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ANCHE SKY PARLA DEL CALENDARIO PIN UP DEL 2000

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Cari amici è con un particolare orgoglio che vi annuncio che oggi siamo sulle pagine del prestigioso portale Sky.it con il calendario Pin Up del 2000, ideato da me e dalla mia associazione culturale Pin Up del 2000, per combattere anoressia e bulimia.

Ecco il link preziosissimo:  http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/13/calendario_pin_up_del_2000.html

E qui il calendario inserito tra i migliori calendari del 2011

http://mag.sky.it/mag/album/speciale_calendari_2011.html

Che gioia e che soddisfazione. Per me, per le ragazze, per i fotografi, hair e make up stylist, per tutto lo staff. La speranza è che si accendano il più possibile i riflettori su questo calendario calendario glamour, ammiccante e di gran gusto.

100% curve naturali, 100% no photoshop (nei ritocchi del corpo), 100% italiano e 100% donna.

Vi ricordo che il calendario che combatte anoressia, bulimia e disturbi alimentari a colpi di curve. Scatti Doc che immortalano dodici belle ragazze  tra esordienti e modelle, un tempo ammalate o insoddisfatte del proprio corpo, ora perfettamente guarite.

Il calendario Pin Up del 2000 è il prezioso frutto di una costante e serrata lotta ai disturbi alimentari operata da me e dalla mia associazione culturale “Pin Up del 2000” che ha ideato un progetto efficace nell’aiutare donne scontente del proprio aspetto fisico e delle proprie rotondità.

Dodici scatti che lanciano un messaggio importante e che hanno aiutato le protagoniste ad amarsi ed accettarsi di più. Una vetrina dove mettere in mostra con orgoglio il proprio fisico formoso e gridare a tutti che “Gli uomini preferiscono la carne”. Le ragazze in pose e look Pin Up, vestono dalla taglia 44 alla 48, e sono state selezionate da me ed inserite nel database dell’associazione proprio per sottolineare che “Le vere donne hanno le Curve!”.

 

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Il calendario

Pin Up del 2000 combatte quindi l’ideale insano di bellezza filiforme odierno ed i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media che sono alla base delle insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti. Gli scatti dei dodici mesi ripropongono  il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimono salute e bellezza. Donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

Le protagoniste con i loro nomi da Pin Up sono: Marlene Rouge – Lady Coco – Momo Vain Dean – Betty Fire – Miss Lollo – Lisa M.lle Debonbons – Mousit – Lady Delish – Miss Vivien – Marilyn Bon Bon – Saryn – Jane Butter.  

Tutte sono state immortalate da sei fotografi  emergenti. Professionisti che hanno aderito gratuitamente al progetto “Posa come una Pin Up”  ideato da me per la lotta ai disturbi alimentari.
I nomi: Fudesan, Daniele Mora, Scontrosa velenosa, Pin Up del 2000, Alessandro Olivares ed Elena Strada.

Il calendario è interamente autoprodotto dall’associazione culturale Pin Up del 2000 ed è venduto a prezzo “sociale” per sostenere le nuove iniziative. 

La madrina del calendario è Maethelyiah, artista italo inglese e figlia d’arte, volto noto del gruppo Blooding Mask. Maet ha aderito e sostenuto il progetto Pin Up del 2000 ideato dalla mia associazione.

Make up e Pin Up style: Simona Sessa – Silvia Make Up.

Info nel sito ufficiale dell’associazione Pin Up del 2000 www.pinupdel2000.com

Qui potete guardare e scaricare il calendario:

http://www.pinupdel2000.com/ecco-il-calendario-pin-up-del-2000.html

SONO GUARITA GRAZIE A SIMONA SESSA

Care ragazze pubblico la testimonianza di Queen B, una ragazza a me cara che ho aiutato a superare i suoi disturbi alimentari. Ora sta bene e come vedete dalle foto scattate da me è bellissima e orgogliosa delle sue curve.

Questa è la sua testimonianza…

DSC_0055 2.jpg“Ho deciso di raccontare la mia storia,in riferimento ai disturbi alimentari che ho avuto per tutta l’adolescenza, per ringraziare anche la (l’unica) persona che è riuscita a tirarmene fuori.
Molte di voi,che leggerete il mio blog e siete mie amiche su facebook,avrete avuto problemi di linea,o li avete ancora,perchè probabilmente mi avete conosciuta proprio per questo motivo.
Sono cresciuta in una famiglia per la quale devo solo ringraziare Dio,ma che come tutte le famiglie ha i suoi alti e bassi.
I bassi erano appunto il voler raggiungere una sorta di “perfezione” da un lato,per quanto riguarda l’essere i migliori a scuola,sul lavoro,o verso il resto del mondo.
Dall’altro lato,la perfezione fisica.
I miei parenti,dalla parte di madre,sono sempre stati ossessionati da questo “tenersi in forma” “essere in linea” etc etc.. la sorella di mia madre, dopo il cesareo non ha più indossato la 40, e questa ossessione credo che non la lascerà più.
Sapete,le classiche persone che mentre sei a tavola, in un giorno di festa iniziano a dire “no,meglio che non mangi questo” oppure “dai che ci iscriviamo in palestra”.
Non si sono comportati così per un periodo, ma per tutta la vita e continuano a farlo ancora oggi.
In una situazione del genere,aggiungete i media, aggiungete un’età difficile come l’adolescenza.
Ho iniziato la mia prima dieta a 13 anni. A 15 passai un anno davvero infernale, nel quale sfiorai appunto la via del non ritorno. Perdendo 10 chili in un mese, ero debole e dormivo sempre, o piangevo.
CSC_0188.jpgLa tavola era un’ossessione, contavo le calorie, mangiavo foglie di insalata crude e scondite, cenavo con due zucchine bollite,e quando ero a pezzi e non ce la facevo più mangiavo una merendina e andavo a vomitare in bagno. Ricordo a tratti, immagini di me buttata per terra vicino al termosifone perchè morivo di freddo, piangevo perchè tutto questo mi rendeva anche molto depressa, non riuscivo a studiare nulla perchè la mia concentrazione svaniva in poco tempo. Ricordo la fame,di notte, che mi mangiava lo stomaco, e non riuscivo a dormire.
Ricordo la solitudine, l’odio verso me stessa, l’ossessione della bilancia. Dovevo pesarmi ogni giorno, annotarmi in un libretto quanto avevo perso in tre giorni, andare sempre in palestra, correre, correre, aumentare la velocità, aumentare le calorie bruciate.

