donne formose

VOTATE PER MISS PIN UP 2010

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Finalmente svelati i nomi delle 10 candidate finaliste al titolo di Miss Pin Up 2010, il concorso per donne con le curve organizzato da Simona Sessa, che si è chiuso all’inizio del mese scorso.

Tantissime iscrizioni di donne e ragazze formose che hanno mostrato con orgoglio le proprie curve.

Miss Pin Up è il concorso dedicato a tutte le donne formose, plus size, maggiorate e con le curve. 
Un titolo per valorizzare la donna dalla taglia 44 alla 50 che ricorda le dive sexy degli anni ’40-’50 come Marilyn Monroe, Betty Page o Jane Russel.

La competizione premia ragazze e donne orgogliose delle proprie curve che trasmettano sensualità e passionalità e che sono stanche di adeguarsi ad improbabili modelli di magrezza.
Il corpo mediterraneo con tutte le sue curve sinuose: questo il protagonista assoluto.

Il concorso arrivato alla seconda edizione anche quest’anno svelerà le nostre muse e le vincitrici delle seguenti fasce per il 2010: Miss Pin Up, Miss Femmina Pin Up, Miss Pin Up Store e Miss signorina grandi forme. Quattro fasce per quattro bellissime ragazze con le curve che porteranno avanti grazie alla loro bellezza il messaggio che “La carne è vita, è bellezza, è salute!”

Tra le 10 candidate i cui nomi sono stati svelati si nascondono le tre vincitrici assolute che saranno svelati a fine Gennaio. L’elezione delle vincitrici avverrà via web anche per quest’anno e non al circolo degli artisti come annunciato a causa di motivi personali della Sessa, organizzatrice del concorso.

 

Ecco i nomi tanto attesi

Francesca Bruschini

Emanuela Candido

Giada Errani

Flavia Farina (Mousit)

Rossella Gentile

Daniela Lefoer

Alessia Micucci (Marilyn Bon Bon)

Gloria Marta Pisano

Veronica Ruggiero (Betty Fire)

 

 

Per le vincitrici questi i premi.

 

Miss Pin Up avrà diritto ad abbigliamento, scarpe e lingerie Vintage offerto dal Pin Up store di Simona Sessa.

Sarà inoltre la musa ispiratrice dell’artista Katia Vendola che creerà una Pin Up disegnata sulle fattezze della vincitrice. La ragazza che vincerà il titolo diventerà, quindi, una opera d’arte grazie a Katia Vendola ed alla sua matita magica.

La Pin Up disegnata sarà utilizzata dalla Sessa nei suoi lavori e diventerà la l’immagine della copertina del nuovo libro di Simona che uscirà a breve (Gli uomini preferiscono la ..Carne”

Miss Pin Up avrà diritto gratuitamente a un servizio fotografico in chiave Vintage da parte della Sessa e del fotografo Soricetti con il marchio Pin Up del 2000.

Inoltre due di questi scatti confluiranno nel calendario Pin Up del 2000 (per l’anno 2012) che raccoglierà le foto delle nuove Pin Up testimonial della bellezza mediterranea (prodotto da Simona e dalla sua associazione culturale Pin Up del 2000).

La vincitrice sarà inoltre protagonista di un video Pin Up trasmesso in tutti i canali Facebook, U Tube del circuito Sessa e mandato in onda nella web tv del sito Pin Up store www.pinupstore.org

 

Miss Pin Up Store  avrà diritto ad abbigliamento, scarpe e lingerie Vintage offerto dal Pin Up store di Roma (autorizzato dalla Sessa), sponsor partner del concorso insieme al Pin Up Store di Simona Sessa ed al brand Femmina Pin Up.

Anche Miss Pin Up store avrà diritto gratuitamente a un servizio video/fotografico in chiave Vintage e all’inserimento di due foto nel calendario Pin Up del 2000 (per l’anno 2012) con tutte le nuove Pin Up del database della Sessa. Il video andrà in onda in tutti i canali Facebook, U Tube del circuito e mandato in onda nella web tv del sito Pin Up store www.pinupstore.org

 

Miss Femmina Pin Up e Miss Signorina Grandi Forme vinceranno capi del brand Femmina Pin Up e diventeranno testimonial del brand Femmina Pin UP per donne con le curve che in Primavera lancerà i suoi primi capi per Pin Up e maggiorate.

Anche queste vincitrici saranno  interpreti del foto/video shooting fotografico di Simona.  Due foto di ognuna confluiranno nel calendario Pin Up del 2000 e il video realizzato sarà trasmesso in tutti i canali Facebook, U Tube del circuito e nella web tv del sito Pin Up store www.pinupstore.org

Una occasione unica per diventare Pin Up affermate ed ammirate..

