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SCUOLE DI BURLESQUE: RIFLESSIONI E DINTORNI

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Riflettendo qua e là mi sono accorta che tante scuole di Burlesque sono spuntate come funghi. Corsi settimanali, mensili, workshop, eventi: insomma il burlesque è diventato un affare d’oro. Eh, si un business grande e remunerativo per tante persone.

Perché dico questo? Semplice: perché il Burlesque, ovvero l’arte dello spogliarello goliardico e artistico in chiave anni ’40, è diventato di moda. Una vera e propria moda dilagante. E così i corsi si sono moltiplicati e le “docenti”, a parte qualcuna veramente preparata, si sono centuplicate. Pseudo insegnanti che si prefiggono di insegnare queste prestigiosa arte che ha consacrato donne come Tempest Storm nella storia dello spogliarello d’autore. Donne e ragazze che “improvvisamente” si sono messe ad insegnare pur non avendo la qualifica sufficientemente conquistata sul campo. Ma la cosa ridicola è che insegnano in scuole di alcune delle città più importanti d’Italia.

burlesque_lead_wideweb__470x3120.jpgLa loro peculiarità? Hanno sdoganato definitivamente il Burlesque a tutte le categorie di donne. Casalinghe, parrucchiere, impiegate, professioniste: tutte ad imparare lo spogliarello Doc. Sapete le risate che mi faccio quando vedo l’insegnante fotografata con le sue allieve intorno?

Donne datate e con un fisico che certo non si presta al Burlesque perché l’occhio vuole la sua parte e si richiede un corpo armonico e proporzionato. E allora come mai la maestra non ha distolto certe donne non idonee dall’iscriversi?

Come mai hanno accettato le loro iscrizioni mettendole in ridicolo? Eh si, perché provo pena nel vedere donne confuse, dalla faccia forzatamente divertite campeggiare in foto addobbate come alberi di Natale. Provo orrore a pensare che per soldi nessuno ha fermato queste povere “vittime” spiegando che spogliarsi con i pastease non avrebbe certo aiutato a sedurre il marito ma che era necessario un lavoro interiore e poi estetico.

Ora, a parte le donne che sono professioniste che  fanno il Burlesque  per lavoro, non capisco a cosa possa servire a una casalinga con qualche ora libera di sera imparare a sculettare in perizoma e piume di struzzo. La cosa mi fa veramente ridere. Perché è chiaramente questo l’aspetto del business: insegnare anche alla donna meno idonea a spogliarsi su un palco. Per il marito in privato..Mi viene da ridere immaginando la scena..

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La cosa più assurda? Molti di questi corsi di Burlesque si definiscono corsi di seduzione.

Ma sapete veramente  cosa è la seduzione? Per prima cosa non è legata a indossare un bustino con una stola di piume.

La seduzione è una cosa che può anche essere slegata dal burlesque e spesso lo è. Allora cosa si insegna in  questi corsi? La seduzione?

Ma poi chi la insegna? La vent’enne di turno? Eh no..Qui non ci sto. La seduzione può insegnarla chi si è conquistata il titolo sul campo e chi ha maturato esperienza tale negli anni da averla provata con successo su sé stessa.

Diffido sempre di chi si propone esperta e si “butta” sulla moda del momento per fare un business. Ma di queste persone ahimè ce ne sono tante…Troppe…

A chi mi chiede se insegno Burlesque nei miei corsi di seduzione e cosa insegno ricordo che ho attivato un corso di seduzione e femminilità da anni. E non esisteva alcuna moda del momento. Insegno via cam, con lezioni private e di gruppo come si è sexy e sicure di sé.

Partendo da un percorso psicologico per arrivare al look, lingerie e abiti. Al max faccio laboratorio di Burlesque ovvero visione di Dvd d’epoca Burlesque con le artiste di un tempo oppure di dvd dove una nota performer straniera insegna passo dopo passo.

Se interessate ai miei corsi che si tengono via cam oppure privati o di gruppo ricevo ad Ancona nel mio Show Room.

