taglia 42

LA TAGLIA 42 E’ IL BURQUA DELL’OCCIDENTE

burqa.jpgStavo navigando su internet leggendo qua e là quando mi sono imbattuta in alcune dichiarazioni molto forti riguardo la magrezza della scrittrice Fatima Mernissi, sociologa islamica marocchina, che ha definito “la taglia 42 il burqua dell’occidente”.

Lei intende la corsa alla taglia 42 di molte donne in Occidente come una “pazzesca violenza esercitata dai maschi occidentali sulle loro donne, al cui confronto la segregazione dell’harem e il velo – finanche il burqa talebano – sarebbero minor cosa”.

Fatima Mernissi ha raccontato nel libro intitolato L’harem e l’Occidente che si trovava a New York nella vana ricerca di una gonna della sua taglia – di parecchie misure superiore alla 42 – e realizzò che le coetanee (sessantenni) che la circondavano assomigliavano tutte a delle adolescenti e capì che l’equivalente dell’harem e del velo per le donne occidentali sono l’obbligo di essere snelle e apparire giovani per tutta la vita. “Vengo da un paese dove non c’è una taglia per gli abiti delle donne – racconta alla commessa di un negozio – a nessuno interessa la mia taglia in Marocco”.  

fatima.jpgCompro la stoffa e la sarta o il sarto mi fanno la gonna di seta o di pelle che voglio. Non debbono far altro che prendere le mie misure ogni volta che ci vado: né la sarta né io sappiamo esattamente la misura della gonna nuova. La scopriamo mentre la si fa. A nessuno interessa la mia taglia in Marocco, fintanto che pago le tasse per tempo”.
Fatima ha dichiarato: “La commessa rise allegramente e disse che avrei dovuto pubblicizzare il mio paese come un paradiso per le donne lavoratrici stressate (Fatima e la commessa in foto a sx).

Vuol dire che non controllate il vostro peso?” mi chiese, con una sfumatura di incredulità nella voce. Dopo un breve momento di silenzio, aggiunse con voce più bassa, come se parlasse a se stessa: “Molte donne che lavorano in posizioni ben pagate che hanno a che fare con la moda, perderebbero il loro lavoro se non si tenessero a dieta stretta”.
“Le sue parole erano così semplici e la minaccia che implicavano tanto crudele, che mi resi conto per la prima volta che la taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo mussulmano”, pensò Fatima.

Poi il dubbio è diventato certezza. “Il potere dell’uomo occidentale – scrive Mernissi nello stesso libro – risiede nel dettare quello che una donna deve indossare e l’aspetto che deve avere. Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena (con la reclusione all’interno dell’harem, n.d.A.), l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.

Così la frontiera dell’harem europeo separa la giovinezza bella dalla maturità brutta. Tuttavia, gli atteggiamenti degli occidentali sono decisamente più pericolosi e sottili di quelli musulmani perché l’arma usata contro la donna è il tempo. Il tempo è meno visibile, più fluido, dello spazio. Questo chador occidentale definito dal tempo (è) più pazzesco di quello definito dallo spazio e sostenuto dagli Ayatollah”, conclude Fatima.

 

chirurgia-estetica.jpgDopo aver letto e riflettuto ammetto che condivido pienamente e sottoscrivo..Penso che per una donna di oggi vivere senza farsi condizionare dalla moda e dai mass media che impongono canoni di magrezza assoluta, è davvero difficile.

E’ una violenza continua che dobbiamo sopportare per non aderire a questa dittatura dei corpi magri, perfetti e giovani a tutti i costi. La taglia 42 è forse una restrizione ancora più violenta del velo musulmano. E non ce ne rendiamo conto…

Continuiamo a inseguire ideali di magrezza e perfezione torturando il nostro corpo e sezionandolo su un tavolo del chirurgo con il bisturi pur di fermare il tempo e sembrare più snelle.

 

Ci infliggiamo queste torture in nome di una bellezza e di una magrezza innaturale calpestando la nostra dignità di donne: di essere come siamo, formose, mature e donne normali. E ci spersonalizziamo completamente.

Io vi dico che dobbiamo lottare per affermare il diritto ad invecchiare, ad ingrassare, a essere donne imperfette ma vere. Questo è il raggiungimento della vera libertà. Quante di noi sono libere veramente?