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PIN UP STORE: IL REGNO DELLA SEDUZIONE E DELLA FEMMINILITA’

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Il regno della seduzione e della femminilità. Un’oasi per ritrovare la voglia di vestirsi esaltando le proprie curve.

Il crocevia del Pin Up e Burlesque Style dove trovare articoli importati dall’estero. 

Un mondo dedicato alle donne con le curve orgogliose della loro prorompente fisicità. Questo e tanto altro ancora è il Pin Up Store, il 1 d’Italia, ideato da Simona Sessa, giornalista, blogger e scrittrice, da sempre grande appassionata di Pin Up style.

Una nuova tipologia di negozio, mai esistita in Italia, che ricalca gli show room degli anni ’40-’50, regalando sempre emozioni raffinate e mettendo sempre al primo posto la donna e le sue curve.

Un regno ovattato della femminilità dove ritrovare la vera ed intima essenza di ogni donna.

Il termine Pin Up Store significa quindi: negozio della Pin Up e della Burlesquer di oggi con tutti gli articoli più sexy ed innovativi per il mercato italiano. Un punto di incontro per le donne che desiderano esaltare la propria sensualità, femminilità e le loro forme. Un vero e proprio Shop Vintage dove trovare anche gli articoli più introvabili in Italia.

Quotidianamente lo Staff di Simona Sessa seleziona da tutti i produttori mondiali articoli e prodotti a marchio che entrano a far parte del Pin Up Store e che sono quindi acquistabili dai  clienti e dai rivenditori del Pin Up Store d’Italia.

Dall’apertura ad oggi lo shop si è arricchito di tantissimi articoli preziosissimi e indispensabili per le donne di oggi in chiave Pin Up. Ecco perché il concept del Pin Up Store è diventato un sinonimo di garanzia. Gli articoli scelti dalla Sessa sono perciò scelti, inseriti nel Pin UP Store e commercializzati. E stanno raccogliendo molti consensi perché sottolineano la femminilità di ogni donna.

Lingerie, abiti, scarpe, lingerie, accessori mai volgari. Erotismo Doc e patinato come quello delle donne anni ’40 e ‘50. La dimensione in cui viaggia lo Store è quella delle Pin Up americane come Marilyn Monroe, Bettie Page, Jane Russell.

Un’atmosfera ovattata, Burlesque e Vaudeville che ha sempre al centro dell’interesse la donna. Esaltare il sex appeal di tutte è la missione del Pin Up Store educando le donne ad un nuovo rinnovamento di costume.

Inoltre lo Store è il negozio dove trovare abiti e vestiti per donne formose e con le curve: in Italia non esiste uno shop di questo tipo. Anche abiti, lingerie, calze per taglie Plus Size, XXL, XXXL e accessori per donne super formose.

Il marchio Pin Up Store è registrato e protetto e identifica questa tipologia particolare di negozio.

Il Pin Up Store ufficiale di Simona Sessa è ad Ancona, in via Tiziano 21 e si riceve solo su appuntamento. Info line 333 7499566.

 

A breve l’apertura del 1 Pin Up Store del Lazio, autorizzato da Simona Sessa, in via Gino Capponi 70, zona S. Giovanni, Roma. Info tel 06 7802819.

 

 

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HANNO COPIATO IL MIO PIN UP STORE: IL MARCHIO E’ MIO

completo.gifCari amici sono qui per parlarvi di una brutta avventura che mi è accaduta e che sto cercando di risolvere.

Come voi ben sapete il mio Pin Up store di Ancona è il 1 d’Italia e ormai da anni ho acquisito una vasta clientela sia in Italia che all’etero. Ebbene a Salerno hanno aperto un negozio che si definisce Pin Up store e non è stato autorizzato da me.

La titolare del negozio la sig. Quaranta ha copiato il mio marchio, il mio concept, il mio sioto, i miei slogan e ha millantato esclusive con il mio brand Femmina Pin Up che non ho mai concesso.

Ovviamente io ho smentito tutti gli articoli e ne è nato un caso, una polemica.

Qui trovate i miei articoli di smentita:

http://www.salernomagazine.it/index.php/archives/6100

 

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/caserta/notizie/shopping/2010/8-giugno-2010/simona-sessa-il-primo-pinup-store-mio-mi-stato-rubato-marchio-1703164455894.shtml

E qui un riassunto di ciò che è accaduto:

Chiarisco che ho creato tre anni fa il 1 Pin Up Store d’Italia con il sito www.womanshop.it e lo show room in Ancona.

