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UNO SPECIAL SU DI ME E SUL CALENDARIO SU SKY.IT

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Grandioso! Finalmente anche il sito Sky.it ha pubblicato diversi articoli sul mio calendario e su di me. Sono felice di annunciarvi che siamo approdate sulle patinate pagine di questo sito molto bello e curato.

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Iniziamo da me…E’ uscito l’articolo special su di me nel sito di SKY.it con intervista esclusiva e fotogallery con 36 foto..

C’è il richiamo nell’ Home page. Si parla di me, di donne con le curve e taglie “carnose”.


Un’altra vittoria per tutte noi Pin Up del 2000. Ve l’avevo detto che vi po
rtavo lontano?

 

L’articolo lo trovate qui:

http://mag.sky.it/mag/life_style/2010/10/22/simona_sessa_pin_up_intervista.html

La gallery è qui:
http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/22/simona_sessa_pin_up.html

 

copertina-bassa.jpgGiorni fa è uscito anche il richiamo del calendario Pin Up del 2000, ideato da me e realizzato dalla mia associazione culturale Pin Up del 2000 che combatte anoressia e bulimia.

 

 

E’ stato inserito tra i migliori calendari del 2011 dallo Staff di Sky.it

 

 

 

 

 

Trovate qui lo spazio dedicato:

http://mag.sky.it/mag/album/speciale_calendari_2011.html

E qui la fotogallery del calendario sempre su Sky.it:

http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/13/calendario_pin_up_del_2000.html

Altra pagina a me dedicata da Più, un giornale di Ancona che parla di me e sempre del calendario.

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PIN UP PER UN GIORNO PER COMBATTERE ANORESSIA E BULIMIA

 

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Un giorno per mostrare con orgoglio le proprie curve. Un’occasione per posare come una Pin Up. Un giorno per vincere le proprie insicurezze e ritrovare la propria femminilità.

 

Un sogno? No, da oggi una realtà.

Questo il concept della recente ed azzeccata iniziativa sociale ideata dell’associazione culturale Pin Up del 2000 di Simona Sessa  che propone a tutte le donne un modo molto efficace ed innovativo per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari. E per aumentare la propria autostima finalmente accettando il proprio corpo con le curve.

“Posa come una Pin Up” ed il “Pin Up Day” si rivolgono a tutte quelle ragazze e donne ossessionate dalla bilancia e dal desiderio di pesare 45 chili per invitarle a mostrarsi senza remore disvelando con orgoglio il proprio corpo mediterraneo e dimostrando che si può essere belle e desiderabili anche vestendo dalla taglia 44 in su.

Quale donna non desidera sentirsi bellissima e supersexy almeno un giorno? Chi non ha sognato di posare almeno una volta come le Dive passato? E quante donne immaginano di farsi fotografare come sexy Pin Up, provette seduttrici?

Da oggi è possibile diventare Pin Up per un giorno e concedersi alla macchina fotografiche proprio come Marilyn Monroe o Bettie Page grazie a “Posa come una Pin Up” ed al “Pin Up Day”

 “Posa come una Pin Up” è rivolto a tutte le ragazze dalla taglia 44-46 in su che desiderano essere inserite nel database dell’associazione Pin Up del 2000 come modelle Pin Up.

Svariati  fotografi di tutta Italia hanno aderito gratuitamente  a questa campagna pro curve che ha un effetto terapeutico molto potente. Dopo un attento casting vengono scelte ragazze della porta accanto, formose la cui immagine riflette salute e bellezza retrò. Vengono fotografate e poi inserite nel sito Modelle Pin Up www.modellepinup.com

 

Immagine-044r.jpgDi maggiore impatto il “Pin Up Day” che si rivolge a tutte le donne con le curve (anche se portano una 42), casalinghe, ragazze della porta accanto, non professioniste e desiderose per un giorno di diventare protagoniste di uno shooting video/fotografico immedesimandomi nelle bellezze anni ’40 e ’50. Per dimostrare a sé stesse o ai loro compagni che sono belle e femminili.

A ogni ragazza viene studiato un look personalizzato, trucco e parrucco  Pin Up/Burlesque e  vestite con abiti, lingerie ed accessori ’40-’50 da parte dello staff dell’associazione Pin Up del 2000.

Un servizio completo total look foto e video di Simona Sessa ed il suo collaboratore Simone, ad un costo “sociale” davvero minimo che copre appena le spese proprio per dare l’opportunità a quante più donne possibili di provare l’iniziativa e la finalità che si ripropone: ritrovare femminilità, grazia, fiducia in sé stessi e una nuova carica sensuale.

Le ragazze e le donne  fotografate sviluppano una maggiore sicurezza e si sentono finalmente apprezzate e valorizzate – spiega Simona Sessa, ideatrice delle iniziative pin Up-. La loro autostima cresce fin da subito rimirandosi nelle foto e nel video ricordo. Quelle che non partecipano e guardano gli scatti ne traggono un profondo benessere e un messaggio sano e positivo. Il monito che si vuole lanciare è che ogni donna è bella indipendentemente dal suo peso e dalle sue rotondità.

(Nella foto sopra e sotto Queen B, testimonial dell’iniziativa).

Simona continua: “Le ragazze infatti sono fotografate in tutta la loro bellezza, con pose da Pin Up e fisici rigogliosi e procaci. L’immagine delle donne è quindi positiva, felice, sana e terapeutica. Si veicola così una bellezza patinata, gioiosa e burrosa tipica delle donne anni ’40 e ’50 che si oppone alle immagini delle modelle tristi ed anoressiche che campeggiano su tutti i giornali”.

