiodo, talmente magra da avere il viso scavatissimo e provato….. cattivo gusto però alcune piccole cose io le ho trovate se non altro sensate, per esempio il far vedere come l’immagine che abbiamo di noi sia spesso sfalsata e ipercritica obbligandoci a posizionarci in mezzo alle altre con occhio + obiettivo o sentendo i commenti dei passanti su una nostra foto (commenti ke kissà quanto sono stati filtrati e posizionamento ke secondo me portava al suicidio le ultime della “scala di grassezza”

 

Barbara

“io l’ho visto. Non era un programma x ridicolizzare le “grasse” anzi x far aumentare l’autostima, per accettare la propria “fisicità”, per valorizzare i loro punti di forza.Le sottoponevano ad un percorso diciamo terapeutico.La Brescia è stata brava nel suo ruolo, le ha supportate e le ha motivate(ovviamente su guida di esperti) nel modo giusto.”

 

Elisa

“a me è piaciuto vedere tre donne cominciare ad imparare ad amarsi un pò… però non mi è piaciuta la Brescia, secca come uno stoccafisso, e il fatto che immancabilmente le tipe venivano portate da un nutrizionista. Della serie: ciccia è bella, ma se dimagrisci è meglio.
Poi il tipo che le vestiva diceva sempr: “questo è per nascondere quell’inestetismo lì, questo per quell’inestetismo là…” perchè INESTETISMI???? e se a me piacesse?”

 

Giu Lia

“Mi trovo d’accordo con tutto quanto detto da Simona!!! ho visto un pezzo del programma per caso e mi è sembrato tristissimo… una vera donna sa come valorizzarsi scoprendo i suoi punti forti e ha una propria autostima!!… non ha di certo bisogno dei consigli di questi pseudo maestri della moda… basta avere un pò di buon senso e stile… Rosella Brescia tornasse a condurre Colorado cafè tanto più o meno i programmi sono dello stesso contenuto: SCADENTI, con la differenza che in uno fanno dello humor e nell’altro c’è da piangere….mah”

 

Manuela

Io ieri ho visto il programma, che è una brutta imitazione dell’originale “nude & belle” che cercava di aumentare l’autostima delle donne in generale, donne non più giovanissime ma con tanto fascino, donne robuste ma sexy. Insomma varie tipologie femminili..e sin quì ci siamo..ma il programma di italia 1 è un altra storia..”ciccia e bella”..condotto da una quasi anoressica.

per il resto il mio punto di vista è che noi donne ci dobbiamo voler bene a prescindere da quello che è un fattore estetico, poi il sovrapeso è una cosa che deve essere tenuta d’occhio solo per un fatto di salute, non siamo tutte nate x avere una 40 e anche se siamo una 46 o quel che sia possiamo curarci ed essere carine come qualsiasi altra donna!

 

Paola

ieri per la prima volta ho visto il programma e non mi è andato giù per niente!!! oltretutto presentato da un’anoressica mi pare il massimo della presa in giro!!! e che dire d’altro? la taglia 46 o 48 su una donna alta un metro e novanta è una cosa e su un’altra di un metro e quaranta è tutto un altro paio di maniche… equilibrio ecco cosa ci vuole!!! e le forme armoniose di una donna giunonica e psicologicamente equilibrata possono essere mooooolto più affascinanti e sexy di quelle di una magra magra ma acida di carattere…E poi diciamola tutta perchè dovremmo essere tutte uguali? sai che monotonia?

 

 

Marta

“Simo, ho sentito troppe volte la parola MASCHERARE….per la serie: evitiamo l’argomento sensibilità ed eseltazione della persona in sè ma nascondiamo a destra e a manca….
oltretutto mi sembra veramente una violenza mettersi davanti ad uno specchio in intimo, -vicino all’osso della Brescia- dicendo ad alta voce:” sono imperfetta ma sono graziosa” mi sembra che abbiano toccato un po’ il fondo….
non si fa assolutamente leva sull’autostima…sono effetti a breve termine quelle sull’abbigliamento e sul trucco…non è stato fatto null’altro….sostengo fortemente la tua battaglia….e sono concorde con i commenti delle altre ragazze….un bacione”

 

Silvia

“ne parlavo proprio ‘altra sera con una mia amica, anche lei ex anoressica..le donne 46 -48 sono donnone, matrone, femminone… sempre qualcosa di grottesco e vagamente ridicolo, che al massimo risveglia l’idea dell’allattamento e della gravidanza, mentre quello sessuale sembra essere suggerito da chiappe a nocciolina e tettine da preadolescente… BASTA!”

 

Isabella

“Sinceramente un brutto programma… hanno preso donne che si odiano sul serio e che faticano ad accettarsi, le hanno truccate e cambiate d’abito ed esibite nude in un manifesto in piazza Duomo a Milano. Non c’era un vero percorso psicologico per riamarsi ed amare le proprie curve, piuttosto qualcosa di molto superficiale. Della serie, ti affianco la Brescia anoressica che finge di apprezzare le donne in carne – e ha l’aspetto di chi non mangia una foglia di insalata – ti fotografo nuda e truccata e ti rispedisco a casa. Un programma da quattro soldi proprio.”

Clara

“L’ho visto con molta attenzione…sinceramente trovo fuori luogo la conduzione della Brescia,che definire acciuga è poco…lei che anni fa era molto bella e prosperosa.ha poi preso la decisione d ridurre quel ben di dio con una riduzione!!!!ma come si fa?ci son donne che pagherebbero oro per avere un seno generoso come lo aveva lei…(sue testuali parole d ieri sera)UN PO’ COME QUELLO CHE PREDICA BENE E RAZZOLA MALE.

Per il resto che dire????PURTROPPO ci son donne che nn si accettano e valorizzano perciò finchè l’autostima delle donne come le ragazze d ieri sera rimane a zero,c saranno programmi simili che con 1 pancera,un pò di make up e 2 botte d phon possano far credere che una persona “Grassa” la si possa accettare solo così.

Io sono stra felice del mio corpo e chi mi ama lo è a sua volta così come tutti i miei affetti familiari. NON C’E’ BISOGNO DI UN SIMILE PROGRAMMA!”