Non mi venivano le mestruazioni da tre mesi ormai. Non avevo voglia di fare nulla. Parrucchiere, lampade, palestra. Ecco la mia vita che cos’era.. si riduceva tutto a questo: ILLUSIONE.
Arrivai a pesare 55 kg, che non è il peso di una anoressica in fin di vita, ma un peso del tutto innaturale per la mia conformazione fisica.
E poi ebbi un crollo di nervi, non riuscivo più a non mangiare e da lì a passare più tempo a vomitare che a vivere fu breve.
Queste sono le cose che non si dicono, che tutti ignorano di noi. Cose imbarazzanti, che ci fanno apparire deboli.
Io mi sento forte, invece, perchè non solo l’ho superato, ma ora mi amo per come sono, e se mi offrissero la possibilità di cambare il corpo ed entrare in quello di una super modella non esiterei un istante a rifiutare.
A 17 anni, la mia ultima dieta mi portò gradualmente a indossare la 40-42. Il seno,da quarta a terza scarsa, non mi sembrava il mio. Mi guardavo allo specchio, mi sentivo carina ma non attraente, i vestiti mi cadevano bene, ma non mi evidenziavano le curve, che in effetti, non avevo più.
Oh sì, che liberazione indossare il mini-bikini in spiaggia.. Ma ero uguale a tutte le altre. Non ero io.
E poi nel 2009 la scoperta di questo blog di Simona Sessa, una speranza per le ragazze come me intrappolate in corpi che non le appartengono.

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Rimasi affascinata da questa donna bellissima, che non aveva paura di dire la verità: che gli uomini preferiscono le curve e che ne dobbiamo essere orgogliose.

Proponeva immagini di miti come Marilyn, Rita Hayworth, Bettie Page, donne di una bellezza immortale, eterna e prorompente.
Seguendo il suo blog e le sue conquiste, dalla rete alla tv, la conobbi poi di persona quando andai a comprare un vestito nel suo pin up store.
E da li, mi prese come pin up e come amica, trascorsi uno dei periodi più felici della mia vita collaborando con lei per l’associazione pin up del 2000.
Fu lei a insegnarmi ad amare il mio corpo, dandomi la sua forza,la sua voglia di vivere..
Incontrare nel nostro cammino persone così è una vera benedizione.
Lei mi ha cambiato la vita e non lo dimenticherò mai”.
Queen B.
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LA MODA NON CEDE E L’ANORESSIA AVANZA: DONNE SEMPRE PIU’ MAGRE

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Inizio questo post con la morte nel cuore per la scomparsa di Anna Wood morta a 16 anni di anoressia dopo un anno di dieta feroce. Ancora una volta torniamo a parlare di anoressia, una piaga sociale che miete sempre più vittime.

Mi soffermo a guardare la foto di Anna prima della dieta e guardo il suo visino paffuto, gioioso, felice. Uno sguardo di vita reale. Di spensieratezza che mi commuove. E poi guardo la foto di lei prima di morire, di come si era ridotta con le sue mani. Noto uno sguardo terrorizzato, impaurito, disturbato. Di una persona che non ha più alcun motivo per vivere. La sua morte annunciata è terribile perché avallata dalla madre.

Questa la notizia pubblicata nel web

“Aveva scelto di mettersi a dieta, insieme a sua madre, per perdere quei chili di tropo dovuti a pranzi e cene natalizi. Ma nel giro di meno di un anno, Anna Wood è diventata anoressica, ed è morta a soli 16 anni. E’ accaduto a Wimbledon, in Inghilterra, e la storia di Anna è stata raccontata dal Daily Mail. “Non è mai stata grassa, aveva solo un po’ di pancetta, ma era normale alla sua età – racconta la madre, Christine Gibson, 52 anni – dopo cinque o sei settimane io ho interrotto la dieta, ma lei ha continuato a mangiare pochissimo, meno di quanto pensassimo. A volte nascondeva il cibo per poi buttarlo via, lontana dai miei occhi. Nel giro di un paio di mesi è diventata magrissima”.

Ad agosto dello scorso anno il ricovero in ospedale, diventato inevitabile per le sue gravi condizioni di anoressia.: alta 1 metro e 70, Anna era arrivata a pesare meno di 40 chili. Dopo due mesi in ospedale, e qualche chilo guadagnato, la ragazza è tornata a casa, ma solo per riprendere i vecchi ritmi: fino allo scorso febbraio, quando è svenuta in mezzo alla strada ed è tornata in ospedale, dove i medici le hanno diagnosticato un’ulcera perforata che le è stata fatale. Lo scorso 26 marzo, Anna è morta per insufficienza cardiaca dopo l’operazione chirurgica, alla quale i medici avevano previsto che non sarebbe sopravvissuta”.

