13/10/2010

ANCHE SKY PARLA DEL CALENDARIO PIN UP DEL 2000

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Cari amici è con un particolare orgoglio che vi annuncio che oggi siamo sulle pagine del prestigioso portale Sky.it con il calendario Pin Up del 2000, ideato da me e dalla mia associazione culturale Pin Up del 2000, per combattere anoressia e bulimia.

Ecco il link preziosissimo:  http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/13/...

E qui il calendario inserito tra i migliori calendari del 2011

http://mag.sky.it/mag/album/speciale_calendari_2011.html

Che gioia e che soddisfazione. Per me, per le ragazze, per i fotografi, hair e make up stylist, per tutto lo staff. La speranza è che si accendano il più possibile i riflettori su questo calendario calendario glamour, ammiccante e di gran gusto.

100% curve naturali, 100% no photoshop (nei ritocchi del corpo), 100% italiano e 100% donna.

Vi ricordo che il calendario che combatte anoressia, bulimia e disturbi alimentari a colpi di curve. Scatti Doc che immortalano dodici belle ragazze  tra esordienti e modelle, un tempo ammalate o insoddisfatte del proprio corpo, ora perfettamente guarite.

Il calendario Pin Up del 2000 è il prezioso frutto di una costante e serrata lotta ai disturbi alimentari operata da me e dalla mia associazione culturale “Pin Up del 2000” che ha ideato un progetto efficace nell’aiutare donne scontente del proprio aspetto fisico e delle proprie rotondità.

Dodici scatti che lanciano un messaggio importante e che hanno aiutato le protagoniste ad amarsi ed accettarsi di più. Una vetrina dove mettere in mostra con orgoglio il proprio fisico formoso e gridare a tutti che “Gli uomini preferiscono la carne”. Le ragazze in pose e look Pin Up, vestono dalla taglia 44 alla 48, e sono state selezionate da me ed inserite nel database dell’associazione proprio per sottolineare che “Le vere donne hanno le Curve!”.

 

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Il calendario

Pin Up del 2000 combatte quindi l’ideale insano di bellezza filiforme odierno ed i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media che sono alla base delle insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti. Gli scatti dei dodici mesi ripropongono  il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimono salute e bellezza. Donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

Le protagoniste con i loro nomi da Pin Up sono: Marlene Rouge - Lady Coco - Momo Vain Dean - Betty Fire - Miss Lollo - Lisa M.lle Debonbons - Mousit - Lady Delish - Miss Vivien - Marilyn Bon Bon - Saryn - Jane Butter.  

Tutte sono state immortalate da sei fotografi  emergenti. Professionisti che hanno aderito gratuitamente al progetto “Posa come una Pin Up”  ideato da me per la lotta ai disturbi alimentari.
I nomi: Fudesan, Daniele Mora, Scontrosa velenosa, Pin Up del 2000, Alessandro Olivares ed Elena Strada.

Il calendario è interamente autoprodotto dall’associazione culturale Pin Up del 2000 ed è venduto a prezzo “sociale” per sostenere le nuove iniziative. 

La madrina del calendario è Maethelyiah, artista italo inglese e figlia d'arte, volto noto del gruppo Blooding Mask. Maet ha aderito e sostenuto il progetto Pin Up del 2000 ideato dalla mia associazione.

Make up e Pin Up style: Simona Sessa - Silvia Make Up.


Info nel sito ufficiale dell’associazione Pin Up del 2000 www.pinupdel2000.com

Qui potete guardare e scaricare il calendario:

http://www.pinupdel2000.com/ecco-il-calendario-pin-up-del-2000.html

08/10/2010

SONO GUARITA GRAZIE A SIMONA SESSA

Care ragazze pubblico la testimonianza di Queen B, una ragazza a me cara che ho aiutato a superare i suoi disturbi alimentari. Ora sta bene e come vedete dalle foto scattate da me è bellissima e orgogliosa delle sue curve.

Questa è la sua testimonianza...