 

Una niziativa innovativa che si propone di fare contro-cultura sana ed efficace opponendosi ai modelli insani di bellezza proposti dalla società e che in vari mesi ha registrato tante richieste di ragazze e collaborazioni con l’associazione culturale Pin Up del 2000

www.pinupdel2000.com (info 333 7499566).

 

 

Se volete proporvi inviate le vostre foto a pinupdel2000@alice.it

 

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(In foto Lady Coco in uno scatto del suo Pin Up Day)

 

 

 

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UNA MADRE ANORESSICA CHE SPINGE ALL’ANORESSIA

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Ciao Simona,
sono Martina ed è la seconda volta che provo a scriverti. Innanzittutto permettimi di dirti che ti ammiro moltissimo, ti seguo da più di un anno e da allora non ho perso occasione di “pubblicizzare” alle mie amiche il tuo blog..che trovo davvero fantastico.
Oggi ti voglio chiedere un consiglio, e la questione riguarda una mia carissima amica. Praticamente da quando la conosco ha sempre avuto complessi circa il suo peso, e l’ho sempre vista in un regime di dieta ferrea, in cui quasi tutto era bandito. Conoscendola meglio ho capito tante cose e posso dire con una punta di orgoglio di averla aiutata almeno un po’ ad uscire dai suoi (inutili) complessi. Le ho prestato un libro di un noto psicologo che approva pienamente la tua teoria (viva la carne..perchè come dice anche lui:” la moda dell’anoressia piace solo a noi donne, non agli uomini..”) e le ho indicato il tuo sito..che dire, ha cominciato a piacersi un po’ di più.

Ma qui il problema è un’altro: sua madre. L’ho conosciuta un paio d’anni fa ed è una delle tipiche donne in carriera eccessivamente ansiose, nervose, che più magre non si può e perennemente in dieta. La mia amica recentemente ha messo su 5 chili che finalmente l’hanno resa una donna: un po’ di seno e fianchi, un bel sedere, invece che un corpo dritto come l’aveva prima.

Che dire, adesso con una 44 (per 1.68)è decisamente molto più bella di quando portava la 38-40: da adesso ha cominciato ad avere molti più tipi che le ronzano intorno, ulteriore prova che agli uomini èiacciono le curve. Ma a sua madre questo non va bene: la sminuisce, le dice cose orribili del tipo: “ma guarda quanto sei grassa, smettila di mangiare, se continui cosi rimarrai zitella, eri tanto meglio prima..”.

La mia amica si sente frustrata, e così ha ricominciato a non mangiare, col risultato di essere alquanto infelice. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando sua madre le ha proibito di uscire perchè la riteneva troppo grassa.. non ci ho voluto credere, eppure ho avuto conferma diretta di quello che ha detto, perchè l’ha detto pure davanti a me.

Ma come si fa? Mia madre mi ha sempre detto mangia, mentre questa incita la figlia a non mangiare.. perchè? Ha una 44, è finalmente SANA. Eppure, anche se continuo a ripeterle che sua madre sbaglia a comportarsi così, che non la deve ascoltare, la mia amica giustamente si sente sminuita. Molto spesso l’ho trovata che piangeva e mi si spezzava il cuore nel vederla così abbattuta.
Avendo poi rischiato di entrare nel tunnel dell’anoressia (era magra da far spavento un paio d’anni fa..) ho paura che possa essere così influenzata da sua madre che ci ricaschi sul serio.Le ho proposto di andare al consultorio con me, per vedere come si può risolvere la faccenda, anche perchè io non ho nessun diritto e potere di immischiarmi parlando con sua madre, che non conosco benissimo.

Tu che ne pensi? Io credo sia un’oscenità che una madre, per quanto in buona fede, sminuisca una figlia che è SANA e non ha NESSUN PROBLEMA. Resta anche il fatto che entrambe doniamo il sangue e i dottori ci raccomandano sempre di mangiare..e non di digiunare.
Ti ringrazio e ti mando un bacio. continua cosi!
Martina

Cara Martina,

sono letteralmente senza parole…La tua amica è vittima di  una madre ANORESSICA. E’ inutile girarci intorno: dico subito quello che penso per centrare subito il problema. E’ la madre il problema della tua amica.

Il lavaggio del cervello che le fa quotidianamente la sta cambiando sino a renderla infelice. A non amarsi e a non accettarsi. La madre non accetta che la figlia porti la 44 di taglia e sia serena perchè la vorrebbe infelice come lei. Isterica, nervosa, sempre alla ricerca di dimagrire ossessivamente. Ecco perchè proietta sulla figlia le sue ossessioni, le sue ansie ed i suoi desideri. Lei vuole essere magra e deve volerlo anche la figlia. Deve essere ossessionata come lei in questa folle corsa verso la perfezione. E se la tua amica prova a ingrassare raggiungendo un equlinbrio allora è la madre a perdere la tranquillità ed a spingerla verso una infelicità più totale. Come quella che prova lei.

Purtroppo qui a curarsi dovrebbe essere sua madre che sta rovinando l’esistenza a sè stessa ed alla figlia. E’ la signora ad avere bisogno di curarsi e ad uscire dall’anoressia nervosa che proietta sulla figlia stessa.

L’unica cosa che puoi dire alla tua amica è di NON ascoltare la madre perchè è malata. Di non ascoltare e soffrire per le cose folli che le impone ma soprattutto non credere ai suoi discorsi sulla magrezza. La carne è sinonimo di abbondanza, procacità e prosperità. E che mangiasse senza problemi. La vita è una. Quando saremo nella tomba vedrai quanto durerà il nostro digiuno…

Simona

 

UOMINI E DONNE NATI PER AMARE LE ROTONDITA’

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Cari amici eccomi tornata nell’angolo della Posta.