Dopo averla letta una rabbia mi assale ed è diretta alla madre. Una madre decide di mettersi a dieta e lo fa con la figlia 16 enne. Una madre folle, scriteriata, anch’essa malata ed ottenebrata dagli stereotipi della magrezza. Una madre non madre che è stata duramente punita perdendo la sua bambina. Ecco che la vera colpevole è la madre. E la ragazza è la vera vittima. Prima dei diktat della moda e poi di chi l’ha generata. Non ha avuto scampo… Ribadisco che il ruolo dei genitori  nelle patologie alimentari è fondamentale. Spesso sono proprio loro ad alimentare o spingere le figlie verso diete impossibili e dimagrimenti miracolosi…

orig_C_2_articolo_1001198_listatakes_itemTake0_immaginetake.jpgQuesta notizia ha lasciato tutti senza fiato perché si è sovrapposta a quella delle foto provenienti dalle sfilate di Milano recenti. La notizia che Elena Mirò è stata esclusa dalle passerelle perché la sua donna non rispecchiava l’immagine snella della donna proposta in passerella è davvero assurda e ne hanno parlato in tanti.

Poi le foto di Letizia Casta rinsecchita e smagrita al limite del ridicolo hanno lasciato tutti senza parole. Il suo visino tondo e le sue forme morbide sparite per sempre…

Uno choc… Chissà il suo compagno Stefano Accorsi cosa avrà detto… L’immagine di Letizia è ormai compromessa e a parere di tutti si è decisamente imbruttita perdendo quel suo noto fascino..

Infine le ultime raccapriccianti foto di una modella ultra anoressica Anna Selezneva (sotto) che ha sfilato per moltissimi marchi e si è guadagnata la foto del giorno sul britannico Telegraph proprio a causa della sua magrezza.

 

Una foto che ci lascia senza fiato. Cosa ha della vera donna la sig. Anna? Direi nulla. A me sembra anche un uomo visto il corpo piallato senza grazie femminili. Ma questa è l’immagine della donna che ci rimanda oggi la moda. Altro che tentativi di far tornare la donna mediterranea in passerella. Altro che. Qui invece di andare avanti torniamo indietro.

1285756486647_skinny-model_1726403i.jpgLa moda non cede e estremizza ancora di più la magrezza delle donne. E noi donne vere che possiamo fare? Ignorare tali messaggi e tale bombardamento mediatico.

Non riusciremo mai a fare cambiare idea a stilisti e politici  a braccetto. E’ una battaglia impari…Troppi gli interessi in ballo…

Gli stilisti non cambieranno mai…Ma il problema non è cambiare loro (che è impossibile) ma creare una controcultura delle curve e farla crescere fino al punto da soppiantare quella della magrezza.

Ci vuole tempo e dobbiamo essere tante e sempre di più. Ma possiamo farcela.  

Il mio operato contribuisce a questo continuate a seguirmi…

 

IN USCITA PIN UP DEL 2000: IL CALENDARIO CON LE CURVE

copertina-bassa.jpgUn calendario che combatte anoressia, bulimia e disturbi alimentari a colpi di curve. Scatti Doc che immortalano dodici belle ragazze  tra esordienti e modelle, un tempo ammalate o insoddisfatte del proprio corpo, ora perfettamente guarite.

Il calendario Pin Up del 2000 è il prezioso frutto di una costante e serrata lotta ai disturbi alimentari operata da Simona Sessa e dalla sua associazione culturale “Pin Up del 2000” che ha ideato un progetto efficace nell’aiutare donne scontente del proprio aspetto fisico e delle proprie rotondità.

Dodici scatti che lanciano un messaggio importante e che hanno aiutato le protagoniste ad amarsi ed accettarsi di più. Una vetrina dove mettere in mostra con orgoglio il proprio fisico formoso e gridare a tutti che “Gli uomini preferiscono la carne”. Le ragazze in pose e look Pin Up, vestono dalla taglia 44 alla 48, e sono state selezionate dalla Sessa, ideatrice del calendario, ed inserite nel database dell’associazione proprio per sottolineare che “Le vere donne hanno le Curve!”.

Il calendario Pin Up del 2000 combatte quindi l’ideale insano di bellezza filiforme odierno ed i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media che sono alla base delle insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti. Gli scatti dei dodici mesi ripropongono  il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimono salute e bellezza. Donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche.

Le protagoniste con i loro nomi da Pin Up sono: Marlene Rouge – Lady Coco – Momo Vain Dean – Betty Fire – Miss Lollo – Lisa M.lle Debonbons – Mousit – Lady Delish – Miss Vivien – Marilyn Bon Bon – Saryn – Jane Butter.  

Tutte sono state immortalate da sei fotografi  emergenti. Professionisti che hanno aderito gratuitamente al progetto “Posa come una Pin Up”  ideato dalla Sessa per la lotta ai disturbi alimentari.
I nomi: Fudesan, Daniele Mora, Scontrosa velenosa, Pin Up del 2000, Alessandro Olivares ed Elena Strada.

Il calendario è interamente autoprodotto dall’associazione culturale Pin Up del 2000 e sarà venduto a prezzo “sociale” per sostenere le nuove iniziative. 