DSC_0055 2.jpg"Ho deciso di raccontare la mia storia,in riferimento ai disturbi alimentari che ho avuto per tutta l'adolescenza, per ringraziare anche la (l'unica) persona che è riuscita a tirarmene fuori.
Molte di voi,che leggerete il mio blog e siete mie amiche su facebook,avrete avuto problemi di linea,o li avete ancora,perchè probabilmente mi avete conosciuta proprio per questo motivo.
Sono cresciuta in una famiglia per la quale devo solo ringraziare Dio,ma che come tutte le famiglie ha i suoi alti e bassi.
I bassi erano appunto il voler raggiungere una sorta di "perfezione" da un lato,per quanto riguarda l'essere i migliori a scuola,sul lavoro,o verso il resto del mondo.
Dall'altro lato,la perfezione fisica.
I miei parenti,dalla parte di madre,sono sempre stati ossessionati da questo "tenersi in forma" "essere in linea" etc etc.. la sorella di mia madre, dopo il cesareo non ha più indossato la 40, e questa ossessione credo che non la lascerà più.
Sapete,le classiche persone che mentre sei a tavola, in un giorno di festa iniziano a dire "no,meglio che non mangi questo" oppure "dai che ci iscriviamo in palestra".
Non si sono comportati così per un periodo, ma per tutta la vita e continuano a farlo ancora oggi.
In una situazione del genere,aggiungete i media, aggiungete un'età difficile come l'adolescenza.
Ho iniziato la mia prima dieta a 13 anni. A 15 passai un anno davvero infernale, nel quale sfiorai appunto la via del non ritorno. Perdendo 10 chili in un mese, ero debole e dormivo sempre, o piangevo.
CSC_0188.jpgLa tavola era un'ossessione, contavo le calorie, mangiavo foglie di insalata crude e scondite, cenavo con due zucchine bollite,e quando ero a pezzi e non ce la facevo più mangiavo una merendina e andavo a vomitare in bagno. Ricordo a tratti, immagini di me buttata per terra vicino al termosifone perchè morivo di freddo, piangevo perchè tutto questo mi rendeva anche molto depressa, non riuscivo a studiare nulla perchè la mia concentrazione svaniva in poco tempo. Ricordo la fame,di notte, che mi mangiava lo stomaco, e non riuscivo a dormire.
Ricordo la solitudine, l'odio verso me stessa, l'ossessione della bilancia. Dovevo pesarmi ogni giorno, annotarmi in un libretto quanto avevo perso in tre giorni, andare sempre in palestra, correre, correre, aumentare la velocità, aumentare le calorie bruciate.

Non mi venivano le mestruazioni da tre mesi ormai. Non avevo voglia di fare nulla. Parrucchiere, lampade, palestra. Ecco la mia vita che cos'era.. si riduceva tutto a questo: ILLUSIONE.
Arrivai a pesare 55 kg, che non è il peso di una anoressica in fin di vita, ma un peso del tutto innaturale per la mia conformazione fisica.
E poi ebbi un crollo di nervi, non riuscivo più a non mangiare e da lì a passare più tempo a vomitare che a vivere fu breve.
Queste sono le cose che non si dicono, che tutti ignorano di noi. Cose imbarazzanti, che ci fanno apparire deboli.
Io mi sento forte, invece, perchè non solo l'ho superato, ma ora mi amo per come sono, e se mi offrissero la possibilità di cambare il corpo ed entrare in quello di una super modella non esiterei un istante a rifiutare.
A 17 anni, la mia ultima dieta mi portò gradualmente a indossare la 40-42. Il seno,da quarta a terza scarsa, non mi sembrava il mio. Mi guardavo allo specchio, mi sentivo carina ma non attraente, i vestiti mi cadevano bene, ma non mi evidenziavano le curve, che in effetti, non avevo più.
Oh sì, che liberazione indossare il mini-bikini in spiaggia.. Ma ero uguale a tutte le altre. Non ero io.
E poi nel 2009 la scoperta di questo blog di Simona Sessa, una speranza per le ragazze come me intrappolate in corpi che non le appartengono.

