magrezza

LA TAGLIA 42 E’ IL BURQUA DELL’OCCIDENTE

burqa.jpgStavo navigando su internet leggendo qua e là quando mi sono imbattuta in alcune dichiarazioni molto forti riguardo la magrezza della scrittrice Fatima Mernissi, sociologa islamica marocchina, che ha definito “la taglia 42 il burqua dell’occidente”.

Lei intende la corsa alla taglia 42 di molte donne in Occidente come una “pazzesca violenza esercitata dai maschi occidentali sulle loro donne, al cui confronto la segregazione dell’harem e il velo – finanche il burqa talebano – sarebbero minor cosa”.

Fatima Mernissi ha raccontato nel libro intitolato L’harem e l’Occidente che si trovava a New York nella vana ricerca di una gonna della sua taglia – di parecchie misure superiore alla 42 – e realizzò che le coetanee (sessantenni) che la circondavano assomigliavano tutte a delle adolescenti e capì che l’equivalente dell’harem e del velo per le donne occidentali sono l’obbligo di essere snelle e apparire giovani per tutta la vita. “Vengo da un paese dove non c’è una taglia per gli abiti delle donne – racconta alla commessa di un negozio – a nessuno interessa la mia taglia in Marocco”.  

fatima.jpgCompro la stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non debbono far altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado: né la sarta né io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. La scopriamo mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco, fintanto che pago le tasse per tempo”.
Fatima ha dichiarato: “La commessa rise allegramente e disse che avrei dovuto pubblicizzare il mio paese come un paradiso per le donne lavoratrici stressate (Fatima e la commessa in foto a sx).

Vuol dire che non controllate il vostro peso?” mi chiese, con una sfumatura di incredulità nella voce. Dopo un breve momento di silenzio, aggiunse con voce più bassa, come se parlasse a se stessa: “Molte donne che lavorano in posizioni ben pagate che hanno a che fare con la moda, perderebbero il loro lavoro se non si tenessero a dieta stretta”.
“Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano tanto crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo mussulmano”, pensò Fatima.

Poi il dubbio è diventato certezza. “Il potere dell’uomo occidentale – scrive Mernissi nello stesso libro – risiede nel dettare quello che una donna deve indossare e l’aspetto che deve avere. Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena (con la reclusione all’interno dell’harem, n.d.A.), l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.

Così la frontiera dell’harem europeo separa la giovinezza bella dalla maturità brutta. Tuttavia, gli atteggiamenti degli occidentali sono decisamente più pericolosi e sottili di quelli musulmani perché l’arma usata contro la donna è il tempo. Il tempo è meno visibile, più fluido, dello spazio. Questo chador occidentale definito dal tempo (è) più pazzesco di quello definito dallo spazio e sostenuto dagli Ayatollah”, conclude Fatima.

 

chirurgia-estetica.jpgDopo aver letto e riflettuto ammetto che condivido pienamente e sottoscrivo..Penso che per una donna di oggi vivere senza farsi condizionare dalla moda e dai mass media che impongono canoni di magrezza assoluta, è davvero difficile.

E’ una violenza continua che dobbiamo sopportare per non aderire a questa dittatura dei corpi magri, perfetti e giovani a tutti i costi. La taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. E non ce ne rendiamo conto…

Continuiamo a inseguire ideali di magrezza e perfezione torturando il nostro corpo e sezionandolo su un tavolo del chirurgo con il bisturi pur di fermare il tempo e sembrare più snelle.

 

Ci infliggiamo queste torture in nome di una bellezza e di una magrezza innaturale calpestando la nostra dignità di donne: di essere come siamo, formose, mature e donne normali. E ci spersonalizziamo completamente.

Io vi dico che dobbiamo lottare per affermare il diritto ad invecchiare, ad ingrassare, a essere donne imperfette ma vere. Questo è il raggiungimento della vera libertà. Quante di noi sono libere veramente?

 

SONO GUARITA GRAZIE A SIMONA SESSA

Care ragazze pubblico la testimonianza di Queen B, una ragazza a me cara che ho aiutato a superare i suoi disturbi alimentari. Ora sta bene e come vedete dalle foto scattate da me è bellissima e orgogliosa delle sue curve.