Make up e Pin Up style: Simona Sessa – Silvia Make Up.

Info nel sito ufficiale dell’associazione Pin Up del 2000 www.pinupdel2000.com e www.modellepinup.com

Il Calendario uscirà a fine Settembre con 12 bellissime Pin Up!

 

 

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ALCUNE TESTIMONIANZE DELLE RAGAZZE

 

L’idea del calendario è venuta alla Sessa che ha sofferto per venti anni di bulimia e che l’ha segnata profondamente come donna e professionista e la spinge ora ad aiutare le donne malate e sofferenti. “Per tanto tempo durante questi anni – spiega Simona – mi chiedevo il perchè di tanto dolore e disperazione. Oggi, a distanza di 20 anni, ho capito la mia “missione”: aiutare tante donne ad uscire dai disturbi alimentari per evitare loro ciò che ho provato. E questo ha dato un senso a tutta la mia vicenda dolorosa”.

La scelta delle ragazze del calendario è stata fortemente condizionata anche dalle vicende personali di alcune di loro come Saryn, taglia 46-48 (Sara Marcon, 20 anni studentessa) ex ammalata di bulimia e anoressia che rivela: “Ho iniziato a soffrire di bulimia a 15 anni, e mi sono portata avanti la malattia fino a poco tempo fa. La mia storia è molto lunga, fatta di periodi sereni e di ricadute.
Inizia a 15 la mia dipendenza con la bulimia… Dapprima fu anoressia.  A 17 anni arrivai a -25 kg dal mio peso di partenza, ma non riuscivo piu a vivere, avevo fame, ero debole….Grazie a un mio ex ripresi peso ma quando ci lasciammo ricaddi nella malattia e tornai a essere una taglia over. Poi un giorno sono venuta a conoscenza del progetto Pin up del 2000 di Simona Sessa e decisi di mandare delle mie foto… E sono stata scelta per il calendario. Ora sono una taglia 46-48, sono morbida e felice, le mie curve mi fanno stare bene e ho finalmente capito che devo accettami cosi come sono perchè è cosi che mi piaccio davvero. Grazie al calendario di Simona ho trovato l’autostima perduta e sono finalmente riuscita a capire che sono bella cosi come sono senza dovermi fare più male”.
Miss Vivien, taglia 44 (Romina Michelon, 28 anni, barista): “Ero ingrassata a causa di una depressione e di un disturbo alimentare che mi fatto aumentare di 40 chili. Non riesco a descrivere cosa mi ha portata a rifugiarmi nel cibo per consolarmi ma penso di avere una storia da raccontare. Trovo molto valido il progetto di Simona che mi ha aiutata molto. Prossimamente voglio scrivere un libro sulla mia esperienza”.
Legato ai diktat di estrema magrezza il calvario di Jane Butter, taglia 44 (Francesca Marcucci, 40 anni, insegnante): “
Aver avuto un uomo super palestrato e che mi voleva magra e non abbondante è stato l’inizio del mio calvario – spiega -. Ero ossessionata dalla palestra e mi sono messa a dieta ferrea con esclusione assoluta di dolci e pasta. Ero arrivata a pesare 54 kg. Mi sentivo in colpa se mangiavo anche un semplice cioccolatino. Avevo paura di non piacergli più. Ora ho perso quel fidanzato e ho trovato 6 kg. Mi amo tantissimo e ho un sacco di corteggiatori..Averlo capito prima!”.

Infine Lady Delish, taglia 48 (Giulia Orsogna, modella plus size professionista), che in adolescenza alternava periodi di abbuffate a digiuni, conclude: “Ho aderito al calendario perchè è importante sensibilizzare le persone sui disturbi alimentari, è ora di iniziare a ribellarsi ai canoni mediatici!
Noi Pin Up del 2000 mostriamo la sensualità femminile giocando con le nostre splendide forme, tanto bandite dalle passerelle e desideriamo lanciare un messaggio importante alle donne: VOGLIATEVI BENE..chilo dopo chilo.”


GRANDE SUCCESSO PER L’EVENTO SOCIALE A ROMA PIN UP DEL 2000

DSC_0032-copy.jpgUna serata per combattere anoressia e bulimia. Un appuntamento per gridare tutti insieme “No alla magrezza come valore assoluto e imprescindibile di bellezza”.

Questo e tanto altro ancora ha rappresentato l’evento andato in scena recentemente all’Ecclesiaste di Roma organizzato da Simona Sessa e dalla sua associazione culturale Pin Up del 2000. www.pinupdel2000.com

Tra i tanti momenti show il 1 raduno italiano delle Pin Up, casting per il Lazio di Miss Pin Up  e presentazione ufficiale del calendario Pin Up del 2000 che ha avuto molto successo. E’ già prevista la prima ristampa dopo un lavoro di attento restyling con l’inserimento di nuove ragazze che presteranno il loro volto e corpo per una battaglia sociale tanto importante.

Tra le ragazze confermate del calendario le bellissime Queen B e Gina Giorgio  mentre volti nuovi come Lisa M.lle Debonbons e altre ragazze formose saranno inserite nell’edizione ufficiale del calendario. Tra le varie ragazze esordienti spicca Lady Delish modella plus size.
Professionista nell’ambito moda/fotografia da 3 anni, vanta numerose collaborazioni all’interno dell’ambito plus size della realtà italiana, prestando la sua immagine come testimonial di alcuni brand. Una professionista tra ragazze esordienti della porta accanto per gridare tutte insieme “No all’anoressia e bulimia”.