Le quattro  ragazze entreranno di diritto nel database di Pin Up di Simona Sessa e nel sito Modelle Pin Up www.modellepinup.com in cui sarà creata gratis una pagina “vetrina” per contatti e richieste lavorative gestite da Simona.

Ricordiamo che dal 1Gennaio 2011 sono aperte le iscrizioni a Miss Pin Up 2011 e che si chiuderanno il 1 Dicembre 2011. Quindi mettetevi in gioco, osate e sarete premiate.

Ricordate che “Le vere donne hanno le curve!”.

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DUE LETTRICI “MORBIDOSE” SCRIVONO

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Ciao Simona,
sento di scriverti un breve ringraziamento per tutto quello che fai.
Vedere che dopo una vita di sofferenze si può rifiorire in maniera così ESPLOSIVA è veramente confortante e dà una sferzata di ottimismo a chi crede che tanto ormai la sua vita non cambierà mai.
Conosco i tuoi siti da pochissimo -tra l’altro, complimenti per il tuo brand Femmina pin up- ma da quando ho iniziato a leggere ciò che scrivi e a recepire il tuo messaggio, è come scattato un qualche meccanismo nella mia testa e sto iniziando a guardare le altre donne in maniera completamente diversa. Compatisco le donne magre che ho sempre invidiato e rivaluto quelle meno magre che compativo.
Sto finalmente iniziando a riconoscere il valore delle mie forme, anche quelle che ho sempre odiato. Non è facile per me, ma spero vivamente che questo sia l’inizio di un vero miglioramento personale.
Tanti complimenti a te e alle bellissime pin up che hanno posato per il calendario!
Tutto quello che fai ha un’importanza enorme, GRAZIE DI CUORE.
Silvia
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Cara Simona,
voglio farti i complimenti e ringraziarti per tutto cio’ che fai.
Vorrei anche donare la mia forza e donare quell’accettazione per il corpo a tutte quelle donne che non si accettano per le loro forme.
Sto accettandole e amandomi per quello che sono e non sono piu’ disposta a essere quello che la societa’ impone come modello principale.
Ho deciso di essere drastica per il mio bene,invece di rifiutare il cibo rifiuto di andare a comprare dove ci sono tutti vestiti stretti e vado alle taglie forti non per nascondere le forme ma per stare comoda e per valorizzarle.
Sono molto felice del tuo negozio woman shop bellissimo. Sei bellissima e ti ringrazio.
Sei fonte di ispirazione per tutte noi.
Sto togliendo gli uomini che non mi apprezzano e mi chiamano sederona avendo solamente la 44. Mangio e li mando a quel paese,io mangio sono fiera delle mie forme e il mio sedere cosi’ com’e’.
Non voglio assolutamente dimagrire per accontentare un malato di testa.
Se non gli piaccio e’ un problema suo,non mio. Io vado bene come sono. Mi sto allontanando da questa persona e vabenissimo cosi’.
Quando senti quella forza prego Dio che abbiano tutte noi di stroncare i vecchi schemi e accettare le nostre bellissime forme come veramente siamo, non ci ferma piu’ nessuno.
Siamo uniche,stupende,amabili e non ci manca assolutamente nulla.
Ringrazio Dio di rendermene conto di questa cosa dopo moltissimi anni passati nell’anoressia.
Ti ringrazio e ti mando un calorosissimo abbraccio.
Con affetto e stima Annalisa
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Care Silvia e Annalisa,
pubblico le vostre accorate mail. Bellissime. Vive. Vere. E ringrazio di seguirmi perchè così potete usufruire del mio progetto Pin Up del 2000, ovvero di tutte le mie teorie sulla bellezza formosa della donna.
E voi vi siete amate. Vi state accettando e vi vedete belle. Questa è pura autostima!
Finalmente un po’ di sano egoismo per noi. Amore per questo corpo così odiato, così carnoso.
Ricordatevi che sono al vostro fianco ed a quello di tutte le donne che lottano come noi per affermare un modello di bellezza mediterraneo e più sano.
Vi abbraccio.
Simona