Questa è la sua testimonianza…

DSC_0055 2.jpg“Ho deciso di raccontare la mia storia,in riferimento ai disturbi alimentari che ho avuto per tutta l’adolescenza, per ringraziare anche la (l’unica) persona che è riuscita a tirarmene fuori.
Molte di voi,che leggerete il mio blog e siete mie amiche su facebook,avrete avuto problemi di linea,o li avete ancora,perchè probabilmente mi avete conosciuta proprio per questo motivo.
Sono cresciuta in una famiglia per la quale devo solo ringraziare Dio,ma che come tutte le famiglie ha i suoi alti e bassi.
I bassi erano appunto il voler raggiungere una sorta di “perfezione” da un lato,per quanto riguarda l’essere i migliori a scuola,sul lavoro,o verso il resto del mondo.
Dall’altro lato,la perfezione fisica.
I miei parenti,dalla parte di madre,sono sempre stati ossessionati da questo “tenersi in forma” “essere in linea” etc etc.. la sorella di mia madre, dopo il cesareo non ha più indossato la 40, e questa ossessione credo che non la lascerà più.
Sapete,le classiche persone che mentre sei a tavola, in un giorno di festa iniziano a dire “no,meglio che non mangi questo” oppure “dai che ci iscriviamo in palestra”.
Non si sono comportati così per un periodo, ma per tutta la vita e continuano a farlo ancora oggi.
In una situazione del genere,aggiungete i media, aggiungete un’età difficile come l’adolescenza.
Ho iniziato la mia prima dieta a 13 anni. A 15 passai un anno davvero infernale, nel quale sfiorai appunto la via del non ritorno. Perdendo 10 chili in un mese, ero debole e dormivo sempre, o piangevo.
CSC_0188.jpgLa tavola era un’ossessione, contavo le calorie, mangiavo foglie di insalata crude e scondite, cenavo con due zucchine bollite,e quando ero a pezzi e non ce la facevo più mangiavo una merendina e andavo a vomitare in bagno. Ricordo a tratti, immagini di me buttata per terra vicino al termosifone perchè morivo di freddo, piangevo perchè tutto questo mi rendeva anche molto depressa, non riuscivo a studiare nulla perchè la mia concentrazione svaniva in poco tempo. Ricordo la fame,di notte, che mi mangiava lo stomaco, e non riuscivo a dormire.
Ricordo la solitudine, l’odio verso me stessa, l’ossessione della bilancia. Dovevo pesarmi ogni giorno, annotarmi in un libretto quanto avevo perso in tre giorni, andare sempre in palestra, correre, correre, aumentare la velocità, aumentare le calorie bruciate.

Non mi venivano le mestruazioni da tre mesi ormai. Non avevo voglia di fare nulla. Parrucchiere, lampade, palestra. Ecco la mia vita che cos’era.. si riduceva tutto a questo: ILLUSIONE.
Arrivai a pesare 55 kg, che non è il peso di una anoressica in fin di vita, ma un peso del tutto innaturale per la mia conformazione fisica.
E poi ebbi un crollo di nervi, non riuscivo più a non mangiare e da lì a passare più tempo a vomitare che a vivere fu breve.
Queste sono le cose che non si dicono, che tutti ignorano di noi. Cose imbarazzanti, che ci fanno apparire deboli.
Io mi sento forte, invece, perchè non solo l’ho superato, ma ora mi amo per come sono, e se mi offrissero la possibilità di cambare il corpo ed entrare in quello di una super modella non esiterei un istante a rifiutare.
A 17 anni, la mia ultima dieta mi portò gradualmente a indossare la 40-42. Il seno,da quarta a terza scarsa, non mi sembrava il mio. Mi guardavo allo specchio, mi sentivo carina ma non attraente, i vestiti mi cadevano bene, ma non mi evidenziavano le curve, che in effetti, non avevo più.
Oh sì, che liberazione indossare il mini-bikini in spiaggia.. Ma ero uguale a tutte le altre. Non ero io.
E poi nel 2009 la scoperta di questo blog di Simona Sessa, una speranza per le ragazze come me intrappolate in corpi che non le appartengono.

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Rimasi affascinata da questa donna bellissima, che non aveva paura di dire la verità: che gli uomini preferiscono le curve e che ne dobbiamo essere orgogliose.

Proponeva immagini di miti come Marilyn, Rita Hayworth, Bettie Page, donne di una bellezza immortale, eterna e prorompente.
Seguendo il suo blog e le sue conquiste, dalla rete alla tv, la conobbi poi di persona quando andai a comprare un vestito nel suo pin up store.
E da li, mi prese come pin up e come amica, trascorsi uno dei periodi più felici della mia vita collaborando con lei per l’associazione pin up del 2000.
Fu lei a insegnarmi ad amare il mio corpo, dandomi la sua forza,la sua voglia di vivere..
Incontrare nel nostro cammino persone così è una vera benedizione.
Lei mi ha cambiato la vita e non lo dimenticherò mai”.
Queen B.
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LA LETTERA SHOCK DI AURELIO: RIVOGLIO LA MIA DONNA IN CARNE

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Salve Simona

ieri ho visto il tuo blog e per un momento ho sentito un vuoto dentro. Ti spiego perché. Ho questa relazione di 4 anni ma da più di 2 anni è diventata malsana .

2 anni fa la mia fidanzata era completamente un’altra donna, una vera donna. Fisicamente era una taglia 48, alta 169, curve in abbondanza con un 8 di seno naturale. L’ho desiderata dal primo momento che l’ho vista: mi sono sempre piaciute le donne formose, a me i chili provocano tanta attrazione e mi scatta quell’ impulso maschile.

Sono attratto solamente da ragazze che hanno un bel pò di chili, e mi piace particolarmente il seno, penso che sia la parte più sensuale nel corpo di una donna. Quelle magre non mi sono mai piaciute.

 Il problema è che 2 anni fa la mia fidanzata rimane “drogata” da Facebook e idiozie del genere  siccome tutte le sue amiche sono secche come un manico di scopa, compresa la sorella e la mamma l’hanno sempre bombardata di critiche perché lei doveva dimagrire. La madre è arrivata al punto di dirgli che, io le avrei detto che se la mia fidanzata non dimagriva  mi sarei cercato un’altra donna.