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Il calendario uscirà a Ottobre ed il ricavato contribuirà a finanziare iniziative in difesa delle donne con le curve.

Tornando all’evento di Roma, la serata è stata magistralmente orchestrata dalla regina dello swing Lalla Hop che ha sottolineato con l suo sound i momenti caldi della serata.

 

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Simona Sessa, padrona di casa (in foto sopra), ha condotto lo show legando i momenti spettacolo di alto livello come le performance canore della nota cantante internazionale Maet dei Blooding Mask in versione Jessica Rabbit e quelli di ispirazione Pin Up. Interviste e salotto con alcune delle protagoniste del calendario e tanti scatti dei fotografi presenti accorsi per l’evento. Tutti “impazziti” per tante curve pericolose..

 

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Durante la night selezioni di Miss Pin Up per il Lazio e tra le aspiranti una candidata Doc entrata a far parte del database di Pin Up dell’associazione culturale Pin Up del 2000 come Mimì Straw Berry. Tra gli ospiti la performer Burlesque e maestra di questa arte così magica Grace Hall impegnata con la sua scuola di Burlesque a Roma. Festeggiamenti per il compleanno di un altro personaggio storico di Roma: il maestro  Eddy Dance della scuola di swing Ials di Roma.

 E poi tante Pin Up e ragazze giunte da tutta Italia per brindare alla magia di una festa che ha divertito, ironizzato sulla bellezza ma soprattutto posto l’attenzione sulle piaghe dei nostri tempi: anoressia e bulimia.

Perché: Le vere donne hanno le curve. Mangiare è sano, è vita, è donna“.

 

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E’ NATA LA MIA ASSOCIAZIONE CULTURALE PIN UP DEL 2000

6270132.jpgCari amici che mi seguite sono felice di darvi questa importante notizia. E’ finalmente nata Pin Up del 2000, l’associazione  culturale ideata da me per combattere l’anoressia e la bulimia.

Da anni mi batto per la riaffermazione di un modello di bellezza formosa, tipica della donna mediterranea che si contrappone a tutti i diktat moderni della moda e dello Show System.

La mia è una battaglia iniziata qualche anni fa per aiutare e sostenere le ragazze e le donne ossessionate dal peso e dalla magrezza come identificazione di bellezza nella società odierna.

Il mio impegno è frutto di ben venti anni di bulimia che mi hanno segnata profondamente come donna e che mi spingono ora ad aiutare quante più donne possibili.

Pin Up del 2000 combatte l’ideale insano di bellezza filiforme ed i condizionamenti psicologici degli stilisti e dei mass media che sono alla base delle  insicurezze e fragilità istillate sapientemente nelle menti delle utenti.

Il progetto ripropone il mito delle Pin Up come nuova chiave di lettura per corpi felici che esprimano salute e bellezza. Per donne che sanno accettare le proprie curve ed una fisicità prorompente che le rende meravigliosamente uniche. 

L’ironia e la sfrontatezza tipica delle Pin Up ed il loro orgoglio nel mostrare curve così abbondanti sono la chiave del progetto sociale che porto avanti da tanti anni. Un modo per far capire alle donne che “Le vere donne hanno le curve” o che “Gli uomini preferiscono la carne” (questi gli slogan).

Pin Up del 2000 quindi riesce attraverso un approccio divertente, allegro e originale non dottrinale ma decisamente terapeutico a rinvigorire l’autostima di tutte le donne perennemente a dieta o con disturbi dell’alimentazione.

Si batte, inoltre, contro l’industria della bellezza che specula sulle paure e fragilità delle donne inculcando che è vietato invecchiare o essere brutte. Un lavaggio del cervello, un vero e proprio assalto mediatico che miete sempre più vittime grazie al sodalizio tv, giornali e stampa.

Il sito ufficiale: www.pinupdel2000.com

6 ANNI DI BULIMIA: RACHELE RACCONTA

 
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Cara Simona,
ho da poco conosciuto il tuo lavoro attraverso il sito internet www.womanshop.it