UNA LETTRICE SI RACCONTA

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Salve Simona,

sono una sua “sostenitrice”,  frequento il terzo anno di Economia e Commercio Internazionale ad Ancona, leggo e seguo il suo blog da diverso tempo, credo un’annetto sicuro, forse di più..e intendo dire che i suoi consigli di seduzione mi piacciono così tanto che mi sono andata a rileggere anche vecchi post perchè li trovo sempre molto interessanti.
Sono una sua lettrice con “poche” curve, le mie, quelle che la natura mi ha dato in proporzione al fatto d’essere tanto minuta (sono alta 1,57)..e soprattutto la cosa che mi accomuna un po’ alle belle ragazze del suo progetto è il fatto di avere sempre un modello di “perfezione” al mio fianco!
Mia sorella! Sono molto protettiva nei suoi confronti, quasi quanto può esserlo una madre..perchè fin da quand’è nata ed io avevo 4 anni i miei genitori mi avevano quasi affidato la missione di prendermi cura di lei, ed io da brava bambina ubbidiente, l’ho aiutata a crescere veramente come fosse una figlia più che una sorella-amica.
Crescendo lei è diventata il mio alter-ego, sempre impeccabile a scuola (mentre io al liceo classico faticavo come una matta ma senza risultati), poi io ho cominciato a sviluppare delle curve sempre di più e la mia altezza rimaneva raso terra le mie insicurezze crescevano mentre lei diventava una stangona alta senza forme, senza seno, senza culo e con un viso bellissimo (praticamente la modella perfetta della televisione). I miei genitori, in special modo mia madre cominciavano sempre di più a trattarla come se fosse perfetta, “guarda che fisico tua sorella, non puoi essere un po’ più come lei..” “guarda quant’è bella tua sorella, guarda com’è slanciata..”, “mangia de meno che te cresce il culo” .
A volte erano battute sulla mia altezza, a volte atteggiamenti o frasi che loro non si rendevano conto di dire..ed io essendo una persona forse troppo buona e pacata (ma soprattutto sensibile al giudizio dei miei genitori), soffrivo dentro e sorridevo fuori maturando intanto sempre più insicurezze senza che i miei genitori, e soprattutto mia madre se ne rendessero conto.
Spesso mia madre e mia sorella, ancora adesso, fuggono per interi pomeriggi per fare shopping e non m’invitano..perchè per mia madre è un piacere comprare cose a mia sorella a cui sta bene qualsiasi cosa!
La mia vita “sentimentale” non mi ha aiutato a crescere senza insicurezze..non ero esattamente un tipo popolare alla quale gli uomini corrono dietro, anzi..ero una che veniva tradita puntualmente con ragazze orride!!!
Per concludere il mio discorso, che probabilmente le ha riempito la testa di melanconiche e annoiate sensazioni, io indosso una taglia 40, ho un seno che sul mio corpo piccolo sembra abbondante e credo e ritengo d’essere abbastanza proporzionata con la mia altezza.

Nonostante ciò, sono piena d’insicurezze e non vivo bene con il mio aspetto, ci sono giorni (sempre più spesso purtroppo) che davvero la mattina non riesco a guardarmi allo specchio perchè mi sento a disagio con me stessa. Quando parlo con una persona non riesco a guardarla negli occhi perchè mi sento brutta e giudicata come tale..eppure ritengo d’essere una persona intelligente che un giorno riuscirà a superare lo scoglio di queste insicurezze e nel lavoro saprà guardare le persone negli occhi e convincerle che “sono bella, di successo e la migliore nel mio campo”.
Principalmente è per questo che sono una sua lettrice, perchè ammiro quelle donne che si portano in giro con orgoglio, che si sentono sensuali e sanno che la loro sensualità è un potere pericoloso..ammiro lei e quello che fa per le donne che vogliono sentirsi migliori di quello che le persone intorno le hanno fatto credere.
L’ammiro davvero tanto per tutto quello che fa (anche se la sua battaglia non credo che persegua esattamente insicurezze come le mie).
Una sua lettrice timida.

Cara lettrice timida,

che tristezza leggere la tua lettera. Soprattutto che ora sei perfetta per la società con la tua taglia 40 ma non sei più te stessa. La vera te era quella con le forme morbide, come la natura ti ha fatta. Diventando una donna magra hai spersonalizzato te stessa, hai finito per essere come tua madre e la società volevano. Ecco perchè oggi quindi non ti piaci e non ti accetti. Quasi ti vergogni di quella che sei diventata. Perchè dentro di te sai che così sei più brutta di quella che potevi essere realmente vestendo una 44/46.

Mi spiace appurare che il lavaggio del cervello sulla magrezza inizia proprio in casa, dalla madre. Donne frustrate con il mito della donna magra che insegnano tali fandonie alle loro figlie e spesso le “torturano” psicologicamente additando modelli di modelle e donne grissino come in questo caso tua sorella. Volendo diventare come lei (per farti amare da tua madre) hai ammazzato la vera te stessa diventando una donna diversa da quella che eri per natura.

Adesso che sei grande, che ragioni, che leggi il mio blog io ti dico RAGIONA CON LA TUA TESTA e ritrova te stessa. Ammorbidisci il tuo corpo sofferente e dagli il nutrimento di cui ha bisogno. Come un fiore ha bisogno di sole, acqua e terra da tanti anni ormai negate. Vedrai che bel fiore diventerai. E sarai unica come tutte noi. Finalmente hai la possibilità di essere te stessa ed amarti con le curve. Non sprecarla.