Sono tante le lettere che mi arrivano. Mi scuso se non rispondo subito e a tutte ma vi assicuro che le leggo. TUTTE. Ovviamente scelgo quelle che mi fanno sorridere, piangere e mi commuovono..

Stavolta vi posto la lettera di Guido che finalmente ha trovato la sua lei con le curve e lo sfogo positivo di Sara che sta iniziando ad amarsi. Ho le lacrime agli occhi per le parole di Sara perché mi accorgo sempre più che il mio modo di farvi ragionare e parlarvi porta sempre più i frutti…Altro che anni di psicoterapia e medicinali…Per accettarsi basta veramente poco…

Sono felice che altre due persone siano sulla strada di felicità, ma io care ragazze e donne vi ci porterò tutte prima o poi…Sono due lettere che si commentano da sole e che ridanno speranza a tante di voi disperate…

Per amarvi non serve altro. Avete tutto quello che vi serve. La volontà e l’amore: ma LE VOSTRE. E indirizzatele verso di voi. Siete dei bozzoli meravigliosi e quando sboccerete capirete quanto valete. ..

 

Simona

 

Giusto per dirti BRAVA Continua a fare quello che fai e lotta duro contro le magrone e anoressiche che intossicano le menti delle ragazze italiane!!!

Una smagliatura o qualche chilo di troppo sono solo sintomo di 3 cose a mio avviso:
1)Simpatia
2)Sanità mentale
3)Voglia di vivere

Evviva le donne come te, belle, tante, allegre e desiderabili!

A 26 anni dopo una ricerca disperata di una fidanzata fisicamente attraente ho trovato il vero amore con una ragazza formosa, con la pancina e un sorriso dolce che solo una forchettata di spaghetti in più può donare ad una donna

detto questo ancora COMPLIMENTI VIVISSIMI

e una preghiera

quando vieni in Toscana?

Saluti

Guido

 

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Ciao Simona,
come va?

Ho trovato il tuo blog/sito per caso qualche giorno e devo farti i miei complimenti, ho letto parecchie lettere e le tue risposte e questo tuo cercar di far capire alle donne/ragazze che avere qualche kg in più e le forme è bello e piacevole sia per gli uomini ma sopratutto per se stesse e quindi il saper accettare il proprio corpo è utilissimo proprio per l’autostima di sè..

Sono sincera io non sono felicissima del corpo che ho, proprio perchè mi vedo grassa, ma devo essere altrettanto sincera dicendo che da quando ti leggo sto cambiando il punto di vista con cui mi guardo..

Sembrerà stupido ma mentre ti leggo a volte sono in ufficio e dopo vado veloce in bagno e mi guardo allo specchio i fianchi, la pancia e pian piano mi sto apprezzando sempre un pochino di più!..

Comunque sono in allenamento per arrivare al punto di accettare il mio corpo ma se prima puntavo a una 42 scarsa (cosa che non ho mai avuto,io ho sempre avuto una 42 abbondante (sono ingrassata di ben 8kg nell’ultimo anno per vari motivi) ) ora voglio arrivare a una 44 giusta, che penso che come taglia sia più che giusta per il mio fisico..

Ieri ho parlato al mio ragazzo di come inizio a vedermi e mi fa “alleluja finalmente inizi a ragionare” ahahah infatti lui mi dice sempre che le mie curve sono bellissime ma io ovviamente non piacendomi mai mi sentivo sempre presa in giro e invece ora leggendo ciò che scrivi e anche le foto di altre donne in carne ma belle davvero capisco che non mi prende in giro e davvero gli piaccio. E questo mi ha dato quel pizzico di autostima in più!..

Scusami per la lunghezza estrema del messaggio ma volevo dirti tutto quello che ho pensato in questi giorni e farti capire (anche se penso che già lo sai) che davvero è utile quello scrivi e come a me chissà a quante donne può servire per avere quell’autostima che per anni non c’è mai stata!..

Davvero grazie! un abbraccio e continuerò a leggerti! ciao!”

Sara

QUESTO SARA’ L’ANNO DELLE DONNE MORBIDE E ROTONDE

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Leggete questo articolo pubblicato oggi su Sei di Moda. Stupendooo

 

“In passato ci aveva provato la Dove a fare una campagna pubblicitaria con donne normali. Ma non era bastato a cambiare le cose: Kate Moss è sempre un’icona e Ralph Lauren ha di recente ritoccato una modella per la sua pubblicità fino a renderla innaturale.

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Per non parlare di Demi Moore, che non ha esitato a farsi amputare un fianco con Photoshop per apparire magra o dei proclami di Karl Lagerfeld a favore della taglia zero. Però si è capito che la tendenza stava cambiando quando Beth Ditto, voce extralarge senza complessi dei Gossip, è diventata un’icona fashion.
Insomma, con qualche sforzo il modello vincente “pelle e ossa” potrebbe tramontare. Lo dimostra il numero speciale delle rivista di tendenza V Magazine. The Size Issue mostra per la prima volta modelle debordanti, con curve e abiti super sexy. Corsetti di Dolce & Gabbana, lingerie di Agent Provocateur, costumi di Gucci indossati fieramente sopra a pance prominenti, fianchi generosi e maniglie dell’amore. 

Possiamo dunque considerarci definitivamente fuori dalla schiavitù della taglia zero? Purtroppo la strada è lunga e difficile, ma siete davvero convinti di mettervi a dieta dopo le feste?
Fotografo: Solve Sundsbo – Styling: Nicola Formichetti – Modelle: Candice Huffine, Marquita Pring, Michelle Olson, Tara Lynn, Kasia P. “

Il servizio apparirà su V magazine, in vendita dal 14 Gennaio www.vmagazine.com

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Il video del servizio fotografico è qui:

MI SONO SENTITA UN PEZZO DI CARNE LEGGENDO IL BLOG

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“Buona sera a tutti.