 

Ho una clientela vasta e vendo al pubblico ed ai rivenditori. Mi conoscono ormai in tutta Italia ed all’estero.

La signora Quaranta era una mia nuova rivenditrice ed una volta sola ha acquistato i prodotti dicendomi che li avrebbe rivenduti nel suo negozio di Salerno.

Mi prospettò la sua volontà di diventare esclusivista per la città di Salerno del mio brand e dei miei prodotti Femmina Pin Up oltre che l’interesse di creare un Pin Up Store in affiliazione con il mio Pin Up Store di Ancona.

Le risposi che ne avremmo parlato. Non l’ho più rivista.

 

Giorni fa ho aperto internet e letto i numerosi articoli dove la signora si esprimeva come se l’affiliazione fosse avvenuta.

Ha copiato il nome Pin Up Store che è un mio marchio registrato, ha affermato di avere l’esclusiva di zona per il mio marchio Femmina Pin Up (senza alcun contratto che lo attesti) e ha fatto credere di avere avuto lei l’idea del Pin Up Store. Cosa che invece non è così perché il progetto Pin Up Store è regolarmente protetto e l’ho ideato io e la mia associazione culturale (www.pinupdel2000.com)

Il progetto Pin Up del 2000 ed il Pin Up Store è nato per combattere anoressia, bulimia e disturbi alimentari.

 

Riguardo al mio Pin Up store tre anni fa ho creato il 1 Pin Up Store d’Italia ad Ancona: ovvero un web shop ed uno show room che raccoglie tutti gli articoli e prodotti interamente dedicati al Burlesque ed al Pin Up style.

Il termine Pin Up Store si intende negozio della Pin Up e della Burlesquer di oggi con tutti gli articoli più sexy ed innovativi per il mercato italiano. Un punto di incontro tra la donna e la ragazza che desiderano esaltare la propria sensualità, femminilità e le loro curve. Un vero e proprio Eros Shop Vintage dove trovare anche gli articoli più introvabili che non si trovano in Italia.

Il Pin Up Store è diventato un vero e proprio concept commerciale arricchito dalla campagna pubblicitaria marketing e commerciale ideata da me nonché dalla mia immagine pubblica, promotrice in Italia del Pin Up style. E’ un’idea nata per combattere anoressia e bulimia e rilanciare un modello di donna più in carne e sana, obiettivo della mia associazione culturale Pin Up del 2000.

 

Il marchio Pin Up Store è stato studiato appositamente per comprendere e caratterizzare questa nuova politica commerciale ideata da me.

E’ per questo che il marchio oltre a essere nominativo con la scritta in carattere di fantasia Pin Up Store è anche figurativo e raffigura una Jessica Rabbit disegnata in posa sexy.

 

Ho presentato domanda di registrazione  e sono  quindi legittima ed esclusiva titolare del marchio Pin Up Store e dell’attività commerciale ad esso legata.

La registrazione è completa ed effettiva ed è avvenuta in data 9 Febbraio 2010.

Da quel momento il marchio diventa di proprietà di chi lo deposita come la legge stabilisce.

E quindi il termine Pin Up Store non può essere quindi usato per denominare alcun negozio come quello della Quaranta.

 

 

Infine, riguardo al sito web del negozio è stato letteralmente copiato dal mio www.womanshop.it nei testi, slogan e concetti. Testi di cui sono l’autrice e pubblicati nel mio libro Pin Up del 2000 edito da Lulu. Interamente copiato.

Ora nell’Home Page del suo sito compare la scritta “Sito in manutenzione – A breve on line”.

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Conclusioni: mi fa molto piacere che qualcuno mi abbia copiata perché questo dimostra la validità del mio Pin Up Store e la genialità della sua creazione ma mi spiace che siano spesso i campani (miei conterranei)  a operare questi meccanismi verso persone serie e oneste.

Mi duole dire questo perché sono di Napoli ma sono estremamente corretta nella mia attività. E lo ero anche quando vivevo a Napoli.

Purtroppo molte persone del Sud hanno il concetto radicato nella testa di fregare gli altri, di essere più furbi degli altri. E provare a fregare. Questo è un atteggiamento da cui prendo le distanze nonostante sia Campana e so che esistono tanti altri cittadini del posto onesti e dignitosi come me nell’esercizio della propria professione. Ovviamente la questione non si fermerà qui e aderirò alle vie legali per il risarcimento dei miei diritti lesi.