Vedrai che una volta fatto il primo passo tutto sarà naturale e diventerai una di noi..AMATI…

Simona

UNO SPECIAL SU DI ME E SUL CALENDARIO SU SKY.IT

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Grandioso! Finalmente anche il sito Sky.it ha pubblicato diversi articoli sul mio calendario e su di me. Sono felice di annunciarvi che siamo approdate sulle patinate pagine di questo sito molto bello e curato.

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Iniziamo da me…E’ uscito l’articolo special su di me nel sito di SKY.it con intervista esclusiva e fotogallery con 36 foto..

C’è il richiamo nell’ Home page. Si parla di me, di donne con le curve e taglie “carnose”.


Un’altra vittoria per tutte noi Pin Up del 2000. Ve l’avevo detto che vi po
rtavo lontano?

 

L’articolo lo trovate qui:

http://mag.sky.it/mag/life_style/2010/10/22/simona_sessa_pin_up_intervista.html

La gallery è qui:
http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/22/simona_sessa_pin_up.html

 

copertina-bassa.jpgGiorni fa è uscito anche il richiamo del calendario Pin Up del 2000, ideato da me e realizzato dalla mia associazione culturale Pin Up del 2000 che combatte anoressia e bulimia.

 

 

E’ stato inserito tra i migliori calendari del 2011 dallo Staff di Sky.it

 

 

 

 

 

Trovate qui lo spazio dedicato:

http://mag.sky.it/mag/album/speciale_calendari_2011.html

E qui la fotogallery del calendario sempre su Sky.it:

http://mag.sky.it/mag/life_style/photogallery/2010/10/13/calendario_pin_up_del_2000.html

Altra pagina a me dedicata da Più, un giornale di Ancona che parla di me e sempre del calendario.

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LA TAGLIA 42 E’ IL BURQUA DELL’OCCIDENTE

burqa.jpgStavo navigando su internet leggendo qua e là quando mi sono imbattuta in alcune dichiarazioni molto forti riguardo la magrezza della scrittrice Fatima Mernissi, sociologa islamica marocchina, che ha definito “la taglia 42 il burqua dell’occidente”.

Lei intende la corsa alla taglia 42 di molte donne in Occidente come una “pazzesca violenza esercitata dai maschi occidentali sulle loro donne, al cui confronto la segregazione dell’harem e il velo – finanche il burqa talebano – sarebbero minor cosa”.

Fatima Mernissi ha raccontato nel libro intitolato L’harem e l’Occidente che si trovava a New York nella vana ricerca di una gonna della sua taglia – di parecchie misure superiore alla 42 – e realizzò che le coetanee (sessantenni) che la circondavano assomigliavano tutte a delle adolescenti e capì che l’equivalente dell’harem e del velo per le donne occidentali sono l’obbligo di essere snelle e apparire giovani per tutta la vita. “Vengo da un paese dove non c’è una taglia per gli abiti delle donne – racconta alla commessa di un negozio – a nessuno interessa la mia taglia in Marocco”.  

fatima.jpgCompro la stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non debbono far altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado: né la sarta né io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. La scopriamo mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco, fintanto che pago le tasse per tempo”.
Fatima ha dichiarato: “La commessa rise allegramente e disse che avrei dovuto pubblicizzare il mio paese come un paradiso per le donne lavoratrici stressate (Fatima e la commessa in foto a sx).

Vuol dire che non controllate il vostro peso?” mi chiese, con una sfumatura di incredulità nella voce. Dopo un breve momento di silenzio, aggiunse con voce più bassa, come se parlasse a se stessa: “Molte donne che lavorano in posizioni ben pagate che hanno a che fare con la moda, perderebbero il loro lavoro se non si tenessero a dieta stretta”.
“Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano tanto crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo mussulmano”, pensò Fatima.

Poi il dubbio è diventato certezza. “Il potere dell’uomo occidentale – scrive Mernissi nello stesso libro – risiede nel dettare quello che una donna deve indossare e l’aspetto che deve avere. Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena (con la reclusione all’interno dell’harem, n.d.A.), l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.

Così la frontiera dell’harem europeo separa la giovinezza bella dalla maturità brutta. Tuttavia, gli atteggiamenti degli occidentali sono decisamente più pericolosi e sottili di quelli musulmani perché l’arma usata contro la donna è il tempo. Il tempo è meno visibile, più fluido, dello spazio. Questo chador occidentale definito dal tempo (è) più pazzesco di quello definito dallo spazio e sostenuto dagli Ayatollah”, conclude Fatima.

 

chirurgia-estetica.jpgDopo aver letto e riflettuto ammetto che condivido pienamente e sottoscrivo..Penso che per una donna di oggi vivere senza farsi condizionare dalla moda e dai mass media che impongono canoni di magrezza assoluta, è davvero difficile.