Scrivetemi a simonasessa@pinupstore.org

 

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LA FEMMINA DELLE FEMMINE: JANE RUSSELL

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Sono profondamente attirata da tutte le Star e donne sexy degli anni quaranta e cinquanta ma una donna che ha lasciato un segno indelebile dell’immaginario erotico degli uomini e nella mia vita è sicuramente Jane Russell. Bella, esplosiva, alta e “tanta” Jane è stata una delle Pin Up più amate. Una celebre foto che la ritrae sdraiata sopra un covone di paglia in tutta la sua prorompente avvenenza fu un emblema che la fece diventare una celebre Pin Up, tra le preferite dai soldati americani al fronte durante la seconda guerra mondiale. Il suo sguardo fiero e aggressivo, il suo corpo morbidamente sdraiato sulla paglia hanno l’effetto di un pugno nello stomaco. Stiamo parlando di una donna che grazie alla sua traboccante femminilità è riuscita a imporsi come sex simbol mostrando una spalla o una scollatura vertiginosa. Ma soprattutto grazie al quel carisma e femminilità esplosiva che l’hanno resa una delle donne più desiderate del mondo. Tra le Pin Up Jane è quella che più sento cucita sulla mia pelle, quella che più mi assomiglia. Alta come me, fisico formoso simile al mio (ho detto simile..!!!), quella sua “tanta” carne ben distribuita e quella faccia strafottente non sdolcinata che invece caratterizza la sua “rivale” Marilin Monroe. Quest’ultima era la gatta che faceva le fusa mentre Jane era aggressiva nei suoi modi di sedurre e porsi alle telecamere. Jane una femmina visceralmente sexy e bella. Soprannominata il “seno” interpretò ruoli sostanzialmente congeniali al suo tipo di donna bella e formosa. Insieme a Lana Turner, Jane Russell ridisegnò il concetto della sensualità. Nel secondo dopo guerra dove la magrezza e la denutrizione la facevano da padrona corpi come quello di Jane con grandi seni e forme morbide erano rassicuranti e molto sessuali. Ecco perché ebbe un grande successo. Ed ecco perché i suoi ruoli sono sempre stati quelli di una femmina ultra femminile: vedi film come “Femmina Ribelle”, “Il mio corpo ti scalderà”, “Gli uomini sposano le brune” o “Gli uomini preferiscono le bionde”. Fuscoperta dal regista  e miliardario H. Hughes che la lanciò sugli schermi nel 1943 e che creò il personaggio Russell mettendo in risalto la sua prepotente bellezza e la sua sensualità aggressiva.

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Jane Russell come Betty Page, Marilyn Monroe, Sofia Loren, Monica Bellucci, Marlene, Rita Hayworth, Anita Ekberg, fa parte di quel genere di donne che oggi, a parte pochi esemplari, si sono estinte. Ovvero sensuali e iper femminili che seducono gli uomini con un  sguardo, con una semplice camminata, muovendo gli occhi o ridendo. Senza necessariamente spogliarsi.  Basta un sorriso per diventare ammaliatrici. Un bacio per essere seduttrici. Un flirt per diventare l’oggetto del desiderio di milioni di uomini. Il loro è un sex appeal innato, non ostentato e non esibito a tutti costi. C’è e basta. La vera seduzione non è mai voluta. Semplicemente accade. Si tratta di donne che non studiavano nulla a tavolino. Sono sé stesse con traboccante sessualità ed accompagnate da corpi morbidi e sinuosi che anche se ritoccati ad arte non sono mai stati palesemente individuabili per l’aiutino del chirurgo.

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Queste donne femmine sono lontane anni luce dalle attricette di oggi, veline e prezzemoline che si scoprono, si spogliano anche con non poca volgarità pur di farsi notare. Loro devono farlo perché non sono nessuno. Non saranno mai come Betty Page o Marilyn che a distanza di anni sono ancora icone dell’erotismo. E non potranno esserlo perché non sono femmine dentro. Sono belle con un bel fisico e completamente trasformate ad arte in personaggi da copertina. Ma da qui ad avere carisma di donne e femmine ce ne vuole. Non basta essere 1,80, avere un bel viso o un bel corpo per essere grandi donne del cinema o della tv. Oggi non basta. E men che meno negli anni ’50. E allora vi chiederete perché le vediamo campeggiare su riviste e in tv. Semplice. Nella tv trash e del non-valore c’è posto per le prezzemoline. La tv che macina il niente produce il niente. E allora ben vengano le schedine, vallettine ecc. Io però come tanti in Italia continuiamo a sognare le Pin Up come Jane Russell.

Un omaggio quindi alla donna più femmina di tutte. Un simbolo dell’eros con la E maiuscola. Grazie di esistere Jane.