Sono dìaccordo che “secchezza” non è sinonimo di bellezza, ma penso anche che non ci sia nulla di attraente in una donna formosa che mostra troppo facilmente tutte le sue “grazie”! Parliamo tanto di seduzione… Ma che cos’è la vera seduzione?

La seduzione è uno sguardo, un sorriso timido e pulito, uno spacchetto della gonna che quando ci si siede crea un piacevole effetto “vedo non vedo”, una camicia morbida che fa sognare l’uomo, una scarpa con tacco portata con classe… non un paio di “airbag” frontali e posteriori in bella mostra che tutti possono vedere e toccare con una facilità quasi imbarazzante.

Non mi sembra che le dive degli anni 40′, 50′ e 60′ fossero così esibizioniste e infatti gli uomini di un tempo e tanti tra quelli “moderni” ancora le ricordano, anche se non è che esibissero un granchè del loro corpo! Le ricordo ballare, cantare, recitare… erano delle grandi professioniste e nulla era dovuto all’improvvisazione, quanto ad uno studio accurato che le rendeva ben diverse dalla maggior parte delle “dive” attuali. Forse ho avuto un’errata percezione di questo sito, ma mentre leggevo tra le righe mi sono sentita solo un pezzo di carne da “sbattere a gambe aperte” sopra un tavolo (scusate la volgarità, ma non saprei che altra espressione usare!).

Una preda interessante per la classica marmaglia di “portatori di pantaloni” che frequentano assiduamente i privè e che non me la sento più di tanto di chiamare “UOMINI”, solo perchè portano i pantaloni.

Secondo me sono solo esseri che non sanno più sognare ed immaginare… dei “porcelli” che, spesso e volentieri, per dimenticare i loro fallimenti vedono e usano la donna solo come un oggetto! Sia ben inteso che non sono assolutamente una femminista, quindi non tiratemi contro questa storiella… potrei dimostrarvi che forse sono fin troppo una vera “orignal anni 50″. Accetto le critiche e gli scambi di opinione, non possono che essere costruttivi!”

 

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Cara Freia80

 

grazie per avermi dato lo spunto per spiegare una volta per tutte lo spirito di questo blog (se qualcuna ancora non l’avesse capito).

Come giustamente hai detto tu hai avuto una percezione sbagliata del blog che nasce con finalità sociali ovvero combattere anoressia, bulimia, magrezza auto-indotta, disturbi dell’alimentazione e distorsioni della fisicità. Questa sono le finalità che mi sono prefissa e l’aiuto che do a tutte le ragazze e donne che mi seguono è lo stesso che ho dato a me anni fa per combattere la bulimia di cui ho sofferto per 20 anni.

Ora ne ho 40 e da poco, anche grazie ai ragionamenti che faccio nel mio blog, ne sono uscita e ho iniziato ad accettare le mie curve.

Premetto che una donna non va considerata in base al peso e alla taglia ma visto che la società ci etichetta in base ai chili, grazie allo star system ed alla moda causando ed alimentando anoressia e bulimia io per combatterla, mi pongo sullo stesso piano.

Se da un lato la società ci vuole magre e scattanti dall’altra ribadisco che le curve sono quelle che ci ha dato Dio e dobbiamo amarle perché il nostro corpo è armonico e bellissimo. E spiego che soprattutto agli uomini piacciono le curve.

Quindi perché dimagrire? Per cosa? Non voglio dire che dobbiamo essere rotonde solo per l’uomo perché in primis dobbiamo stare bene con noi stesse ma visto che le eterne a dieta lo fanno per piacere agli uomini dico solo che è fatica sprecata.

Il filo conduttore del blog è legato alla fisicità delle donne abbondante non certo perchè parlo di donne oggetto come pezzi di carne, come tu hai scritto, ma perché far accettare alle donne il loro corpo spiegando che è più sexy è la chiave per amare quei chili in più che ci rendono più armoniche e belle. Perché di anoressia si muore. Restare formose non ti porta alla tomba, anzi tutt’altro.

Quindi se parlo di Pin Up, di curve, di seduzione e di femminilità è per risvegliare le coscienze e gli animi delle donne finalizzando il discorso all’accettazione del proprio corpo come facevano le donne degli anni ’40-’50. E’ indubbio inoltre che la figura della donna si sia imbarbarita sempre più sconfinando nel maschile ed è per questo che spiego e insegno alle donne a recuperare femminilità e sex appeal. Chi vuole seguire i miei consigli non fa altro che far crescere il bagaglio di esperienza ed esercitarlo con il partone, marito ecc.

Tornando al blog, come ho più volte pubblicato, sono tante le ragazze che si sentono maglio, si amano di più, sono guarite da disturbi alimentare e finalmente sono orgogliose delle proprie curve grazie ai concetti che scrivo. Il mio approccio terapeutico funziona eccome. Ed il successo del blog e delle mie iniziative ne è la riprova.

Ti suggerisco di informarti meglio sul mio operato e su ciò che faccio per aiutare le donne www.pinupdel2000.com 

 

Simona

 

DONNE FORMOSE? SIAMO NORMALI E NON OVER

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C’era una volta una donna felice del suo corpo. Si specchiava e ciò che vedeva era semplicemente magnifico. Fianchi larghi, vita stretta, seno prominente. Una donna sensualissima da lasciare strascichi di uomini dietro di lei.