E’ una violenza continua che dobbiamo sopportare per non aderire a questa dittatura dei corpi magri, perfetti e giovani a tutti i costi. La taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. E non ce ne rendiamo conto…

Continuiamo a inseguire ideali di magrezza e perfezione torturando il nostro corpo e sezionandolo su un tavolo del chirurgo con il bisturi pur di fermare il tempo e sembrare più snelle.

 

Ci infliggiamo queste torture in nome di una bellezza e di una magrezza innaturale calpestando la nostra dignità di donne: di essere come siamo, formose, mature e donne normali. E ci spersonalizziamo completamente.

Io vi dico che dobbiamo lottare per affermare il diritto ad invecchiare, ad ingrassare, a essere donne imperfette ma vere. Questo è il raggiungimento della vera libertà. Quante di noi sono libere veramente?

 

SONO GUARITA GRAZIE A SIMONA SESSA

Care ragazze pubblico la testimonianza di Queen B, una ragazza a me cara che ho aiutato a superare i suoi disturbi alimentari. Ora sta bene e come vedete dalle foto scattate da me è bellissima e orgogliosa delle sue curve.

Questa è la sua testimonianza…

DSC_0055 2.jpg“Ho deciso di raccontare la mia storia,in riferimento ai disturbi alimentari che ho avuto per tutta l’adolescenza, per ringraziare anche la (l’unica) persona che è riuscita a tirarmene fuori.
Molte di voi,che leggerete il mio blog e siete mie amiche su facebook,avrete avuto problemi di linea,o li avete ancora,perchè probabilmente mi avete conosciuta proprio per questo motivo.
Sono cresciuta in una famiglia per la quale devo solo ringraziare Dio,ma che come tutte le famiglie ha i suoi alti e bassi.
I bassi erano appunto il voler raggiungere una sorta di “perfezione” da un lato,per quanto riguarda l’essere i migliori a scuola,sul lavoro,o verso il resto del mondo.
Dall’altro lato,la perfezione fisica.
I miei parenti,dalla parte di madre,sono sempre stati ossessionati da questo “tenersi in forma” “essere in linea” etc etc.. la sorella di mia madre, dopo il cesareo non ha più indossato la 40, e questa ossessione credo che non la lascerà più.
Sapete,le classiche persone che mentre sei a tavola, in un giorno di festa iniziano a dire “no,meglio che non mangi questo” oppure “dai che ci iscriviamo in palestra”.
Non si sono comportati così per un periodo, ma per tutta la vita e continuano a farlo ancora oggi.
In una situazione del genere,aggiungete i media, aggiungete un’età difficile come l’adolescenza.
Ho iniziato la mia prima dieta a 13 anni. A 15 passai un anno davvero infernale, nel quale sfiorai appunto la via del non ritorno. Perdendo 10 chili in un mese, ero debole e dormivo sempre, o piangevo.
CSC_0188.jpgLa tavola era un’ossessione, contavo le calorie, mangiavo foglie di insalata crude e scondite, cenavo con due zucchine bollite,e quando ero a pezzi e non ce la facevo più mangiavo una merendina e andavo a vomitare in bagno. Ricordo a tratti, immagini di me buttata per terra vicino al termosifone perchè morivo di freddo, piangevo perchè tutto questo mi rendeva anche molto depressa, non riuscivo a studiare nulla perchè la mia concentrazione svaniva in poco tempo. Ricordo la fame,di notte, che mi mangiava lo stomaco, e non riuscivo a dormire.
Ricordo la solitudine, l’odio verso me stessa, l’ossessione della bilancia. Dovevo pesarmi ogni giorno, annotarmi in un libretto quanto avevo perso in tre giorni, andare sempre in palestra, correre, correre, aumentare la velocità, aumentare le calorie bruciate.

Non mi venivano le mestruazioni da tre mesi ormai. Non avevo voglia di fare nulla. Parrucchiere, lampade, palestra. Ecco la mia vita che cos’era.. si riduceva tutto a questo: ILLUSIONE.
Arrivai a pesare 55 kg, che non è il peso di una anoressica in fin di vita, ma un peso del tutto innaturale per la mia conformazione fisica.
E poi ebbi un crollo di nervi, non riuscivo più a non mangiare e da lì a passare più tempo a vomitare che a vivere fu breve.
Queste sono le cose che non si dicono, che tutti ignorano di noi. Cose imbarazzanti, che ci fanno apparire deboli.
Io mi sento forte, invece, perchè non solo l’ho superato, ma ora mi amo per come sono, e se mi offrissero la possibilità di cambare il corpo ed entrare in quello di una super modella non esiterei un istante a rifiutare.
A 17 anni, la mia ultima dieta mi portò gradualmente a indossare la 40-42. Il seno,da quarta a terza scarsa, non mi sembrava il mio. Mi guardavo allo specchio, mi sentivo carina ma non attraente, i vestiti mi cadevano bene, ma non mi evidenziavano le curve, che in effetti, non avevo più.
Oh sì, che liberazione indossare il mini-bikini in spiaggia.. Ma ero uguale a tutte le altre. Non ero io.
E poi nel 2009 la scoperta di questo blog di Simona Sessa, una speranza per le ragazze come me intrappolate in corpi che non le appartengono.