E’ pura pazzia. E anche per colpa di FB tutto si amplifica, lei vuole apparire bella, e fa una dieta micidiale, arriva a mangiare solo crema di piselli con un the al giorno. In 6-7 mesi perde circa 38 kg, adesso è diventata cosi magra così piccola: da un 8 di seno è passata ad un 1a scandalosa. Ho visto il cambiamento della persona che amavo con tutto il cuore. Ormai da un anno prima di dormire guardo le sue foto di come era prima, e mi manca. Mi manca riabbracciare quella donna che pensavo anche di sposare e amavo veramente.

Ma ormai non c’è più: davanti a me ogni giorno vedo un altra persona con lo stesso nome di prima ma totalmente diversa.

Ma questo non è l’unico problema, diventando più magra è diventata anche infelice, ormai non sorride più, è praticamente una morta. Il sesso non esiste più da esattamente 14 mesi.

Prima facevamo sesso moltissimo ed eravamo felici. Ero così felice che le mie giornate erano divine, tutto il giorno a pensare a lei. Io l’amavo e desideravo lei.

A volte mi chiedo perche è tutto ciò sia successo, perchè le donne non si accontentano mai del loro corpo. Il mio chiodo fisso è che la mia donna di prima non ritornerà più.

E’ strano ma la cosa che noto di questi tempi e che le donne di una volta non ci sono più. Mio Dio come erano belle nostre mamme, vere femmine, invece oggi siamo pieni di queste modelle del cavolo, di queste veline standardizzate.

Non capisco come un maschio possa essere attratto da questo genere di femmina. E  mi chiedo ma nei  maschi di oggi il testosterone che fine ha fatto? Siamo messi davvero male ….. ogni giorno vedo questi uomini con faccia da femmina. Altro che maschioni di un tempo…

Aurelio

Caro Aurelio,

pubblico la tua lettera intrisa di dolore e disperazione che stai provando da ben due anni.

Non ti dai pace per il cambiamento fisico della tua ragazza e capisco il perché. E’ terribile vedere rovinare giorno dopo giorno la donna che ami. Cambiare così profondamente il fisico, l’anima ed il suo carattere. E’ alquanto terribile vederla sprofondare nel baratro dell’anoressia senza poter fare nulla per aiutarla. Tu stai sperimentando la potenza del lavaggio del cervello mediatico a cui tutte siamo sottoposte e chi è più debole soccombe. Come la tua lei. E il dramma che sta vivendo è diventato il tuo dramma quotidiano. Il vederla magra è sofferente ti fa stare male senza sapere come aiutarla.

E’ difficile consigliarti sul da farsi perché il volere tornare alla vita dipende solo da lei. L’aiuto esterno è utilissimo ma dentro di lei deve scattare qualcosa per migliorare la sua vita.

 Falle conoscere il mio mio blog, un’oasi felice di donne che adorano ed idolatrano le proprie curve. Siamo tante. Tantissime e cresciamo a vista d’occhio. Questo blog è conosciuto in Italia ed all’estero come tempio del corpo, del rispetto di esso e della nostra formosità che ci rende uniche e diverse.

Falle vedere le foto delle Pin Up e falle capire che voi uomini preferite la carne…Fai apprezzamenti continui sulle donne formose e vedrai che piano piano la farai riflettere..

Sappi che ti sono vicina.

Simona


13370_1293068370445_1342351816_30851480_1398998_n.jpg (nella foto la stupenda Bettie Page)

NESSUNO VUOLE UNA RAGAZZA SOVRAPPESO

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Cara Simona, ti scrivo con il cuore in mano, perchè nonostante legga il tuo blog da mesi e nonostante tutto quello che so sui disturbi alimentari io ne sono affetta da diverso tempo e non riesco ad uscirne. Non sono un anoressica o un bulimica, ma passo da un eccesso ad un altro. Ho passato gli ultimi tre mesi mangiano solo insalata e brodini: ho perso 13 kg.

Poi questa passata sono stata più depressa e ho ripreso a mangiare normalmente, con sensi di colpa che mi stanno divorando. Non riesco nemmeno a dormire per quanto il mio malessere sia forte. Odio il mio corpo e per quanto io possa dimagrire non mi vedo mai magra abbastanza; mi sento bene con me stessa solo dopo che alla fine di un giornata sono riuscita a mangiare il meno possibile e a muovermi il più possibile. Sottopongo il mio corpo e la mia mente ad uno stress enorme, ma sembra quasi che io stia bene solo così.

Anni fai andai da uno psicologo pr cercare di risolvere questi stessi problemi e sembrò funzionare, ma ora, a distanza di tanto tempo sembra proprio che io ci sia ricaduta, e forse sto peggio di allora. Hai mai provato la sensazione di odiare te stessa perchè non rientri nell’ideale che nella tua testa di sei fatta di te?

Stavo per comprare delle anfetamine su internet poco fa, ma poi mi sono bloccata, conscia del mio errore e ho deciso di scrivere a te: in questo momento non c’è nessuno che capisca il mio malessere, anche perchè mi dicono tutti che faccio bene a dimagrire e di continuare così: in fondo è una società dove la magrezza è sinonimo di salute, successo, bellezza. nessuno vuole accanto una ragazza sovrappeso….