Dalla semplice ricerca di un vestito (arrivatomi splendido e fantastico come da foto!)mi si è aperto un mondo nuovo, grazie, soprattutto al tuo blog.
Sono una ragazza di 20 anni, porto una 46 e sono alta 1,68. Per 6 anni ho sofferto di bulimia,ho passato le “pene dell’inferno”, odiando il mio corpo e quello che significava, disprezzando le mie curve e la loro naturale rotondità. Giorno dopo giorno, maledicevo me stessa, i miei genitori e le mie radici, colme di donne mediterranee e formose.
Ho passato mesi ad escogitare modi sempre più assurdi per perdere peso, rassodare,assomigliare alle tante modelle che la televisione, i giornali e la moda fanno passare per donne “perfette”,”chich e desiderabili” e tutto per un unico motivo: la loro magrezza.
Poi, un giorno, ho capito. Non riesco ancora a capacitarmene, ma ho iniziato a vedermi con occhi diversi,ad apprezzarmi per quello che sono,ogni giorno un po’ di più. Ho ricominciato a mangiare in modo normale,o quasi,e a ribilanciare il mio peso.
Credo che, semplicemente, abbia iniziato ad amarmi.
Poi, circa 5 mesi fa, ho incontrato un ragazzo meraviglioso, straordinario, soprattutto per il suo cuore, nonchè l’aspetto da tipico tedesco, biondo,occhi chiari (ed infatti è tedesco al 100% 🙂 che, poche settimane fa, mi ha confessato di amare il mio fisico morbido e ben proporzionato, perchè secondo lui le ‘stick girls’ non hanno nulla di attraente o provocante.
Non posso esprimere come mi sia sentita….Come se tutti i fantasmi del passato siano scomparsi. Avevo cambiato il rapporto con me stessa già tempo fa,ma questa sua dichiarazione mi ha aiutato ancora di più a sconfiggere l’incubo del non sentirmi ‘apprezzata ‘o, semplicemente, sicura di me stessa.
Vorrei ringraziarti per tutto il lavoro che hai fatto,stai facendo e farai in futuro.
La società di oggi è una società malata ed ha bisogno di una cura. Non esistono più valori,e i cannoni di bellezza sono al limite del ridicolo. Come possono essere considerate belle modelle gravemente sottopeso?
Non sto parlando di ragazze naturalmente magre ma di chi si ostina a maltrattare il proprio corpo per rientrare nello “standard”.
Se ci fossero più persone come te e con la tua stessa voglia di lavorare, credo che questo mondo inizierebbe a cambiare 🙂
Un caro saluto,
Rachele.
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Cara Rachele,
che bella lettera. Piena di amore, antusiasmo, goia e serenità. Finalmente sei arrivata ad amarti. Ed il tuo percorso è stato difficile e doloroso come tante di noi. Ma anche tu sei salva, hai superato il guado percoloso del fiume.
Il mio cuore si riempie di gIoia perchè so che un’altra ragazza è al sicuro.
Capisco quanta sofferenza e quanti pianti hanno accompagnato i tuoi anni di bulimia e ti dico che da questa malattia si può guarire. Come sei guarita tu, io e tante altre.
Prima o poi si inizia a ragionare. Vedi ciò che la società ci propina è “marcio”, sbagliato, innaturale ed insano. Ma per tanti è “legge”. E’ difficile pensare con la propria testa ma quando questo accade allora e solo allora ogni confine della mente scompare. si dissolve: come per magia.
E’ solo una questione di tempo.
Sono felice della tua testimonianza.
Grazie. Ti voglio bene.
Simona

“POSA COME UNA PIN UP”: L’INNOVATIVA INIZIATIVA SOCIALE PER COMBATTERE L’ANORESSIA E LA BULIMIA

!cid_F2476262-308B-407E-8598-CB5BE8716FAC.jpgHai sempre sognato di posare come una Pin Up? Desideri mostrarti in tutta la tua bellezza mediterranea? Vuoi gridare al mondo che la vera donna ha le curve?

Da oggi tutto ciò è diventato realtà grazie all’iniziativa sociale “Posa come una Pin Up” ideata dalla giornalista, scrittrice e blogger Simona Sessa che da anni combatte per la riaffermazione di una bellezza più sana e in carne.

“Posa come una Pin Up” è  un efficacissimo  modo di combattere anoressia e bulimia ritraendo belle ragazze formose, plus size, maggiorate e corpi burrosi e pieni di salute. Tutte ragazze orgogliose delle proprie curve desiderose di posare come le Dive anni ’40 e ’50, finalmente libere dagli stereotipi di una magrezza innaturale.

Requisiti per partecipare? Vestire dalla taglia 44 in su, non essere perfette, belle  ma un tipo con tanto carisma e sexy appeal.

 
“Posa come una Pin Up” è un modo efficace di piena accettazione del proprio corpo formoso – spiega Simona Sessa -. E funziona davvero. Per le ragazze che guardano le foto che hanno così modo di vedere quanto una donna con le curve sia molto più sexy ed ammaliante. E anche per la ragazza fotografata perché la libera da complessi, da insicurezze e paure per avere una fisicità burrosa e non rispondete a quella dei canoni che la società impone”.

!cid_094AE55A-9AF6-4972-8E9F-A603EA085168.jpgLe ragazze formose più interessanti (esordienti e non) desiderose di posare da Pin Up, avranno la possibilità di essere fotografate dai fotografi che hanno aderito all’iniziativa senza alcun esborso economico.  Ovviamente dovranno essere selezionate dalla Sessa e dal suo staff in collaborazione con i fotografi che hanno aderito all’iniziativa.

E le foto sono inserite nel database dell’agenzia della Sessa di ragazze Pin Up, formose, Burlesque, Plus Size e nel sito Modelle Pin Up (www.modellepinup.com) creato da Simona per proporre le ragazze nel comparto moda/tv/spettacolo ecc.

Il portale è una vera e propria novità in questo settore ed è il 1 d’Italia che raccoglie modelle in carne, ragazze e donne con le curve, Pin Up, Perfomer Burlesque.

Il portale è nato per fornire modelle e donne in carne a tutti coloro che cercano particolari bellezze formose e l’idea è quella di creare un unico database di modelle con le curve (professioniste e esordienti) e Burlesque Performer da inserire nel comparto lavorativo (pubblicità, tv, giornali, locali ecc).

 “Sono sempre più le richieste di lavoro per donne  con le curve e spesso è difficile trovarle perché in Italia le ragazze e modelle che lavorano portano la taglia 40-42 – spiega Simona Sessa, promotrice in Italia del Pin Up style e del 1 Pin Up Store d’Italia www.womanshop.it -. Ho deciso perciò di creare questo database di ragazze per agevolare l’incontro tra l’offerta e la risposta di lavoro per ragazze e donne procaci.  Oltre a ragazze esordienti sono state inserite anche le vincitrici di quest’anno del mio concorso Miss Pin Up”.