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Rimasi affascinata da questa donna bellissima, che non aveva paura di dire la verità: che gli uomini preferiscono le curve e che ne dobbiamo essere orgogliose.

Proponeva immagini di miti come Marilyn, Rita Hayworth, Bettie Page, donne di una bellezza immortale, eterna e prorompente.
Seguendo il suo blog e le sue conquiste, dalla rete alla tv, la conobbi poi di persona quando andai a comprare un vestito nel suo pin up store.
E da li, mi prese come pin up e come amica, trascorsi uno dei periodi più felici della mia vita collaborando con lei per l’associazione pin up del 2000.
Fu lei a insegnarmi ad amare il mio corpo, dandomi la sua forza,la sua voglia di vivere..
Incontrare nel nostro cammino persone così è una vera benedizione.
Lei mi ha cambiato la vita e non lo dimenticherò mai”.
Queen B.
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UN PO’ DI NOTIZIE INTERESSANTI DAL WEB

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Cari lettori eccomi tornata a voi,
vi presento questa rubrica nuova di zecca che ho ideato per restare sempre informate sulle notizie che gravitano intorno al mondo delle donne con le curve.
Come una sarta girerò il web e taglierò le notizie per poi cucirle qui indicando le fonti.
Così sapremo come sta girando il mondo intorno a noi formose!
Iniziamo…
Da Benessere e Salute.
La visione di una donna formosa genera  nel maschio l’attivazione di un’area del cervello che è la stessa che si attiva quando si assumono droghe.

Che l’esile fisico da modella non sia propriamente quello che più “stimoli” il desiderio sessuale maschile è ormai cosa nota. I maschi preferiscono le donne formose con tante curve al punto giusto. Ma perchè? Perchè l’uomo al cospetto di forme più abbondanti ne viene inevitabilmente attratto?

A svelarlo è il giornale Plos One in seguito ad uno studio condotto negli Stati Uniti. Sono state mostrate, a quattordici uomini, delle foto di donne prima e dopo un intervento di chirurgia estetica che ne ha aumentato e modellato le forme.

Ebbene si è visto che, nel guardare le immagini delle donne “rifatte”, in tutti i soggetti si è verificata l’attivazione di aree specifiche del cervello quali i centri legati all’elaborazione delle ricompense, il nucleus accumbens e la corteccia cingolata anteriore. Il che, detto in questi termini dice poco, se non fosse che queste aree del cervello sono le stesse che vengono attivate in seguito ad assunzione di stupefacenti. In tal senso, dunque, le forme femminili hanno lo stesso effetto di una droga.

Insomma il cervello percepisce la donna formosa come una droga. E chissà che non generi anche dipendenza…

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Da LIbero News

«Evidentemente le donne vere fanno ombra alle modelle grissino e, attraverso i ritorni mediatici, oscurano la presenza di molti stilisti » lo staff Elena Mirò è combattivo e non intende fermarsi di fronte a una porta chiusa. La Camera della Moda di Milano ha escluso il marchio dalle sfilate ufficiali. La linea per taglie dalla 44 in su non piace, « non rappresenta il prêt-à-porter» dicono. Strano, perché soltanto lo scorso anno era stato chiesto proprio a Elena Mirò di aprire la settimana della moda, come messaggio forte che il settore fashion voleva dare al mondo, contro l’anoressia e la e la magrezza in passerella.

Si vede che qualcosa nel frattempo è cambiato, si vede che le ossa sono tornate a essere trendy, si vede che le donne vere non devono essere rappresentate, non hanno diritto a comparire, non sono conformi con l’immagine mediatica che si vuole dare del corpo femminile. Una scelta francamente incomprensibile, per diversi motivi: intanto perché sull’anoressia non si scherza, poi perché vedere sfilare in passerella certi corpi che più che sexy sembrano malati è un pessimo messaggio, ma soprattutto per ragioni di mercato. Lo sapevate che 35 donne italiane su 100 vestono una taglia che va oltre la 48? Se la moda e il made in Italy devono fare cassa e aiutare l’economia a risollevarsi, che senso ha escludere un marchio (che fa 938 milioni di euro di fatturato) che si rivolge a una fetta di mercato così ampia e sempre crescente?

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PIN UP PER UN GIORNO PER COMBATTERE ANORESSIA E BULIMIA

 

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Un giorno per mostrare con orgoglio le proprie curve. Un’occasione per posare come una Pin Up. Un giorno per vincere le proprie insicurezze e ritrovare la propria femminilità.

 

Un sogno? No, da oggi una realtà.