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Rimasi affascinata da questa donna bellissima, che non aveva paura di dire la verità: che gli uomini preferiscono le curve e che ne dobbiamo essere orgogliose.
Proponeva immagini di miti come Marilyn, Rita Hayworth, Bettie Page, donne di una bellezza immortale, eterna e prorompente.
Seguendo il suo blog e le sue conquiste, dalla rete alla tv, la conobbi poi di persona quando andai a comprare un vestito nel suo pin up store.
E da li, mi prese come pin up e come amica, trascorsi uno dei periodi più felici della mia vita collaborando con lei per l'associazione pin up del 2000.
Fu lei a insegnarmi ad amare il mio corpo, dandomi la sua forza,la sua voglia di vivere..
Incontrare nel nostro cammino persone così è una vera benedizione.
Lei mi ha cambiato la vita e non lo dimenticherò mai".
Queen B.
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30/09/2010

LA MODA NON CEDE E L’ANORESSIA AVANZA: DONNE SEMPRE PIU’ MAGRE

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Inizio questo post con la morte nel cuore per la scomparsa di Anna Wood morta a 16 anni di anoressia dopo un anno di dieta feroce. Ancora una volta torniamo a parlare di anoressia, una piaga sociale che miete sempre più vittime.

Mi soffermo a guardare la foto di Anna prima della dieta e guardo il suo visino paffuto, gioioso, felice. Uno sguardo di vita reale. Di spensieratezza che mi commuove. E poi guardo la foto di lei prima di morire, di come si era ridotta con le sue mani. Noto uno sguardo terrorizzato, impaurito, disturbato. Di una persona che non ha più alcun motivo per vivere. La sua morte annunciata è terribile perché avallata dalla madre.

Questa la notizia pubblicata nel web

“Aveva scelto di mettersi a dieta, insieme a sua madre, per perdere quei chili di tropo dovuti a pranzi e cene natalizi. Ma nel giro di meno di un anno, Anna Wood è diventata anoressica, ed è morta a soli 16 anni. E' accaduto a Wimbledon, in Inghilterra, e la storia di Anna è stata raccontata dal Daily Mail. "Non è mai stata grassa, aveva solo un po' di pancetta, ma era normale alla sua età - racconta la madre, Christine Gibson, 52 anni - dopo cinque o sei settimane io ho interrotto la dieta, ma lei ha continuato a mangiare pochissimo, meno di quanto pensassimo. A volte nascondeva il cibo per poi buttarlo via, lontana dai miei occhi. Nel giro di un paio di mesi è diventata magrissima".

Ad agosto dello scorso anno il ricovero in ospedale, diventato inevitabile per le sue gravi condizioni di anoressia.: alta 1 metro e 70, Anna era arrivata a pesare meno di 40 chili. Dopo due mesi in ospedale, e qualche chilo guadagnato, la ragazza è tornata a casa, ma solo per riprendere i vecchi ritmi: fino allo scorso febbraio, quando è svenuta in mezzo alla strada ed è tornata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato un'ulcera perforata che le è stata fatale. Lo scorso 26 marzo, Anna è morta per insufficienza cardiaca dopo l'operazione chirurgica, alla quale i medici avevano previsto che non sarebbe sopravvissuta”.

Dopo averla letta una rabbia mi assale ed è diretta alla madre. Una madre decide di mettersi a dieta e lo fa con la figlia 16 enne. Una madre folle, scriteriata, anch’essa malata ed ottenebrata dagli stereotipi della magrezza. Una madre non madre che è stata duramente punita perdendo la sua bambina. Ecco che la vera colpevole è la madre. E la ragazza è la vera vittima. Prima dei diktat della moda e poi di chi l’ha generata. Non ha avuto scampo… Ribadisco che il ruolo dei genitori  nelle patologie alimentari è fondamentale. Spesso sono proprio loro ad alimentare o spingere le figlie verso diete impossibili e dimagrimenti miracolosi…

orig_C_2_articolo_1001198_listatakes_itemTake0_immaginetake.jpgQuesta notizia ha lasciato tutti senza fiato perché si è sovrapposta a quella delle foto provenienti dalle sfilate di Milano recenti. La notizia che Elena Mirò è stata esclusa dalle passerelle perché la sua donna non rispecchiava l’immagine snella della donna proposta in passerella è davvero assurda e ne hanno parlato in tanti.