Renata

 

 

Ho vissuto tra bulimia e anoressia nervosa perchè non stavo bene con me stessa. Ho un fidanzato bellissimo, dal fisico scultoreo ed ogni giorno sentir dire da chiunque che a lui farebbe bene uscire con altre ragazze, magre che si vestono in modo fantastico perchè se lo possono permettere, mi ha solo spinto verso questa spirale di morte.

Ho attraversato per ben due volte questa situazione, creando solo disastri al mio corpo… Adesso indosso una taglia 46 e non sto ancora bene, non mi piaccio.

Ogni giorno c’è una ragazza diversa pronta a soffiarmi il fidanzato solo perchè è magra, ma combatto ogni giorno per non cadere…Punto solo sul fatto che sono alta 1,75 e che sono intelligente più di quelle stupide, perchè IO sono un ingegnere.

Elena

 

 

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Care Renata ed Elena,

schiave di questi messaggi fuorvianti e fasulli.

Leggo le vostre lettere e provo immensa pena per ciò che state provando e per il dolore che ogni giorno siete costrette a portare dentro. PER NIENTE.

Mi chiedo per cosa e colpa di chi. Alla fine della lettera Renata scrive“in fondo è una società dove la magrezza è sinonimo di salute, successo, bellezza. Nessuno vuole accanto una ragazza sovrappeso”.

La società ci vuole tutte magre. Perché ve lo siete mai chiesto? Perché il diktat della magrezza e non quello dell’abbondanza?

Perché l’industria della bellezza cadrebbe a picco. Nessuno che compra creme, cremine, barrette dietetiche e altro. Nessuna che va in palestra o fa i massaggi per dimagrire. I chirurghi estetici farebbero la fame… Insomma un mondo che va a picco. Ecco perché ci fanno il lavaggio del cervello. Ecco perché studiano campagne pubblicitarie su Kate Moss e le modelle anoressiche. Per emulazione. Per invogliarci a essere come loro. Perfette, belle vincenti.

Ma questa è solo la facciata. E noi donne ci cadiamo. Cominciamo a credere di essere grasse, ci vergogniamo e soffriamo per cosa???

Per poi capire quando siamo più grandi che gli uomini sognano donne con le forme, piene di curve. Loro le magre non le desiderano. Non sono oggetti del desiderio. E se dimagriamo allora perdiamo tutto il nostro sex appeal per piacere solo alle donne condizionate mentalmente.

Potessi farvi vedere quante lettere mi arrivano di uomini che non ne possono più di donne ultra magre. Sognano la pancia, i rotolini, cellulite e carne da toccare. E questa è la verità. Non sto raccontando assurdità.

Leggete quanti annunci personali nel mio sito Donne formose di uomini che desiderano compagne formose (www.donneformose.com)

E guardate questo bellissimo video della Dove sul famoso lavaggio del cervello di cui vi parlo. La protagonista è una bella bambina sana che non sa cosa sta per succedere… Il lavaggio mediatico a cui dovrà resistere o soccombere…

Questo è quanto è accaduto a tutte noi. Ascoltate chi come me ci è passata con 20 anni di bulimia… Io non ho alcun motivo di mentirvi.

Svegliatevi e guardate la realtà come nel film Matrix. E’ tutta una illusione. Inutile e pericolosa per la nostra salute. Pillola rossa o blu??

DONNE E CORPI NEL CORSO DEGLI ANNI

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Guardando le donne scheletriche di oggi, che popolano le passerelle, i giornali e la tv mi sono sempre chiesta cosa abbia mai potuto giustificare un così netto mutamento nel costume delle donne. Eppure un tempo si adoravano altre donne, più fisiche, più in carne. Si amavano e si idolatravano. Perché la donna era una persona  da ammirare, desiderare, rispettare. Insomma una Dea.

A guardare quelle di oggi, fantasmi di sé stesse, il pensiero è l’esatto contrario. Penso a una donna umiliata, menomata, offesa, derisa e decisamente anti-femminile. Il percorso che ha accompagnato questa lenta ma continua mutazione si è originato negli anni ’60 con eroine come Twiggy e Andrey Hepburn fino ad arrivare alle varie Kate Moss e Victoria Beckam di oggi. Spettri di donne felici: le Pin Up con le curve e sex symbol degli anni ’50.

Tra le opere storiche che hanno esaltato la donna nella sua massima bellezza troviamo la Venere di Botticelli e di Milo i cui morbidi fianchi sono un ricordo di quanto la donna in carne fosse l’unico modello per tutte.

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Ma il nostro viaggio inizia a fine ‘900 quando i primi nudi fecero scalpore grazie alle opere fotografiche di Jean Agelou. Conosciuta dai collezionisti di immagini erotiche, l’opera di questo fotografo francese che ha realizzato moltissime immagini di grande qualità di nudo femminile a inizio 900, è ormai passata alla storia. In tempi sbiaditi come i nostri osservare quei corpi così torniti e felici fa quasi scalpore pagonandoli a quelli in voga oggi.

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Anche gli anni ’20-’30 hanno esaltato corpi più che in carne, rotondeggianti con pancette impertinenti e glutei generosissimi. Leggiadre donnine in veli e foulard morbidi e vaporosi accompagnavano ogni rotondità in maniera così naturale da sottolineare tutta la carica sensuale delle donne alle prime armi in fatto di streap tease.