Questo il concept della recente ed azzeccata iniziativa sociale ideata dell’associazione culturale Pin Up del 2000 di Simona Sessa  che propone a tutte le donne un modo molto efficace ed innovativo per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari. E per aumentare la propria autostima finalmente accettando il proprio corpo con le curve.

“Posa come una Pin Up” ed il “Pin Up Day” si rivolgono a tutte quelle ragazze e donne ossessionate dalla bilancia e dal desiderio di pesare 45 chili per invitarle a mostrarsi senza remore disvelando con orgoglio il proprio corpo mediterraneo e dimostrando che si può essere belle e desiderabili anche vestendo dalla taglia 44 in su.

Quale donna non desidera sentirsi bellissima e supersexy almeno un giorno? Chi non ha sognato di posare almeno una volta come le Dive passato? E quante donne immaginano di farsi fotografare come sexy Pin Up, provette seduttrici?

Da oggi è possibile diventare Pin Up per un giorno e concedersi alla macchina fotografiche proprio come Marilyn Monroe o Bettie Page grazie a “Posa come una Pin Up” ed al “Pin Up Day”

 “Posa come una Pin Up” è rivolto a tutte le ragazze dalla taglia 44-46 in su che desiderano essere inserite nel database dell’associazione Pin Up del 2000 come modelle Pin Up.

Svariati  fotografi di tutta Italia hanno aderito gratuitamente  a questa campagna pro curve che ha un effetto terapeutico molto potente. Dopo un attento casting vengono scelte ragazze della porta accanto, formose la cui immagine riflette salute e bellezza retrò. Vengono fotografate e poi inserite nel sito Modelle Pin Up www.modellepinup.com

 

Immagine-044r.jpgDi maggiore impatto il “Pin Up Day” che si rivolge a tutte le donne con le curve (anche se portano una 42), casalinghe, ragazze della porta accanto, non professioniste e desiderose per un giorno di diventare protagoniste di uno shooting video/fotografico immedesimandomi nelle bellezze anni ’40 e ’50. Per dimostrare a sé stesse o ai loro compagni che sono belle e femminili.

A ogni ragazza viene studiato un look personalizzato, trucco e parrucco  Pin Up/Burlesque e  vestite con abiti, lingerie ed accessori ’40-’50 da parte dello staff dell’associazione Pin Up del 2000.

Un servizio completo total look foto e video di Simona Sessa ed il suo collaboratore Simone, ad un costo “sociale” davvero minimo che copre appena le spese proprio per dare l’opportunità a quante più donne possibili di provare l’iniziativa e la finalità che si ripropone: ritrovare femminilità, grazia, fiducia in sé stessi e una nuova carica sensuale.

Le ragazze e le donne  fotografate sviluppano una maggiore sicurezza e si sentono finalmente apprezzate e valorizzate – spiega Simona Sessa, ideatrice delle iniziative pin Up-. La loro autostima cresce fin da subito rimirandosi nelle foto e nel video ricordo. Quelle che non partecipano e guardano gli scatti ne traggono un profondo benessere e un messaggio sano e positivo. Il monito che si vuole lanciare è che ogni donna è bella indipendentemente dal suo peso e dalle sue rotondità.

(Nella foto sopra e sotto Queen B, testimonial dell’iniziativa).

Simona continua: “Le ragazze infatti sono fotografate in tutta la loro bellezza, con pose da Pin Up e fisici rigogliosi e procaci. L’immagine delle donne è quindi positiva, felice, sana e terapeutica. Si veicola così una bellezza patinata, gioiosa e burrosa tipica delle donne anni ’40 e ’50 che si oppone alle immagini delle modelle tristi ed anoressiche che campeggiano su tutti i giornali”.

 

Una niziativa innovativa che si propone di fare contro-cultura sana ed efficace opponendosi ai modelli insani di bellezza proposti dalla società e che in vari mesi ha registrato tante richieste di ragazze e collaborazioni con l’associazione culturale Pin Up del 2000

www.pinupdel2000.com (info 333 7499566).

 

 

Se volete proporvi inviate le vostre foto a pinupdel2000@alice.it

 

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(In foto Lady Coco in uno scatto del suo Pin Up Day)

 

 

 

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MIKI MI SCRIVE: “PERCHE’ NON DOVREI MANGIARE?”