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Tutte le ragazze che  inserite nel database sono seguite dalla Sessa grazie al suo management.

 

 Info: pinupdel2000@alice.it

 

In foto Sophie Lamor, fotografata da Alex Comaschi, trucco e parrucco Pin Up by Ory

 

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SONO BULIMICA DA 20 ANNI. COME FARE AD AMARMI?

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Ciao Simona,


ho una domanda, anzi non una ma la domanda, la mia. Sono bulimica da che ho 17 anni, ne compio 40 ad aprile di questo anno.

Una vita di terapie e non vedo ancora la luce in fondo al tunnel.

Ma la domanda è: ovemai una (io, nello specifico) riesca a venirne fuori, come accidenti fa ad accettare il fatto di avere buttato più di venti anni della propria vita nel ces..?

A volte penso che non smetto di vomitare per il terrore di trovarmi sola in mezzo alle mie macerie.

Che ci si dice una volta che ci si riconosce?

E come si fa a volersi bene se nessuno mai te lo ha insegnato?

Maria

 

Cara Maria, leggendo la tua mail sono rimasta impietrita…

Sembra la mia storia…Ho 40 anni, da 18 bulimica…20 anni e passa di bulimia…E ora finalmente ne sto uscendo…

Devo scriverti qui per cercare di farti capire alcuni concetti che devono entrare in mente a tutte quelle come noi.

Per prima cosa è inutile fare le vittime. Ci siamo ammalate e per uscirne ci vuole forza, tanta forza di vivere, di amare e di amarsi. Ma questo dobbiamo farlo noi. Senza sconti e senza elemosinare amore. Nessuno è tenuto a darcelo se non quello che dobbiamo dare a noi stesse.

E’ la forza di volontà che ti condurrà alla guarigione null’altro. E se dentro di te non scatta questa scintilla come è accaduto a me non ce la farai MAI. Non puoi trincerarti dietro alla tua malattia e dire che “hai il terrore di trovarti in mezzo alle macerie”. Non ti accorgi che ora ci sei già? Tutto può solo migliorare soltanto se lo vuoi tu…Apri gli occhi.

E riguardo al fatto dei venti anni buttati ti dico è meglio viverne altri 40 LIBERI che continuare a soffrire e a piangersi addosso. Ci vuole molta forza e anche determinazione lavorando su te stessa senza mai arrendersi perché la tua vita è la cosa più bella di tutto e vale la pena sforzarsi per guarire.

Questo dal punto di vista psicologico. Dal punto di vista fisico sia le bulimiche che le anoressiche si sono ammalate a causa delle diete sbagliate iopocaloriche che ci propinanbo per dimagrire. Devi rieducarti a una sana alimentazione e ti consiglio questo libro che ho letto da poco, sto osservando e mi ha CAMBIATO la vita. Gli attacchi bulimici SONO SPARITI e finalmente non i sento più schiava del cibo. Si può mangiare tutto, non è una dieta ipocalorica ma un regime alimentare il cui abbiamento dei cibi permette di tornare al peso ideale.

Io mi sto trovando benissimo..Si chiama Dieta GIFT- Dieta di segnale. Il metodo Speciani ediz Rizzoli. In 20 anni di diete a parte un’altra questo è il regime alimentare più sano e miracoloso per curare i disturbi alimentari. La sto provando per correggere i miei sbagli alimentari ed è fenomenale.

Dai sorridi, una speranza c’è. Io sono un caso vivente che si può USCIRE dalla bulimia.

Ecco la mia esperienza da bulimica tratta dal mio libro “Pin Up del 2000”.

Ora è giusto dirvi quello che ho passato…

 

 

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La mia storia…

Ventidue anni fa mi sono ammalata di bulimia. All’inizio del mio calvario ero 63 chili (ore peso 65/67) per 1,70 cm.

A 18 anni ho capito di non essere magra come si aspettava la società in cui vivevo e mi sono messa a dieta. Il giorno che ho preso coscienza di questa triste realtà ho provato un forte shock.

Ero andata a un casting per un programma tv dove mi hanno fatto indossare un vestito stretch. Appena l’ho infilato mi sono sentita molto frustrata. Era troppo stretto e io non pesavo certo 50 chili.

Ricordo gli sguardi di disapprovazione e la vergogna e l’umiliazione provati. Sono stata così male per la vergogna che il giorno dopo mi sono messa a dieta ferrea. Ho cominciato a leggere i giornali di moda e ammiravo le ragazze magre in posa.

Ho provato un senso si dolore così forte perché Dio non mi aveva dato un corpo così affusolato. Decisi che se Dio non me lo aveva dato lo avrei creato io. Da allora è iniziato il mio inferno soprattutto perché ho iniziato diete feroci.

Mangiavo sempre meno e vomitavo alternando a volte in cui mi abbuffavo tanto perché mi sentivo triste e sola e poi regolarmente andavo a vomitare.

Ero arrivata a mangiare 5 yogurt al giorno e vomitarli chiusa nel bagno mentre mia madre urlava perché aveva capito quello che facevo.

Ricordo che nei periodi più acuti della malattia vomitavo anche 5 volte al giorno. Dimagrivo e vomitavo. Sempre di più. Anche l’anima…

Ero arrivata a pesare 55 chili ma mi vedevo ancora grassa. Volevo provare nella vita almeno una volta a pesarne 50…poi sarei scesa…

Ormai non mi rendevo più conto. Mi pesavo ogni momento e se ero ingrassata di un grammo diventavo triste e mi sentivo in colpa per aver mangiato.