Ma gli anni ’40-’50 sono stati quelli in cui la donna ha raggiunto il massimo splendore e la femminilità più incisiva. Corpi come quelli di Bettie Page, Sophia Loren, Marilyn Monroe, Jane Russell rimarranno impressi come un marchio nel nostro cuore. Mai nel corso degli anni successivi si sono affermate donne più sexy e femminili. Consacrati come miti restano ancora oggi un modello da imitare per diventare delle vere Femmine. Eroine di una sensualità che ha fatto epoca.

tw.jpgGli anni ’60 sono stati la debacle per il modello di donna maggiorata e con le curve grazie all’affermazione di donne come Twiggy e Andrey Hepburn che hanno dato un’impronta di eleganza raffinata e chic alla loro immagine grazie al look che sfoggiavano. Corpi magri al limite dell’anoressia, Audrey anoressica e con disturbi alimentari e idem si dice di Twiggy che non ha mai ammesso di essere malata.

Con loro due inizia il percorso della moda italiana che nel giro di più di 50 anni rivoluzionerà il costume femminile fino a modificarlo per sempre. Da Cindy Crawford a Noemi, da Claudia Chiffer a Elle Mcpherson, le modelle che avevano iniziato a essere più magre ma conservando le curve e le rotondità, seppur accennate. Il modello proposto dalla moda era irraggiungibile ma comunque più umano e rassicurante.

Poi si è andati oltre, oltre alla magrezza c’è solo l’anoressia. Corpi magri anoressici o in stile anoressia per lanciare modelli improbabili e assurdi di bellezza. Totalmente discostanti dai canoni della donna mediterranei.

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50 anni di inferno, di lavaggio del cervello. 50 anni in cui l’industria della bellezza ha dettato legge. Tutte le donne omologate: magre, con seni e labbra rifatti, senza pancia, senza cellulite.  Una guerra costante e che ha portato molte donne all’ossessione, ai disturbi alimentari, all’anoressia e alla bulimia.

Oggi le cose stanno cambiando. Impazzano le modelle plus size, le donne sono stanche di aderire a modelli che non gli appartengono e gli uomini rivendicano le donne formose e la loro razione di “carne!”.

Incrociamo le dita in nome di un ritorno di femminilità e corpi formosi, felici e salutari.

In Italia sono in pole position per la riaffermazione di un modello di donna più sana e naturale. Ho creato l’associazione pin Up del 2000 per combattere anoressia e bulimia www.pinupdel2000.com

NON SEI ALTA E MAGRA? ALLORA NON TI ASSUMO

Lavoro: “Alto e magro?”… “No” … “Mi spiace”.

Quando magrezza e altezza diventano requisiti decisivi in un’assunzione lavorativa come apprendista parrucchiere.

22149_1270114203779_1557577168_675649_4474984_n.jpgQuesta è la storia di una discriminazione a carico di una giovane disoccupata di nome Vanessa (in foto). Essere alti e magri è una “fortuna”: Si è più attraenti fisicamente, si può indossare e mangiare quello che si vuole senza sentirsi in colpa… E perché no?  Non si è tagliati fuori da una selezione lavorativa.

Niente a che vedere con lavori da fotomodello o da cubista da discoteca e simili: Tagliati fuori dall’aspirazione di un posto di lavoro comune, che non richiede tali requisiti, tipo un lavoro da parrucchiere.

Tempo di crisi, questo 2010. Una diffusa disoccupazione alimentata ancora di più da discriminazioni di questo genere. Discriminazioni da ritenersi uguali alle discriminazioni razziste, decisamente banali.

E’ la storia di una ragazza che, come tanti giovani e meno giovani di oggi, sta aspettando soltanto il momento di essere assunta. Agenzie interinali, ufficio di collocamento, passaparola, internet: ogni modo è buono pur di trovare annunci che catturino la sua attenzione.

Un annuncio su internet appariva, agli occhi della ragazza neodiplomata, l’occasione giusta per ricominciare a lavorare.

Cercasi parrucchieri qualificati e non” e la giovane, leggendo simili parole, non perde altro tempo: telefonino in mano, compone il numero telefonico scritto sovraimpressione.

n1557577168_140396_3774.jpg“Salve, ho letto un vostro annuncio in internet e volevo dirle che sono interessata alla vostra offerta lavorativa e anche se, purtroppo, non ho esperienza nel campo, mi piacerebbe imparare il mestiere”. La ragazza si presenta così al potenziale datore di lavoro, aspettando una sua risposta.

“Si, salve! Non ha esperienze? Va bene, ma non è questo che m’interessa. Lei pensa di avere una bella presenza? No perché, come lei sa, per intraprendere questo mestiere bisogna presentarsi in una certa maniera, perché il mondo della parrucchieria richiede una particolare estetica”.

La risposta del parrucchiere non è chiara alle orecchie della giovane che subito chiede spiegazioni: “In che senso, bella presenza? Io mi ritengo una bella ragazza, poi bisogna vedere cosa intende lei con questa frase! Per me la bellezza è soggettiva e dipende da tante cose. Perché lei cosa cerca?”