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Sei una grande…..meno male ke esisti.
Ho 36 anni peso 73 kili alta 175 e cucino da Dio.
Perchè non dovrei mangiare????E’ da poco che la penso come te….ho fatto danza classica tutta la vita, immagina la sofferenza.
Ancora oggi se mi fanno un’osservazione maligna sui miei chili, che loro chiamano, di troppo, sto male.
Ma ora tu sei la mia medicina. Basta accendere il computer.
In fondo è quello che mi ha sempre detto il mio ragazzo…le mie cosce sono belle ma far entrare queste parole dentro di me è stata dura, e non è solo per un discorso estetico ma è una realizzazione personale grandissima.
In questo mondo una donna con le curve deve continuamente lottare per il suo ORGOGLIO CARNOSO è una vera donna…una vera guerriera….e scritto questo mi vado a fare una fetta di pastiera.
E tu che sei napoletana lo sai che vuol dire….vado a godere col sorriso…
baci Miki.
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Cara Miki,
ho letto la tua accorata mail e mi ha fatto sorridere con grande felicità. Ti immaginavo mangiare con voluttà la tua fetta di pastiera e non sentirti in colpa per ciò che avevi fatto. Eri felice di aver ceduto ad un peccato di gola senza sentirti in colpa. E ti pare poco?? Questo è vivere. Questo è il segreto della vita. Accettarsi, amarsi e concedersi dei momenti di golosità.
Fossi stata con te ti avrei chiesto una bella fetta di pastiera anche io ma mi sono accontentata di immaginarla…
Brava! Sono orgogliosa di te. Hai capito il senso della vita e ti stai amando.
Continua così e quando sei giù vieni nel mio blog e leggi. Tirati su il morale e riparti. Vai avanti.
Senza mai voltarti indietro.
A presto.
Simona

NON SEI ALTA E MAGRA? ALLORA NON TI ASSUMO

Lavoro: “Alto e magro?”… “No” … “Mi spiace”.

Quando magrezza e altezza diventano requisiti decisivi in un’assunzione lavorativa come apprendista parrucchiere.

22149_1270114203779_1557577168_675649_4474984_n.jpgQuesta è la storia di una discriminazione a carico di una giovane disoccupata di nome Vanessa (in foto). Essere alti e magri è una “fortuna”: Si è più attraenti fisicamente, si può indossare e mangiare quello che si vuole senza sentirsi in colpa… E perché no?  Non si è tagliati fuori da una selezione lavorativa.

Niente a che vedere con lavori da fotomodello o da cubista da discoteca e simili: Tagliati fuori dall’aspirazione di un posto di lavoro comune, che non richiede tali requisiti, tipo un lavoro da parrucchiere.

Tempo di crisi, questo 2010. Una diffusa disoccupazione alimentata ancora di più da discriminazioni di questo genere. Discriminazioni da ritenersi uguali alle discriminazioni razziste, decisamente banali.

E’ la storia di una ragazza che, come tanti giovani e meno giovani di oggi, sta aspettando soltanto il momento di essere assunta. Agenzie interinali, ufficio di collocamento, passaparola, internet: ogni modo è buono pur di trovare annunci che catturino la sua attenzione.

Un annuncio su internet appariva, agli occhi della ragazza neodiplomata, l’occasione giusta per ricominciare a lavorare.

Cercasi parrucchieri qualificati e non” e la giovane, leggendo simili parole, non perde altro tempo: telefonino in mano, compone il numero telefonico scritto sovraimpressione.

n1557577168_140396_3774.jpg“Salve, ho letto un vostro annuncio in internet e volevo dirle che sono interessata alla vostra offerta lavorativa e anche se, purtroppo, non ho esperienza nel campo, mi piacerebbe imparare il mestiere”. La ragazza si presenta così al potenziale datore di lavoro, aspettando una sua risposta.

“Si, salve! Non ha esperienze? Va bene, ma non è questo che m’interessa. Lei pensa di avere una bella presenza? No perché, come lei sa, per intraprendere questo mestiere bisogna presentarsi in una certa maniera, perché il mondo della parrucchieria richiede una particolare estetica”.

La risposta del parrucchiere non è chiara alle orecchie della giovane che subito chiede spiegazioni: “In che senso, bella presenza? Io mi ritengo una bella ragazza, poi bisogna vedere cosa intende lei con questa frase! Per me la bellezza è soggettiva e dipende da tante cose. Perché lei cosa cerca?”

E la risposta, la sciocca risposta dell’uomo non si fa attendere: ” Cerco una persona alta 1,65-1,70 minimo, un ragazzo che porta la taglia 48-50 massimo e una ragazza che porta al massimo la taglia 42. Perché io a queste persone farò indossare dei vestiti adeguati, uguali per tutti, così ci presentiamo bene a lavorare. Ma perché lei com’è? “

Il silenzio e poi, una risata nervosa si poteva percepire tra le parole di replica della disoccupata: “Capisco. No, io indosso la 44-46 e non raggiungo il metro e sessantacinque.”

Immancabile il congedo beffardo dell’uomo: “Mi dispiace infinitamente”.

Se al giorno d’oggi l’assunzione di un lavoratore viene determinata dai centimetri e dai metri è sintomo di una società che sta davvero degenerando, accecata da futili ed effimeri valori.

 E ci si chiede il perché la gente affoga nell’anoressia e nella depressione… .