Si amava e ringraziava Dio di essere così formosa perché il suo corpo calamitava gli uomini come api con il miele. Si vestiva esaltando il suo corpo e mettendo in risalto le sue curve da far impallidire.

Sceglieva con cura gonne strette con cinture per esaltare il punto vita. E profondi scolli, da cui si intravedeva un seno procacissimo, erano decisamente strategici. Sorrideva felice di una fisicità così evidente che la avvicinava alle Star del suo tempo ed alle Pin Up come Betty Page, Marilyn e Jane Russell tra le tante altre.

Era depositaria dell’arte della seduzione ed il suo corpo emanava un sex appeal da fare invidia a chi non era carrozzata così bene. Camminava per strada e gli uomini restavano attoniti guardando i fianchi dondolare a destra e sinistra mentre il suo passo diventava quasi strascicante e frettoloso. Si sentiva addosso gli occhi di tanti maschietti, dal vicino di casa al passante, e udiva spesso fischi di compiacimento.

I più audaci l’apostrofavano con “Sei bellissima, bambola” oppure con “Che Pupa da sballo sei!”. Apprezzamenti che davano ancor più vigore alla sua autostima ed al suo concetto di femminilità. Essere Femmina era la missione di tutte le donne di un tempo. Negli anni ’40-’50 tutte le donne erano gran Femmine e i loro corpi in carne erano prelibatezze per veri uomini. Erano fiere ed orgogliose di tante curve …pericolose!

Oggi quella stessa donna sarebbe bollata come grassa. Over Size. Plus Size. Taglia comoda. Modello calibrato. Perché è considerata troppo abbondante.

Ma vi rendete conto? Una donna normale di taglia 44-46 (come la maggior parte delle italiane) oggi è bollata come anormale, fuori forma. Ma rispetto a chi o a quale donna? Quella stra magra proposta dagli stilisti e dalla tv? Rispetto a quel modello di donna androgina che gli operatori della bellezza hanno eletto la donna normale? Bè se rispetto a quelle donne taglia 40 io sono definita fuori forma allora sono ben felice di esserlo e di difendere con le unghie la mia taglia 46 ovvero le mie curve tutte al punto giusto.

Ma il punto non è questo. Il punto è che spostando l’asse della normalità su taglie come la 40 o 42 che sono la minoranza della popolazione le altre si sentono, out, grasse, inadeguate. Come delle marziane. Guardate, additate, schernite e prese in giro. Donne depresse e complessate. Vanno nei negozi di abbigliamento e per loro non c’è nulla.

Si sentono derise dalle commesse e cresce l’insoddisfazione mista a frustrazione. Non trovano abiti che le vestrano figuriamoci vestiti che esaltino le curve. Perché il concetto dela moda di oggi è: “Sei formosa? E allora devi coprirti”. Ecco che i vestiti dei marchi per donne Over spesso sono dei sacchi in cui avvolgerci e scomparire. E’ impensabile che una donna con le curve voglia esaltarle e non coprirsi perchè sarebbe additata come grassa. E questo è assurdo (per chi detiene gli interessi dell’industria della bellezza).

Ma siamo matti? Molte donne che oggi corrono in palestra e stanno sempre a dieta sono quelle che negli anni ’50 erano orgogliose delle proprie curve.

Le stesse. Stesso corpo. Ieri amato. Oggi odiato. Odiato a tal punto che strabuzzo gli occhi quando leggo in una lettera di una ventenne queste frasi: “Ciao Simona, ho visto il tuo sito, e le tue foto sul tua profilo di Facebook, e mi hanno colpita moltissimo, innanzitutto perchè non ho mai visto foto di ragazze reali e normali, di taglia 44 / 46, e sinceramente le ho trovate divine nelle loro forme.

Non ho mai notato questo tipo di moda, forse perchè sono ossessionata dalle ragazze stile Belen Rodriguez, e non capisco la bellezza anche sotto altre forme”.

Vi rendete conto? Una ragazza di 20 anni non ha mai visto foto di donne NORMALI (tg.44-46) sui giornali e resta colpita quando le vede. Ovvio che non  ha mai trovato quelle immagini pubblicate. Chiaro. I giornali NON pubblicano foto di donne normali ma solo di quelle stra-magre e chiaramente giorno dopo giorno le taglie 44-46 e oltre scompaiono dalla memoria delle persone.

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Poi basta vedere alcune mie foto per ricordare il piacere delle curve. Per questo motivo ho posato in lingerie mettendo in risalto le mie rotondità e la mia taglia 46. Per dimostrare a donne e uomini che si può essere molto più felici e sexy di una donna tg 40. Che con la mia abbondanza piaccio più io che tante modelle rinsecchite. Parlo di me come esempio ma l’Italia è piena di donne armoniosamente piene di curve..

 

Detto questo ragionate con la vostra testa ed amatevi con i vostri chili.

L’abbondanza è un dono non un difetto COME TANTI VOGLIONO FARCI CREDERE. Solo per motivi ECONOMICI.

A nessuno frega se siete taglia 40 o 48 ma se molti vi bombardano la testa con messaggi di magrezza è SOLO PERCHE’ CI GUADAGNANO! Tantissimo…

CRYSTAL RENN: LA MODELLA TAGLIA 46, EX ANORESSICA, LA PIU’ PAGATA DEL MOMENTO

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Care amiche a sostegno della mia tesi sul marcio mondo della moda che spinge le ragazze e le donne a dimagrire e ad ammalarsi di anoressia e bulimia vi posto questa bellissima storia di una modella ex anoressica che c’è l’ha fatta in primis a non morire e poi a sottrarsi al mondo della moda che la voleva solo pelle e ossa per poi affermarsi sulle passerelle con la sua meravigliosa taglia 46.