E la risposta, la sciocca risposta dell’uomo non si fa attendere: ” Cerco una persona alta 1,65-1,70 minimo, un ragazzo che porta la taglia 48-50 massimo e una ragazza che porta al massimo la taglia 42. Perché io a queste persone farò indossare dei vestiti adeguati, uguali per tutti, così ci presentiamo bene a lavorare. Ma perché lei com’è? “

Il silenzio e poi, una risata nervosa si poteva percepire tra le parole di replica della disoccupata: “Capisco. No, io indosso la 44-46 e non raggiungo il metro e sessantacinque.”

Immancabile il congedo beffardo dell’uomo: “Mi dispiace infinitamente”.

Se al giorno d’oggi l’assunzione di un lavoratore viene determinata dai centimetri e dai metri è sintomo di una società che sta davvero degenerando, accecata da futili ed effimeri valori.

 E ci si chiede il perché la gente affoga nell’anoressia e nella depressione… .

 

UNA MADRE ANORESSICA CHE SPINGE ALL’ANORESSIA

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Ciao Simona,
sono Martina ed è la seconda volta che provo a scriverti. Innanzittutto permettimi di dirti che ti ammiro moltissimo, ti seguo da più di un anno e da allora non ho perso occasione di “pubblicizzare” alle mie amiche il tuo blog..che trovo davvero fantastico.
Oggi ti voglio chiedere un consiglio, e la questione riguarda una mia carissima amica. Praticamente da quando la conosco ha sempre avuto complessi circa il suo peso, e l’ho sempre vista in un regime di dieta ferrea, in cui quasi tutto era bandito. Conoscendola meglio ho capito tante cose e posso dire con una punta di orgoglio di averla aiutata almeno un po’ ad uscire dai suoi (inutili) complessi. Le ho prestato un libro di un noto psicologo che approva pienamente la tua teoria (viva la carne..perchè come dice anche lui:” la moda dell’anoressia piace solo a noi donne, non agli uomini..”) e le ho indicato il tuo sito..che dire, ha cominciato a piacersi un po’ di più.

Ma qui il problema è un’altro: sua madre. L’ho conosciuta un paio d’anni fa ed è una delle tipiche donne in carriera eccessivamente ansiose, nervose, che più magre non si può e perennemente in dieta. La mia amica recentemente ha messo su 5 chili che finalmente l’hanno resa una donna: un po’ di seno e fianchi, un bel sedere, invece che un corpo dritto come l’aveva prima.

Che dire, adesso con una 44 (per 1.68)è decisamente molto più bella di quando portava la 38-40: da adesso ha cominciato ad avere molti più tipi che le ronzano intorno, ulteriore prova che agli uomini èiacciono le curve. Ma a sua madre questo non va bene: la sminuisce, le dice cose orribili del tipo: “ma guarda quanto sei grassa, smettila di mangiare, se continui cosi rimarrai zitella, eri tanto meglio prima..”.

La mia amica si sente frustrata, e così ha ricominciato a non mangiare, col risultato di essere alquanto infelice. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando sua madre le ha proibito di uscire perchè la riteneva troppo grassa.. non ci ho voluto credere, eppure ho avuto conferma diretta di quello che ha detto, perchè l’ha detto pure davanti a me.

Ma come si fa? Mia madre mi ha sempre detto mangia, mentre questa incita la figlia a non mangiare.. perchè? Ha una 44, è finalmente SANA. Eppure, anche se continuo a ripeterle che sua madre sbaglia a comportarsi così, che non la deve ascoltare, la mia amica giustamente si sente sminuita. Molto spesso l’ho trovata che piangeva e mi si spezzava il cuore nel vederla così abbattuta.
Avendo poi rischiato di entrare nel tunnel dell’anoressia (era magra da far spavento un paio d’anni fa..) ho paura che possa essere così influenzata da sua madre che ci ricaschi sul serio.Le ho proposto di andare al consultorio con me, per vedere come si può risolvere la faccenda, anche perchè io non ho nessun diritto e potere di immischiarmi parlando con sua madre, che non conosco benissimo.

Tu che ne pensi? Io credo sia un’oscenità che una madre, per quanto in buona fede, sminuisca una figlia che è SANA e non ha NESSUN PROBLEMA. Resta anche il fatto che entrambe doniamo il sangue e i dottori ci raccomandano sempre di mangiare..e non di digiunare.
Ti ringrazio e ti mando un bacio. continua cosi!
Martina

Cara Martina,

sono letteralmente senza parole…La tua amica è vittima di  una madre ANORESSICA. E’ inutile girarci intorno: dico subito quello che penso per centrare subito il problema. E’ la madre il problema della tua amica.

Il lavaggio del cervello che le fa quotidianamente la sta cambiando sino a renderla infelice. A non amarsi e a non accettarsi. La madre non accetta che la figlia porti la 44 di taglia e sia serena perchè la vorrebbe infelice come lei. Isterica, nervosa, sempre alla ricerca di dimagrire ossessivamente. Ecco perchè proietta sulla figlia le sue ossessioni, le sue ansie ed i suoi desideri. Lei vuole essere magra e deve volerlo anche la figlia. Deve essere ossessionata come lei in questa folle corsa verso la perfezione. E se la tua amica prova a ingrassare raggiungendo un equlinbrio allora è la madre a perdere la tranquillità ed a spingerla verso una infelicità più totale. Come quella che prova lei.

