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UN PO’ DI NOTIZIE INTERESSANTI DAL WEB

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Cari lettori eccomi tornata a voi,
vi presento questa rubrica nuova di zecca che ho ideato per restare sempre informate sulle notizie che gravitano intorno al mondo delle donne con le curve.
Come una sarta girerò il web e taglierò le notizie per poi cucirle qui indicando le fonti.
Così sapremo come sta girando il mondo intorno a noi formose!
Iniziamo…
Da Benessere e Salute.
La visione di una donna formosa genera  nel maschio l’attivazione di un’area del cervello che è la stessa che si attiva quando si assumono droghe.

Che l’esile fisico da modella non sia propriamente quello che più “stimoli” il desiderio sessuale maschile è ormai cosa nota. I maschi preferiscono le donne formose con tante curve al punto giusto. Ma perchè? Perchè l’uomo al cospetto di forme più abbondanti ne viene inevitabilmente attratto?

A svelarlo è il giornale Plos One in seguito ad uno studio condotto negli Stati Uniti. Sono state mostrate, a quattordici uomini, delle foto di donne prima e dopo un intervento di chirurgia estetica che ne ha aumentato e modellato le forme.

Ebbene si è visto che, nel guardare le immagini delle donne “rifatte”, in tutti i soggetti si è verificata l’attivazione di aree specifiche del cervello quali i centri legati all’elaborazione delle ricompense, il nucleus accumbens e la corteccia cingolata anteriore. Il che, detto in questi termini dice poco, se non fosse che queste aree del cervello sono le stesse che vengono attivate in seguito ad assunzione di stupefacenti. In tal senso, dunque, le forme femminili hanno lo stesso effetto di una droga.

Insomma il cervello percepisce la donna formosa come una droga. E chissà che non generi anche dipendenza…

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Da LIbero News

«Evidentemente le donne vere fanno ombra alle modelle grissino e, attraverso i ritorni mediatici, oscurano la presenza di molti stilisti » lo staff Elena Mirò è combattivo e non intende fermarsi di fronte a una porta chiusa. La Camera della Moda di Milano ha escluso il marchio dalle sfilate ufficiali. La linea per taglie dalla 44 in su non piace, « non rappresenta il prêt-à-porter» dicono. Strano, perché soltanto lo scorso anno era stato chiesto proprio a Elena Mirò di aprire la settimana della moda, come messaggio forte che il settore fashion voleva dare al mondo, contro l’anoressia e la e la magrezza in passerella.

Si vede che qualcosa nel frattempo è cambiato, si vede che le ossa sono tornate a essere trendy, si vede che le donne vere non devono essere rappresentate, non hanno diritto a comparire, non sono conformi con l’immagine mediatica che si vuole dare del corpo femminile. Una scelta francamente incomprensibile, per diversi motivi: intanto perché sull’anoressia non si scherza, poi perché vedere sfilare in passerella certi corpi che più che sexy sembrano malati è un pessimo messaggio, ma soprattutto per ragioni di mercato. Lo sapevate che 35 donne italiane su 100 vestono una taglia che va oltre la 48? Se la moda e il made in Italy devono fare cassa e aiutare l’economia a risollevarsi, che senso ha escludere un marchio (che fa 938 milioni di euro di fatturato) che si rivolge a una fetta di mercato così ampia e sempre crescente?

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