E’ una storia forte, un pugno nello stomaco che mi ha fatto male quando l’ho letta. E’ tratta dal settimanale “Di Più”. Leggetela e consolatevi. Finalmente la giustizia divina per noi formose. Sono felice per tutte voi, per me e Crystal. Questa è una nostra vittoria. Godiamocela…

Questa è la storia commovente di Crystal Renn: la modella taglia 46 più pagata del momento.

Una storia denuncia contro il mondo della moda che spinge le donne e le modelle a dimagrimenti disumani. Crystal confessa: “Ho sempre voluto sfilare e a sedici anni mi ammalai di anoressia. Ora che sono abbondante, piaccio agli stilisti”.

 

L’articolo di “Di Più”

 

E’ la fotomodella più ricercata e pagata del mondo. Ha forme generose e abbondanti. Nulla a che vedere con la maggior parte delle colleghe che sfilano sulle passerelle.

Ecco le sue misure: novantasei cm di seno, settantasei cm di vita, centosei cm di fianchi.

 

Nessuno fino a qualche tempo fa avrebbe pensato a lei come fotomodella,  invece adesso è la più richiesta dagli stilisti famosi.

Stiamo parlando di Crystal Renn, ventidue anni, americana di Miami, in Florida, la fotomodella che, a dispetto del fisico generoso, anche con qualche segno di cellulite ha soppiantato le fotomodelle più richieste: piace più di Naomi Campbell, Kate Moss e di tante altre “top model” grissino. Crystal, al di là delle forme, ha un volto perfetto: bruna, sopracciglia marcate, occhi nocciola, sguardo ammiccante.

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“E’ proprio per questo mio viso che, sin da bambina, avevo deciso di diventare modella”, racconta mentre svela con assoluta disinvoltura il segreto del suo successo.

“Ancora oggi penso di sognare. Mi sembra di sognare. Mi sembra davvero incredibile che ce l’abbia fatta, così con queste forme non proprio sottili. Non è stato facile, credetemi, e se affermassi il contrario mentirei. Tutti mi dicevano che avevo sì un bel viso, peccato che ero grassa”.

Crystal aveva sedici anni quando fu notata da una agenzia che reclutava ragazzine da lanciare nel mondo della moda. “Hai un viso bellissimo”, le dissero “ma devi perdere almeno venti chili”.

 

“Accettai”, racconta con serenità, ora che ha raggiunto il successo, Crystal Renn. “Volevo disperatamente farcela. Venti chili mi avevano detto? E io decisi che venti chili avrei perso, non un etto in meno”.

Allora Crystal smise di mangiare. Via zuccheri, carboidrati e pasta, solo bibite light e foglie di lattuga, con otto ore di palestra al giorno. “Ero alta centosessantotto cm e arrivai a pesare quarantanove chili. Non stavo quasi in piedi. Il peso continuava a precipitare ma per i miei agenti non sembrava mai abbastanza”.

A poco servivano le parole dei familiari e la preoccupazione di tutti quelli che la vedevano spegnersi nell’assenza di cibo. Finchè arrivò il giorno della consapevolezza.

 

Ormai denutrita, Crystal ebbe un malore, che, però, fu illuminante per lei. Si riprese, a stento, ma capì che non avrebbe potuto continuare in quel modo. Si sfogò, pianse tutte le sue lacrime, disse che proprio non ce la faceva più per quell’ossessionante privazione. “In quello stesso momento giurai a me stessa che avrei smesso con le diete, con la disciplina autodistruttiva e  avrei ripreso le redini della mia vita.

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“Accettai il mio fisico voluminoso”, racconta ancora la top model. “Con esso, e con uno sguardo spavaldo, mi presentai, bene in carne, un giorno in agenzia. Mi guardarono quasi con disgusto e con commiserazione. Per fortuna, c’era ancora il mio viso ad affascinarli e così, un po’ per premiare la mia ostinazione e un po’ per pietà, mi consigliarono di entrare nell’universo delle sovrappeso per mestiere, di realizzare cioè cataloghi nel settore delle taglie forti”.

 

Crystal si sentì quasi offesa: “Volevo avere le stesse opportunità di una indossatrice che porta la 36. Il ghetto non mi interessava,anche se avrei guadagnato bene. La mia intenzione era quella di creare un’immagine, dare vita ad un abito a prescindere dalle mie misure.

E volevo lanciare un messaggio di fiducia alle tante ragazze che avrebbero desiderato intraprendere la mia stessa carriera ma che sono state frenate dalla bilancia.

 

Quindi Crystal Renn decise che il cambiamento doveva essere perfetto. Lasciò la vecchia agenzia per una nuova e un giorno, nel 2006, si presentò a una trasmissione televisiva piuttosto seguita in America per raccontare come era diventata anoressica pur di sfilare.

“Per raggiungere il mio scopo ho rischiato di morire”, disse. La sua storia apparve su tutti i giornali americani e un giorno la sua foto fu notata dal grande fotografo Steven Meisel: il genio delle immagini.

Fu un vero colpo di fulmine e arrivò il successo. Crystal Renn, la donna che ha voluto sfidare il mondo della moda, ce l’aveva fatta. Finì sulle pagine di Vogue e, da lì, su tutte le più grandi riviste di moda del mondo. Un trionfo. “Sono fiera di questo mio corpo”, ribadisce nelle interviste ogni volta che qualcuno le chiede come fa ad avere il coraggio di farsi vedere sulle passerelle facendo contenta ogni donna. Jean Paul Gaultier, il famoso stilista francese, ha deciso di non rinunciare mai a lei. Ma adesso tutti la vogliono: Versace, Chanel, Armani, Cristian Lacroix, Dolce & Gabbana.