Poi le foto di Letizia Casta rinsecchita e smagrita al limite del ridicolo hanno lasciato tutti senza parole. Il suo visino tondo e le sue forme morbide sparite per sempre…

Uno choc… Chissà il suo compagno Stefano Accorsi cosa avrà detto… L’immagine di Letizia è ormai compromessa e a parere di tutti si è decisamente imbruttita perdendo quel suo noto fascino..

Infine le ultime raccapriccianti foto di una modella ultra anoressica Anna Selezneva (sotto) che ha sfilato per moltissimi marchi e si è guadagnata la foto del giorno sul britannico Telegraph proprio a causa della sua magrezza.

 

Una foto che ci lascia senza fiato. Cosa ha della vera donna la sig. Anna? Direi nulla. A me sembra anche un uomo visto il corpo piallato senza grazie femminili. Ma questa è l’immagine della donna che ci rimanda oggi la moda. Altro che tentativi di far tornare la donna mediterranea in passerella. Altro che. Qui invece di andare avanti torniamo indietro.

1285756486647_skinny-model_1726403i.jpgLa moda non cede e estremizza ancora di più la magrezza delle donne. E noi donne vere che possiamo fare? Ignorare tali messaggi e tale bombardamento mediatico.

Non riusciremo mai a fare cambiare idea a stilisti e politici  a braccetto. E' una battaglia impari...Troppi gli interessi in ballo…

Gli stilisti non cambieranno mai...Ma il problema non è cambiare loro (che è impossibile) ma creare una controcultura delle curve e farla crescere fino al punto da soppiantare quella della magrezza.

Ci vuole tempo e dobbiamo essere tante e sempre di più. Ma possiamo farcela.  

Il mio operato contribuisce a questo continuate a seguirmi…

 

11/09/2010

IN USCITA PIN UP DEL 2000: IL CALENDARIO CON LE CURVE

copertina-bassa.jpgUn calendario che combatte anoressia, bulimia e disturbi alimentari a colpi di curve. Scatti Doc che immortalano dodici belle ragazze  tra esordienti e modelle, un tempo ammalate o insoddisfatte del proprio corpo, ora perfettamente guarite.

Il calendario Pin Up del 2000 è il prezioso frutto di una costante e serrata lotta ai disturbi alimentari operata da Simona Sessa e dalla sua associazione culturale “Pin Up del 2000” che ha ideato un progetto efficace nell’aiutare donne scontente del proprio aspetto fisico e delle proprie rotondità.

Dodici scatti che lanciano un messaggio importante e che hanno aiutato le protagoniste ad amarsi ed accettarsi di più. Una vetrina dove mettere in mostra con orgoglio il proprio fisico formoso e gridare a tutti che “Gli uomini preferiscono la carne”. Le ragazze in pose e look Pin Up, vestono dalla taglia 44 alla 48, e sono state selezionate dalla Sessa, ideatrice del calendario, ed inserite nel database dell’associazione proprio per sottolineare che “Le vere donne hanno le Curve!”.

Il calendario Pin Up del 2000 combatte quindi l’ideale insano di bellezza filiforme odierno ed i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media che sono alla base delle insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti. Gli scatti dei dodici mesi ripropongono  il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimono salute e bellezza. Donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

Le protagoniste con i loro nomi da Pin Up sono: Marlene Rouge - Lady Coco - Momo Vain Dean - Betty Fire - Miss Lollo - Lisa M.lle Debonbons - Mousit - Lady Delish - Miss Vivien - Marilyn Bon Bon - Saryn - Jane Butter.  

Tutte sono state immortalate da sei fotografi  emergenti. Professionisti che hanno aderito gratuitamente al progetto “Posa come una Pin Up”  ideato dalla Sessa per la lotta ai disturbi alimentari.
I nomi: Fudesan, Daniele Mora, Scontrosa velenosa, Pin Up del 2000, Alessandro Olivares ed Elena Strada.