Negli anni poi alternavo momenti acuti di bulimia e incontrollabili a periodi di tranquillità e disciplina alimentare. In genere quando ero fidanzata le cose andavano meglio. L’amore è sempre stata  la mia vera medicina ma quando scompariva dalla mia vita eccomi di nuovo ad abbuffarmi di cibo.

Ricordo un episodio inquietante: una sera ero con un’altra amica bulimica. Avevamo gli stessi disturbi alimentari e volevamo condividere quel momento così duro e triste per noi. Mangiammo tante pizze e poi andammo nel bagno a vomitare insieme. Mano nella mano. Piangendo come due bambine infelici.

Quell’atto ha significato molto per noi. Ci legò entrambe.

Ero arrivata a pensare le cose più assurde che per diventare magra prendere l’Aids poteva essere la soluzione più drastica..So che è assurdo ma è così..Pensavo a quelle gambette e braccia sottili, tipiche dei malati Hiv e mi dicevo che finalmente mi sarei vista così magra perché la malattia avrebbe distrutto il mio corpo e i miei chili di troppo sciolti come neve al sole… Avrei vinto io…Per fortuna questi pensieri mi abbandonarono presto…

Gli anni successivi mi hanno portata a vivere ricadute nelle abbuffate e nella normalità.

Sempre con il vomito per non ingrassare.

CRISTAL 1.jpgPoi un giorno mi sono stancata di vomitare e ho detto a me stessa che se mangiavo  avrei trattenuto il cibo nello stomaco. Meglio qualche chilo in più che danni permanenti allo stomaco e all’esofago. Iniziavo ad amarmi…Da sola. Senza che nessuno mi avesse mai insegnato a farlo..

Così ho continuato fino al giorno che qualcosa è cambiato dentro di me.

Mi sono accorta che con le forme più pronunciate piacevo di più agli uomini e quell’autostima che non avevo mai trovato in me ho cominciato a sentirla crescere.

Mi sono sentita sicura di me. Bella, felice e ho scoperto che avere le curve è stupendo. Ostentarle e mostrarle come le Pin Up poi era meraviglioso.

Da quel momento in cui ho avuto la folgorazione e mi sono liberata dell’ossessione della magrezza ho cominciato a studiare e diffondere la filosofia Pin Up in Italia per mostrare a tutte le ragazze NORMALI (quelle taglia 44-46) che devono essere orgogliose di un fisico così florido. Perché sono più in salute ma soprattutto più belle.

Senza vergogna. Piuttosto a vergognarsi devono essere quelle donne secche sempre a dieta. Tristi e infelici per cercare di assomigliare a persone che non sono.

Ecco perché ora voglio rivalutare la donna mediterranea, la femmina, la donna che sa sedurre e conquistare con una fisicità esplosiva.

Donne come Sophia Loren, Marilyn Monroe, Betty Page, Jane Russell, Monica Bellucci che in questi anni sono considerate abbondanti. (in foto io a 28 anni)

Ma sono donne vere. Che molti rimpiangono al giorno d’oggi. Fiere di un corpo che non ammette finzioni o compromessi. E’ così e basta.

Un corpo che ama e sa amare. Che suscita e prova passione.

Un corpo vivo. Pulsante. Felice. Come il mio…”

Simona Sessa

SPAGNA, NO A SPOT CHE PROMUOVONO IL CULTO DELL’IMMAGINE

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Ragazze nella rassegna stampa di oggi ecco una bella notizia..Peccato che la Spagna sia sempre avanti a noi e l’Italia fanalino di coda in tema anoressia e bulimia…

Leggete.

MADRID – Dopo gli spot pubblicitari di tabacco e alcolici, ora anche quelli che promuovono prodotti dimagranti o interventi di chirurgia estetica saranno vietati in tv, in Spagna, durante l’orario di protezione dei minori, dalle 6 alle 22.

La misura fa parte di un emendamento presentato dal gruppo socialista all’articolo 7 della Legge generale della comunicazione audiovisiva, in discussione oggi alla Commissione costituzionale del Congresso.

Nessuna catena televisiva, secondo quanto anticipa oggi El Pais, potrà trasmettere annunci pubblicitari che promuovono il culto del corpo, che suscitano “il rifiuto dell’immagine di sé”, incitando all’emarginazione sociale “per la condizione fisica” o al successo “per fattori di peso ed estetica”.

La misura inciderà pesantemente sul settore pubblicitario, dal momento che gli spot di bellezza e igiene sono al terzo posto per volume di fatturato annuo, con oltre 500 milioni di euro, secondo l’elenco di investimenti relativi al 2008, redatto dalla società InfoAdex.

L’obiettivo della restrizione è combattere ogni pubblicità che possa suscitare nei minori disturbi come bulimia o anoressia.

La misura rientra nelle norme destinate alla protezione dell’audience infantile, durante l’orario protetto, da tutti i contenuti che possono pregiudicare lo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori.

La legge della comunicazione audiovisiva vieta inoltre l’emissione in aperto di programmi con scene di pornografia o violenza gratuita nell’orario di protezione infantile.

Dallo scorso 1 gennaio in Spagna è in vigore il nuovo modello di finanziamento della televisione pubblica, senza pubblicità, che nel primo settimana dell’anno ha garantito la leadership assoluta della 1 rete di TVE, con un 20,3% di media dello share, rispetto al 16,4% con cui aveva chiuso il 2009.

(ANSAmed)