Purtroppo qui a curarsi dovrebbe essere sua madre che sta rovinando l’esistenza a sè stessa ed alla figlia. E’ la signora ad avere bisogno di curarsi e ad uscire dall’anoressia nervosa che proietta sulla figlia stessa.

L’unica cosa che puoi dire alla tua amica è di NON ascoltare la madre perchè è malata. Di non ascoltare e soffrire per le cose folli che le impone ma soprattutto non credere ai suoi discorsi sulla magrezza. La carne è sinonimo di abbondanza, procacità e prosperità. E che mangiasse senza problemi. La vita è una. Quando saremo nella tomba vedrai quanto durerà il nostro digiuno…

Simona

 

6 ANNI DI BULIMIA: RACHELE RACCONTA

 
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Cara Simona,
ho da poco conosciuto il tuo lavoro attraverso il sito internet www.womanshop.it

Dalla semplice ricerca di un vestito (arrivatomi splendido e fantastico come da foto!)mi si è aperto un mondo nuovo, grazie, soprattutto al tuo blog.
Sono una ragazza di 20 anni, porto una 46 e sono alta 1,68. Per 6 anni ho sofferto di bulimia,ho passato le “pene dell’inferno”, odiando il mio corpo e quello che significava, disprezzando le mie curve e la loro naturale rotondità. Giorno dopo giorno, maledicevo me stessa, i miei genitori e le mie radici, colme di donne mediterranee e formose.
Ho passato mesi ad escogitare modi sempre più assurdi per perdere peso, rassodare,assomigliare alle tante modelle che la televisione, i giornali e la moda fanno passare per donne “perfette”,”chich e desiderabili” e tutto per un unico motivo: la loro magrezza.
Poi, un giorno, ho capito. Non riesco ancora a capacitarmene, ma ho iniziato a vedermi con occhi diversi,ad apprezzarmi per quello che sono,ogni giorno un po’ di più. Ho ricominciato a mangiare in modo normale,o quasi,e a ribilanciare il mio peso.
Credo che, semplicemente, abbia iniziato ad amarmi.
Poi, circa 5 mesi fa, ho incontrato un ragazzo meraviglioso, straordinario, soprattutto per il suo cuore, nonchè l’aspetto da tipico tedesco, biondo,occhi chiari (ed infatti è tedesco al 100% 🙂 che, poche settimane fa, mi ha confessato di amare il mio fisico morbido e ben proporzionato, perchè secondo lui le ‘stick girls’ non hanno nulla di attraente o provocante.
Non posso esprimere come mi sia sentita….Come se tutti i fantasmi del passato siano scomparsi. Avevo cambiato il rapporto con me stessa già tempo fa,ma questa sua dichiarazione mi ha aiutato ancora di più a sconfiggere l’incubo del non sentirmi ‘apprezzata ‘o, semplicemente, sicura di me stessa.
Vorrei ringraziarti per tutto il lavoro che hai fatto,stai facendo e farai in futuro.
La società di oggi è una società malata ed ha bisogno di una cura. Non esistono più valori,e i cannoni di bellezza sono al limite del ridicolo. Come possono essere considerate belle modelle gravemente sottopeso?
Non sto parlando di ragazze naturalmente magre ma di chi si ostina a maltrattare il proprio corpo per rientrare nello “standard”.
Se ci fossero più persone come te e con la tua stessa voglia di lavorare, credo che questo mondo inizierebbe a cambiare 🙂
Un caro saluto,
Rachele.
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Cara Rachele,
che bella lettera. Piena di amore, antusiasmo, goia e serenità. Finalmente sei arrivata ad amarti. Ed il tuo percorso è stato difficile e doloroso come tante di noi. Ma anche tu sei salva, hai superato il guado percoloso del fiume.
Il mio cuore si riempie di gIoia perchè so che un’altra ragazza è al sicuro.
Capisco quanta sofferenza e quanti pianti hanno accompagnato i tuoi anni di bulimia e ti dico che da questa malattia si può guarire. Come sei guarita tu, io e tante altre.
Prima o poi si inizia a ragionare. Vedi ciò che la società ci propina è “marcio”, sbagliato, innaturale ed insano. Ma per tanti è “legge”. E’ difficile pensare con la propria testa ma quando questo accade allora e solo allora ogni confine della mente scompare. si dissolve: come per magia.
E’ solo una questione di tempo.
Sono felice della tua testimonianza.
Grazie. Ti voglio bene.
Simona

UOMINI E DONNE NATI PER AMARE LE ROTONDITA’

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Cari amici eccomi tornata nell’angolo della Posta.

Sono tante le lettere che mi arrivano. Mi scuso se non rispondo subito e a tutte ma vi assicuro che le leggo. TUTTE. Ovviamente scelgo quelle che mi fanno sorridere, piangere e mi commuovono..