“Ora ho paura di dimagrire” confida sorridendo Crystal. “Ho paura di perdere la mia immagine da barricadera. Adesso che sono diventata modella e ho realizzato il sogno della mia vita con queste mie forme, perdere soltanto un etto mi farebbe soffrire. Sono felice: sono riuscita ad imporre le mie misure nel mondo della moda che, prima di me, volevano soltanto taglie 36. Adesso godetevi la mia 46 e il mio pizzico di cellulite”.     

 

IN PROGETTAZIONE LA LINEA DI ABITI “FEMMINA PIN UP” PER DONNE CON LE CURVE

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Grandi notizie dal pianeta formose. Sta per avvenire la famosa rivoluzione dei costumi delle donne che ho previsto anni fa. Ci siamo quasi. Le donne sono stanche di dover subire passivamente i modelli anoressici e ultra magri proposti dalla società.

 

Sono stanche di entrare nei negozi e trovare abiti e vestiti solo taglia XS, S o al massimo M. Taglie poi striminzite, strettite, accorciate, che nulla hanno a che vedere con la vera taglia. Una 42 degli anni ’50 oggi è diventata una 46. E le donne che portano le taglie 46 si ritrovano a indossare le XL o XXL.

I negozi alla moda poi hanno solo taglie small e per quelle più comode si devono prenotarle tra le risate e lo sdegno delle commesse che detestano le donne alla Bridget Jones. Insomma una umiliazione continua a cui tante donne si sono piegate ed ormai stancate.

E per quelle che si rivolgono a negozi come Luisa Spagnoli, Elena Mirò o altri dedicati alle taglie forti o morbide la delusione è tripla.

Sono abiti coprenti, dallo stile “vecchio e super vecchio”, per donne adulte e non esaltano certo la femminilità e le curve.

Ma chi l’ha detto che una ragazza di 20 anni che porta la 46 debba indossare quegli abiti extralarge che sembrano pensati per sacchi di patate?

Se una vuole indossare abiti sexy deve rinunciarci solo perché non porta la 40?? E chi ha detto che le rotondità vanno coperte? Perché non esaltarle, mostrale, giocarci con ironia?

 

Francesca mi ha scritto una lettera, questo stralcio è eloquente:

 

“Però le taglie in questi negozi sono limitatissime. Gli scaffali sono strabordanti di XS e S, mentre per cercare le M bisogna scavare oppure ordinarli ed aspettare. Ogni volta perdo la pazienza, mi guardo intorno e cerco di capire se mi trovo nel reparto infanzia o donna. Non ho complessi quindi per il mio corpo, ma per il fatto che non riesco mai a trovare la taglia per me. Almeno fino alla XL si dovrebbe arrivare in questi negozi. E invece no.

Ti ritrovi che per avere una L devi andare nel reparto “taglie forti”. Ma siamo impazziti? Dicono che il magro non è più di moda, ma ora che si metta in circolo questo messaggio ci vorrà sicuramente un po’ di tempo. Nel frattempo io perdo la pazienza per cercare un paio di pantaloni. Penso di non essere l’unica in questo problema”.

 

Cara mia non sei l’unica. Siamo in tante. E tutte mi scrivete le stesse cose. Anche io sono stanca ed ecco perché sono felice di annunciarvi che presto inizierò la progettazione di una linea di abiti per donne con le curve vintage dedicata alle Pin Up.

 

Sto disegnando i vestiti che esalteranno (invece di mutilarli) i corpi formosi delle donne. Gonne e vestiti con spacchi, abiti che ci trasformeranno in sirene sensuali e che metteranno in risalto la nostra femminilità.

 

Ann_Savage_5.jpgUn universo di sensualità, seduzione e stile che rappresenterà una novità in esclusiva per l’Italia. Mai nessuno ha creato una linea per donne in carne che le esalti ma che le nasconda. Ed è proprio qui la differenza: nessuno vuole nascondere le proprie curve ma esaltarle. Tante di voi, me compresa, siamo fiere delle nostre rotondità e desideriamo servircene come armi di seduzione. Finalmente, la vera rivoluzione.

Abiti creati per donne mediterranee che accompagnano le curve e le mettano in risalto per la gioia nostra e dei nostri uomini. E finalmente taglie che corrispondono. La 46 alla 46 di un tempo, la 44 alla 44 ecc. Basta con i bluff. Basta con le menzogne. E con le taglie ristrette anche di due taglie.

 

So che tante di voi saranno felici di questa notizia e so di darvi una speranza per il futuro. Se la moda ci snobba, se non ci considera, se crea abiti per donne che non ci rappresentano allora sarò io a dare vita per noi una moda diversa, popolare e che rispetti la nostra fisicità.

Gli abiti saranno griffati Femmina Pin Up e venduti nel Woman shop, il 1 Pin up Store d’Italia www.womanshop.it

 

Se siete interessate ad avere notizie di questi abiti appena la linea sarà pronta cliccate sul link e mandatemi una mail con il vostro indirizzo mail. Lo inserirò nella Newsletter dedicata alla linea di abiti che sto creando. Avrete poi tutte le info che vorrete.