Il calendario è interamente autoprodotto dall’associazione culturale Pin Up del 2000 e sarà venduto a prezzo “sociale” per sostenere le nuove iniziative. 

Make up e Pin Up style: Simona Sessa - Silvia Make Up.


Info nel sito ufficiale dell’associazione Pin Up del 2000 www.pinupdel2000.com e www.modellepinup.com

Il Calendario uscirà a fine Settembre con 12 bellissime Pin Up!

 

 

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ALCUNE TESTIMONIANZE DELLE RAGAZZE

 

L’idea del calendario è venuta alla Sessa che ha sofferto per venti anni di bulimia e che l’ha segnata profondamente come donna e professionista e la spinge ora ad aiutare le donne malate e sofferenti. “Per tanto tempo durante questi anni – spiega Simona – mi chiedevo il perchè di tanto dolore e disperazione. Oggi, a distanza di 20 anni, ho capito la mia “missione”: aiutare tante donne ad uscire dai disturbi alimentari per evitare loro ciò che ho provato. E questo ha dato un senso a tutta la mia vicenda dolorosa”.

La scelta delle ragazze del calendario è stata fortemente condizionata anche dalle vicende personali di alcune di loro come Saryn, taglia 46-48 (Sara Marcon, 20 anni studentessa) ex ammalata di bulimia e anoressia che rivela: “Ho iniziato a soffrire di bulimia a 15 anni, e mi sono portata avanti la malattia fino a poco tempo fa. La mia storia è molto lunga, fatta di periodi sereni e di ricadute.
Inizia a 15 la mia dipendenza con la bulimia... Dapprima fu anoressia.  A 17 anni arrivai a -25 kg dal mio peso di partenza, ma non riuscivo piu a vivere, avevo fame, ero debole....Grazie a un mio ex ripresi peso ma quando ci lasciammo ricaddi nella malattia e tornai a essere una taglia over. Poi un giorno sono venuta a conoscenza del progetto Pin up del 2000 di Simona Sessa e decisi di mandare delle mie foto... E sono stata scelta per il calendario. Ora sono una taglia 46-48, sono morbida e felice, le mie curve mi fanno stare bene e ho finalmente capito che devo accettami cosi come sono perchè è cosi che mi piaccio davvero. Grazie al calendario di Simona ho trovato l'autostima perduta e sono finalmente riuscita a capire che sono bella cosi come sono senza dovermi fare più male”.
Miss Vivien, taglia 44 (Romina Michelon, 28 anni, barista): “Ero ingrassata a causa di una depressione e di un disturbo alimentare che mi fatto aumentare di 40 chili. Non riesco a descrivere cosa mi ha portata a rifugiarmi nel cibo per consolarmi ma penso di avere una storia da raccontare. Trovo molto valido il progetto di Simona che mi ha aiutata molto. Prossimamente voglio scrivere un libro sulla mia esperienza”.
Legato ai diktat di estrema magrezza il calvario di Jane Butter, taglia 44 (Francesca Marcucci, 40 anni, insegnante): “
Aver avuto un uomo super palestrato e che mi voleva magra e non abbondante è stato l’inizio del mio calvario – spiega -. Ero ossessionata dalla palestra e mi sono messa a dieta ferrea con esclusione assoluta di dolci e pasta. Ero arrivata a pesare 54 kg. Mi sentivo in colpa se mangiavo anche un semplice cioccolatino. Avevo paura di non piacergli più. Ora ho perso quel fidanzato e ho trovato 6 kg. Mi amo tantissimo e ho un sacco di corteggiatori..Averlo capito prima!”.

Infine Lady Delish, taglia 48 (Giulia Orsogna, modella plus size professionista), che in adolescenza alternava periodi di abbuffate a digiuni, conclude: “Ho aderito al calendario perchè è importante sensibilizzare le persone sui disturbi alimentari, è ora di iniziare a ribellarsi ai canoni mediatici!
Noi Pin Up del 2000 mostriamo la sensualità femminile giocando con le nostre splendide forme, tanto bandite dalle passerelle e desideriamo lanciare un messaggio importante alle donne: VOGLIATEVI BENE..chilo dopo chilo.”


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