NEI BORDELLI LA VERA SENSUALITA’ E SEDUZIONE

BORDELLO.jpgCari amici si parla spesso della riapertura delle Case Chiuse e dei Bordelli che restano un luogo discreto di sessualità pura (a pagamento).

Io sono favorevole alla riapertura e sono convinta che nei Bordelli regnasse la vera sensualità, donne sexy abbigliate con reggicalze, bustini, calze con riga. 

MI sembra di respirare l’atosfera pacata ma al contempo trasgressiva e immagino le donne preparata ad arte per sedurre.

Ho scritto anche un capitolo sui Bordelli nel mio nuovo libro che uscirò il nuovo anno..Poi vi dirò..

Ma nel frattempoo vi propongo un articolo in esclusiva di un giornalista siciliano che ha frequentato le Case Chiuse.

E’ un report coinvolgente e fedele di ciò che ha vissuto sulla sua pelle. Racconta che le donne erano molto formose, formosissime e gli uomini gradivano molto…

Buona lettura.. 

 

Quale prostituzione a Catania.

 

C’erano una volta le case chiuse, ed il vecchio quartiere San Berillo, poi scomparse.

Al posto delle vecchie via Maddem, Zappalà, San Berillo, Di Prima, delle Finanze, Marraffino, Giambattista Caramba, ed altre sorsero dei grandi palazzi con uffici, banche, e ricchezza, ma produsse anche povertà, dove dietro i palazzoni sorgono  baraccopoli per gente senza casa, diseredata e maltrattata.

Non c’è più il calore umano che si respirava per le vecchie vie del quartiere San Berillo, e perché no anche dentro le case chiuse, o casini dove si incontravano donne affascinanti, e meno, donne giovani, o anziane.  

Le tante case chiuse o casini di Catania, con ognuna il suo nome, popolare o altisonante, come: Casa Bolognese, Diana Mascali, Fagioni, Villino delle Rose, la Favorita, Za Mattia, Misterbianchese, Milanese, Suprema, etc.

Come funzionavano i casini?

Innanzitutto l’età, si poteva entrare a 18 anni e un giorno.                      

La prima volta che si entrava in un bordello, era sempre una grande emozione, un atto di timidezza e di imbarazzo, dopo la frequenza della case diventava una abitudine.                                                                                                                          Chi ne aveva voglia faceva un giretto nelle varie case, accomodandosi nei salotti, sotto il vigile occhio della “direttrice”, che ripeteva sempre, “le signorine sono in salotto chi deve andare in camera”, quando il visitatore trovava la signora di suo gradimento, si appartava in camera consumando l’atto sessuale, alla fine pagava la dovuta “marchetta”, la doppia la mezzora o anche l’ora.

bordello1.jpgSpesso venivano chiuse le porte dei salotti per non fare riconoscere il “personaggio” di una certa casta umana che entrava.

Quasi tutte le signore erano specializzate in servizi personalizzati. Alcune con grossi seni, o con seni piatti. Altre con grossi glutei e cellulite in abbondanza.

La tariffa della “marchetta”, variava a seconda del “lusso” del casino.

Il più economico, dove la semplice marchetta era di 220 lire (anni 1954-58).

Il Bordello era frequentato da donne, madri di famiglia di tutte le età che si prostituivano, per sopravvivere, loro e le proprie famiglie.

Quello dove si pagava la tariffa più alta 550 lire era la casa bolognese, dove vi erano donne giovani, bellissime, sofisticate e altezzose. In quella casa chi voleva fare sesso con una “signora”, quasi sempre era costretto a fare la doppia, pagando 1100 lire.                             

Dalla tariffa di 230 a 350 lire, erano la maggior parte delle case chiuse.

In una casa vi erano “signore” dai 50 ai 70 anni, ed anche più, per alcuni anni vi soggiornò una robusta signora di circa 110 kg. specializzata in tanti “servizi”. Dati i molti anni passati a fare la “vita” avendo acquisito  una lunga esperienza, nel vivere a contatto con la gente di ogni tipo, era una donna dolcissima, generosa, prodiga di consigli, era la donna più richiesta di quel bordello. C’era il casino,dove vi erano solo donne mature e robuste, dai 80 ai 100 kg.

Con la frequentazione dei bordelli, tra il visitatore e le “signore”, malgrado alcune ogni 15 giorni cambiavano casa, si instaurava un rapporto familiare e di stima reciproca, e non era raro che tra le signore ed i clienti, per reciproca simpatia nascevano storie d’amore .

C’è ancora da dire che molti bordelli avevano, anche dei gay, che all’uopo venivano utilizzati. 

Ma il loro compito principale era quello di sbrigare piccole  commissioni, sia per la casa che per le “signore”. Ognuno con il suo soprannome, come “Alida Valli” un gay biondo bellissimo, partecipò come comparsa in diversi film, tra i quali divorzio all’italiana, regia di Pietro Germi, con Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli Daniela Rocca, etc. C’era Gloria, e tanti ancora. Per loro da parte di tante persone c’era, massimo rispetto e comprensione.

Nel vecchio quartiere di San Berillo coabitavano: famiglie per bene di operai e impiegati, gente onesta, artigiani con tanti piccoli laboratori, dalla vetreria al piccolo pastificio, alla fabbrica di scarpe, di calze etc. di commercianti, e le case chiuse. Ma non c’era scandalo, perché i casini nulla facevano trapelare dall’esterno, cosa c’era dietro a quelle porte e finestre chiuse.

 

6af04b3be4a1bfc5c5a853c993d0223c.jpgQualcuna aveva appesa allo stipite della porta una lampadina accesa.  

Fun un bene chiudere i casini il 20 settembre del 1958 con la legge  della senatrice Lina Merlin, votata dal parlamento italiano?  

Gli anziani ricordano il funerale allegorico dei casini, celebrato nel vecchio San Berillo, la sera della chiusura, dagli affezionati, con gente che piangeva per la perdita del loro passatempo preferito, ma anche gente  soddisfatta per la chiusura. Chi ricorda i salotti d’aspetto dei casini dice “chiuderle è stato un grave atto, che  ha portato la nazione italiana al mercimonio della prostituzione in ogni angolo di strada delle  città, ma anche in tante strade in aperta campagna (vedi la Catania Gela)”.

Ricordiamo anche le lotte che fece contro la chiusura dei casini il professore G.B. Cottini  di Catania uno specialista del ramo in quanto operava presso una clinica specializzata in malattie veneree. Predisse l’insorgere delle tante malattie venere, possibilmente anche dell’Aids, e la prostituzione per le strade.

Molti sono gli italiani favorevoli alla riapertura delle case di tolleranza, regolarizzate e controllate. In ultimo diciamo che ci furono tante signore inquiline dei casini, che smisero di fare la vita, e per amore si sposarono.

I nostalgici frequentatori delle case chiuse, tutti ormai in età avanzata, o anziani, raccontano con enfasi, reminescenze e ricordi dei casini, con quello che si faceva e si otteneva dietro il pagamento della “marchetta” dicendo addio belle signore della mia gioventù.

 

 Michele Milazzo, giornalista.

 

NEI BORDELLI LA VERA SENSUALITA’ E SEDUZIONEultima modifica: 2009-11-05T12:00:12+01:00da simona_sessa
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