 

pinupdel2000@alice.com

 

SIMONA RISPONDE A NORA

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Cara Simona,
Ti scrivo dopo mesi a passati a sbirciare con stupore tra le tue foto,sorpresa dalle tue iniziative e dal personaggio sincero che ti sei creata,un pò intimorita dalla paura di disturbarti o di essere inappropriata.
Ho quindici anni,vivo a milano in un ambiente tendente al borghese e sono,dai bei voti alle uscite del sabato sera,la tipica ragazza di buona famiglia.
Eppure ho dentro un’universo di diversità che mi spinge a scriverti,convinta che sfogarsi con una persone che tanto ammiro possa farmi sentir più leggera o in qualche modo migliore.
Ho conosciuto l’ anoressia in seconda media,quando mia sorella ha smesso di mangiare facendomi conoscere un modo che pensavo appartenesse solo a realtà televisive.Ricordo ancora dolorosamente un’ estate passata a nascondermi in bagno con le mani piene di biscotti,convinta che se avessi masticato abbastanza forte non avrei sentito le urla dei miei gentori.
Ricominciata la scuola a settembre,rivedo la mia migliore amica,l’unica che avesse passato ore ad scoltarmi piangere al telefono,dimagrita di dieci chili,anche lei con una strana luce folle negli occhi.
Mi ricordo di quando tornavo a casa piangendo per le prese in giro dei miei amici,stupiti che la bambina asciutta e maliziosa che conoscevano si fosse trasformata in una pseudo adolescente cicciotta. Non sapevano quanta frustazione,quanto senso di abbandono da parte dei miei genitori e del mondo intero si nascondesse dietro a quei chili di troppo.
Sono molto cresciuta da allora,ho imparato a diventare un’ancora di certezza per le due persone a cui volevo più bene,uno specchio deformante in cui vedersi migliori,perchè diverse da me,una confronto da cui uscire sempre vincenti ma anche una figura dove scorgere la sicurezza per piacere e piacersi indipendenetemente dal peso.
Poi,il primo anno di liceo,gli sguardi inquadratori di tutte le ragazze,la difficoltà dell’ integrarsi dove tutti ti giudicano solo per ciò che vedono.la paura di non farcela ad essere come “gli altri”.
Ho mollato anchio.
I pomeriggi piegata in due sul water,il sapore acido e crudele del cibo ingurgitato che cerca di ribellarsi alla tua volontà,l’amarezza rassegnata dell’ennesima abbuffata colpusiva e una grande,grande stanchezza.
Mi dibattevo tra bulimia e autolesionismo,dicendo a tutti che i graffi me li faceva il gatto,sperando che nessuno capisse ma alla fine un pò desiderando che qualcuno si accorgesse che soffrivo anchio,che la forte nora,quella che non piangeva mai e che era sempre sicura ed immune alla realtà,era capace di stare male e di agognare ad un pò di attenzione come tutti gli altri.
Poi è successo qualcosa.
Non so cosa sia stato a farmi crescere e cambiare, però venire a conoscenza di una certa Simona Sessa a sconvolto molte cose.
Ho imparato ad apprezzarmi davvero,non solo fingendo come facevo prima,ma anche capendo che cercare di cambiare se stessi non è per forza una guerra contro la normalità.
Ho imparato ad amare la mia quarta abbonadante,le mie gambe lunghe e i miei bei occhi,ignorando ed ironizzando sulla pancetta e le guancie paffutte.
Il sabato sera,circondata da un esercito di magrissime “amiche” in tacchi a spillo,ho imparato a considerare la mia diversità come chiave dell’essere speciale, non inadeguata.E la notte,rintanata sotto le coperte a casa della mia migliore amica,mentre lei sogna di fare la modella io rivedo gli sguardi di ammirazione di tutti i ragazzi incontrati,e sorrido di nascosto.
Non è sempre facile,non è sempre perfetto,ma ora so che non vorrei mai essere come tutte loro,e non è solo un modo di disdegnare ciò che non si ha,ma di rendersi conto di come si vuole essere.
E quando mia madre dice che sono troppo scollata,troppo provocante,che nella vita verrò sempre giudicata dalle apparenze,penso a te Simona,e sogno di essere un giorno come te,che forse ce l’hai fatta a superare un mondo di stonze sottopeso.
Grazie.

LA RISPOSTA:

Cara Nora,

 

grazie della tua bellissima lettera…grazie della tua testimonianza così preziosa.

Grazie di avercela fatta anche grazie a me.

Per ogni ragazza che ce la fa e che aiuto io mi sento di aver vinto in parte una piccola battaglia. La guerra è lunga, lo so ma se riusciamo a fare piccoli passi insieme alla fine saremo salve.

Immagino il tuo dolore quando hai dovuto combattere la malattia. E immagino le tue paure e le tue ansie. Consolati perché quello che hai passato tu lo abbiamo passato noi prima di te come la sottoscritta. E se ce l’ho fatta io allora può farcela chiunque.

La cosa meravigliosa è che non siete sole. Ci sono io a combattere per voi..

E mai più di oggi sono forte, nonostante le cicatrici dell mio stomaco ed esofago consumati dal vomito. Quelle ormai non fanno più male…Non più ormau…Ciò che continua a farlo sono le cicatrici indelebili nel cuore e nell’anima.

Spesso sono smarrita come allora, ma per fortuna ora ragiono con la mia testa ed adoro il mio corpo con le curve. Addirittura ne sono orgogliosa.

Il mio corpo è vivo, pulsante, felice. Non lo mortifico. Lo amo, lo nutro e lo rispetto. Con tutta me stessa. E’ questo che dovete fare ogni giorno quando vi svegliate e vi guardate allo specchio. Amatevi. Coccolatevi. Viziatevi. E vivete.

Quando saremo in una tomba sottoterra allora diventeremo scheletri senza più nutrimento. E smetteremo di mangiare per sempre.

La vita è una sola. Non ne abbiamo due. Vivetela al meglio e siate sempre fiere di voi stesse.

 

Capito Nora? Un bacione e grazie di avermi scritto.

 

Simona