Stavolta vi posto la lettera di Guido che finalmente ha trovato la sua lei con le curve e lo sfogo positivo di Sara che sta iniziando ad amarsi. Ho le lacrime agli occhi per le parole di Sara perché mi accorgo sempre più che il mio modo di farvi ragionare e parlarvi porta sempre più i frutti…Altro che anni di psicoterapia e medicinali…Per accettarsi basta veramente poco…

Sono felice che altre due persone siano sulla strada di felicità, ma io care ragazze e donne vi ci porterò tutte prima o poi…Sono due lettere che si commentano da sole e che ridanno speranza a tante di voi disperate…

Per amarvi non serve altro. Avete tutto quello che vi serve. La volontà e l’amore: ma LE VOSTRE. E indirizzatele verso di voi. Siete dei bozzoli meravigliosi e quando sboccerete capirete quanto valete. ..

 

Simona

 

Giusto per dirti BRAVA Continua a fare quello che fai e lotta duro contro le magrone e anoressiche che intossicano le menti delle ragazze italiane!!!

Una smagliatura o qualche chilo di troppo sono solo sintomo di 3 cose a mio avviso:
1)Simpatia
2)Sanità mentale
3)Voglia di vivere

Evviva le donne come te, belle, tante, allegre e desiderabili!

A 26 anni dopo una ricerca disperata di una fidanzata fisicamente attraente ho trovato il vero amore con una ragazza formosa, con la pancina e un sorriso dolce che solo una forchettata di spaghetti in più può donare ad una donna

detto questo ancora COMPLIMENTI VIVISSIMI

e una preghiera

quando vieni in Toscana?

Saluti

Guido

 

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Ciao Simona,
come va?

Ho trovato il tuo blog/sito per caso qualche giorno e devo farti i miei complimenti, ho letto parecchie lettere e le tue risposte e questo tuo cercar di far capire alle donne/ragazze che avere qualche kg in più e le forme è bello e piacevole sia per gli uomini ma sopratutto per se stesse e quindi il saper accettare il proprio corpo è utilissimo proprio per l’autostima di sè..

Sono sincera io non sono felicissima del corpo che ho, proprio perchè mi vedo grassa, ma devo essere altrettanto sincera dicendo che da quando ti leggo sto cambiando il punto di vista con cui mi guardo..

Sembrerà stupido ma mentre ti leggo a volte sono in ufficio e dopo vado veloce in bagno e mi guardo allo specchio i fianchi, la pancia e pian piano mi sto apprezzando sempre un pochino di più!..

Comunque sono in allenamento per arrivare al punto di accettare il mio corpo ma se prima puntavo a una 42 scarsa (cosa che non ho mai avuto,io ho sempre avuto una 42 abbondante (sono ingrassata di ben 8kg nell’ultimo anno per vari motivi) ) ora voglio arrivare a una 44 giusta, che penso che come taglia sia più che giusta per il mio fisico..

Ieri ho parlato al mio ragazzo di come inizio a vedermi e mi fa “alleluja finalmente inizi a ragionare” ahahah infatti lui mi dice sempre che le mie curve sono bellissime ma io ovviamente non piacendomi mai mi sentivo sempre presa in giro e invece ora leggendo ciò che scrivi e anche le foto di altre donne in carne ma belle davvero capisco che non mi prende in giro e davvero gli piaccio. E questo mi ha dato quel pizzico di autostima in più!..

Scusami per la lunghezza estrema del messaggio ma volevo dirti tutto quello che ho pensato in questi giorni e farti capire (anche se penso che già lo sai) che davvero è utile quello scrivi e come a me chissà a quante donne può servire per avere quell’autostima che per anni non c’è mai stata!..

Davvero grazie! un abbraccio e continuerò a leggerti! ciao!”

Sara

QUESTO SARA’ L’ANNO DELLE DONNE MORBIDE E ROTONDE

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Leggete questo articolo pubblicato oggi su Sei di Moda. Stupendooo

 

“In passato ci aveva provato la Dove a fare una campagna pubblicitaria con donne normali. Ma non era bastato a cambiare le cose: Kate Moss è sempre un’icona e Ralph Lauren ha di recente ritoccato una modella per la sua pubblicità fino a renderla innaturale.

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Per non parlare di Demi Moore, che non ha esitato a farsi amputare un fianco con Photoshop per apparire magra o dei proclami di Karl Lagerfeld a favore della taglia zero. Però si è capito che la tendenza stava cambiando quando Beth Ditto, voce extralarge senza complessi dei Gossip, è diventata un’icona fashion.
Insomma, con qualche sforzo il modello vincente “pelle e ossa” potrebbe tramontare. Lo dimostra il numero speciale delle rivista di tendenza V Magazine. The Size Issue mostra per la prima volta modelle debordanti, con curve e abiti super sexy. Corsetti di Dolce & Gabbana, lingerie di Agent Provocateur, costumi di Gucci indossati fieramente sopra a pance prominenti, fianchi generosi e maniglie dell’amore. 

Possiamo dunque considerarci definitivamente fuori dalla schiavitù della taglia zero? Purtroppo la strada è lunga e difficile, ma siete davvero convinti di mettervi a dieta dopo le feste?
Fotografo: Solve Sundsbo – Styling: Nicola Formichetti – Modelle: Candice Huffine, Marquita Pring, Michelle Olson, Tara Lynn, Kasia P. “

Il servizio apparirà su V magazine, in vendita dal 14 Gennaio www.vmagazine.com

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Il video del servizio fotografico è qui: