PAROLE E PAROLE

DEMI, KATE E KEIRA: PRIGIONIERE DELLA MAGREZZA IRRAGGIUNGIBILE

 

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Cari amici inizio questo post con un senso di sbigottimento incredibile. Mi chiedo dove siamo mai arrivati. Oserei dire alla follia pura. Ormai il non rispetto per il corpo formoso delle donne ci sta portando a bluff incredibili. Ad un’ossessione che definirei quasi grottesca.

Dico questo dopo aver visto la copertina della rivista W Magazine di dicembre che è diventata oggetto di critiche e discussioni. Come mai? La copertina ritrae l’attrice Demi Moore, 47 anni, con un corpo di una modella anoressica di 26 anni. In pratica grazie a Photoshop è stato realizzato un falso di zecca “mixando” il volto e la capigliatura dell’attrice con un corpo preso in prestito da una modella su una passerella.

Grottesco. Assurdo. Non so definire questo imbroglio fotografico realizzato grazie a Photoshop che ci fa davvero pensare. Per prima cosa a dove siamo arrivati pur di apparire giovani e magri.

Mi meraviglio di Demi Moore che ho sempre considerata una donna con le palle. Prestarsi a un maxi ritocco così palesemente falso mi fa pensare che l’attrice, avendo sposato Ashton Kutcher, un attore molto più giovane di lei, stia annaspando per cercare di rimanere sempre giovane e appetibile per il consorte che non disdegna le ventenni e le trentenni.

Ma Demi non ha pensato che così facendo prende in giro la gente e i fans che amano il suo vero corpo? Nel 2008  la Moore si era molto arrotondata nel fisico. Per anni si è sottoposta alle diete più ferree mangiando solo burro di arachidi e mele. Non perdeva nemmeno un giorno di estenuanti maratone in palestra. Ma un anno fa la bellissima di Hollywood aveva detto basta.

demi_moore_grassa_5.jpgL’attrice in pochi mesi era ingrassata di 10 kg dicendo di aver finalmente imparato a volersi bene. Gli ultimi scatti di Demi Moore la vedevano fisicamente più tonda. Era passata da 52 chili a 60 (per un’altezza di 1,65). Tutti i giornali l’avevano apostrofata come Demi “grassa”, “la chiattona” solo per pesare 60 chili???? Follia…

L’accettazione del suo corpo rotondo aveva fatto piacere a tante donne perché Demi aveva lanciato un messaggio sano, positivo. Oggi nel 2009 invece esce una copertina con una Demi taglia 38.

E’ palese che Demi non si è più accettata rotonda ed ha partorito questa “follia” ovvero una foto completamente inventata per farci credere di avere un corpo super snello. Questa è l’ennesima dimostrazione della pressione psicologica dei media e dello Star system per una magrezza assoluta. E Demi non è stata forte. Anzi a quasi 50 anni ha dimostrato di non saper accettare il suo corpo morbido di una donna della sua età.

Altra indignazione ha suscitato giorni fa Kate Moss dicendo:”Non c’è niente di meglio che essere pelle e ossa”. Dichiarazioni fortissime queste che hanno fatto fare scandalo: per la modella inglese insomma essere magre non ha prezzo.

Le sue parole hanno scatenato le ire delle associazioni che lottano contro i disturbi alimentari e l’anoressia. La Moss è accusata di incoraggiare le adolescenti a non mangiare e vedere la cosiddetta taglia “zero” come un mito da raggiungere.

kate_moss_gallery_25.jpgKate è ormai simbolo dell’anoressia Chic, che fa diventare ricche, perché ti dà l’accesso al mondo della moda e delle passerelle. Le sue parole sono state come oro colato per tutte le anoressiche del Regno Unito: 1,1 milioni di persone che soffrono di disturbi alimentari.

E per chiudere questa carrellata di follia voglio citare l’altra anoressica Chic che ha spodestato la Moss nella campagna promozionale del famoso profumo Coco Mademoiselle di Chanel.

 

Keira Knightley che da anni smentisce categoricamente di avere problemi con il cibo e di “non essere anoressica“. Anche Keira è simbolo di donna bella e di successo. Ovviamente ossuta. Talmente magra che in occasione della prima de “La maledizione della prima luna”pellicola che la vedeva protagonista insieme a Johnny Depp, l’attrice britannica è apparsa più filiforme che mai.

Il bellissimo abito da sera color bronzo che indossava scopriva le sue inesistenti forme. Da spacchi e scollatura facevano capolino solo ossa. Un altro simbolo negativo di successo.

Meditate gente…

 

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DONNE FORMOSE? SIAMO NORMALI E NON OVER

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C’era una volta una donna felice del suo corpo. Si specchiava e ciò che vedeva era semplicemente magnifico. Fianchi larghi, vita stretta, seno prominente. Una donna sensualissima da lasciare strascichi di uomini dietro di lei.

Si amava e ringraziava Dio di essere così formosa perché il suo corpo calamitava gli uomini come api con il miele. Si vestiva esaltando il suo corpo e mettendo in risalto le sue curve da far impallidire.

Sceglieva con cura gonne strette con cinture per esaltare il punto vita. E profondi scolli, da cui si intravedeva un seno procacissimo, erano decisamente strategici. Sorrideva felice di una fisicità così evidente che la avvicinava alle Star del suo tempo ed alle Pin Up come Betty Page, Marilyn e Jane Russell tra le tante altre.

Era depositaria dell’arte della seduzione ed il suo corpo emanava un sex appeal da fare invidia a chi non era carrozzata così bene. Camminava per strada e gli uomini restavano attoniti guardando i fianchi dondolare a destra e sinistra mentre il suo passo diventava quasi strascicante e frettoloso. Si sentiva addosso gli occhi di tanti maschietti, dal vicino di casa al passante, e udiva spesso fischi di compiacimento.

I più audaci l’apostrofavano con “Sei bellissima, bambola” oppure con “Che Pupa da sballo sei!”. Apprezzamenti che davano ancor più vigore alla sua autostima ed al suo concetto di femminilità. Essere Femmina era la missione di tutte le donne di un tempo. Negli anni ’40-’50 tutte le donne erano gran Femmine e i loro corpi in carne erano prelibatezze per veri uomini. Erano fiere ed orgogliose di tante curve …pericolose!

Oggi quella stessa donna sarebbe bollata come grassa. Over Size. Plus Size. Taglia comoda. Modello calibrato. Perché è considerata troppo abbondante.

Ma vi rendete conto? Una donna normale di taglia 44-46 (come la maggior parte delle italiane) oggi è bollata come anormale, fuori forma. Ma rispetto a chi o a quale donna? Quella stra magra proposta dagli stilisti e dalla tv? Rispetto a quel modello di donna androgina che gli operatori della bellezza hanno eletto la donna normale? Bè se rispetto a quelle donne taglia 40 io sono definita fuori forma allora sono ben felice di esserlo e di difendere con le unghie la mia taglia 46 ovvero le mie curve tutte al punto giusto.

Ma il punto non è questo. Il punto è che spostando l’asse della normalità su taglie come la 40 o 42 che sono la minoranza della popolazione le altre si sentono, out, grasse, inadeguate. Come delle marziane. Guardate, additate, schernite e prese in giro. Donne depresse e complessate. Vanno nei negozi di abbigliamento e per loro non c’è nulla.

Si sentono derise dalle commesse e cresce l’insoddisfazione mista a frustrazione. Non trovano abiti che le vestrano figuriamoci vestiti che esaltino le curve. Perché il concetto dela moda di oggi è: “Sei formosa? E allora devi coprirti”. Ecco che i vestiti dei marchi per donne Over spesso sono dei sacchi in cui avvolgerci e scomparire. E’ impensabile che una donna con le curve voglia esaltarle e non coprirsi perchè sarebbe additata come grassa. E questo è assurdo (per chi detiene gli interessi dell’industria della bellezza).

Ma siamo matti? Molte donne che oggi corrono in palestra e stanno sempre a dieta sono quelle che negli anni ’50 erano orgogliose delle proprie curve.

Le stesse. Stesso corpo. Ieri amato. Oggi odiato. Odiato a tal punto che strabuzzo gli occhi quando leggo in una lettera di una ventenne queste frasi: “Ciao Simona, ho visto il tuo sito, e le tue foto sul tua profilo di Facebook, e mi hanno colpita moltissimo, innanzitutto perchè non ho mai visto foto di ragazze reali e normali, di taglia 44 / 46, e sinceramente le ho trovate divine nelle loro forme.

Non ho mai notato questo tipo di moda, forse perchè sono ossessionata dalle ragazze stile Belen Rodriguez, e non capisco la bellezza anche sotto altre forme”.

Vi rendete conto? Una ragazza di 20 anni non ha mai visto foto di donne NORMALI (tg.44-46) sui giornali e resta colpita quando le vede. Ovvio che non  ha mai trovato quelle immagini pubblicate. Chiaro. I giornali NON pubblicano foto di donne normali ma solo di quelle stra-magre e chiaramente giorno dopo giorno le taglie 44-46 e oltre scompaiono dalla memoria delle persone.

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Poi basta vedere alcune mie foto per ricordare il piacere delle curve. Per questo motivo ho posato in lingerie mettendo in risalto le mie rotondità e la mia taglia 46. Per dimostrare a donne e uomini che si può essere molto più felici e sexy di una donna tg 40. Che con la mia abbondanza piaccio più io che tante modelle rinsecchite. Parlo di me come esempio ma l’Italia è piena di donne armoniosamente piene di curve..

 

Detto questo ragionate con la vostra testa ed amatevi con i vostri chili.

L’abbondanza è un dono non un difetto COME TANTI VOGLIONO FARCI CREDERE. Solo per motivi ECONOMICI.

A nessuno frega se siete taglia 40 o 48 ma se molti vi bombardano la testa con messaggi di magrezza è SOLO PERCHE’ CI GUADAGNANO! Tantissimo…

MODELLA DI 1,75 PER 53 CHILI LICENZIATA PERCHE’ GRASSA

20091015_6984_filippa.jpgSono inorridita.. Ogni giorno che apro il pc c’è qualche notizia che denigra e offende NOI donne in carne. E quelle di oggi sono un insulto alle donne mediterranee.

Tutte riguardano di stilisti che ritengo ormai passati, sul viale del tramonto. Parliamo di  Ralph Lauren, Renato Balestra e Karl Lagerfeld.

Icone di una moda assolutamente innaturale e illusoria. Di un mondo patinato che non esiste più.

Sono davvero incaxxata e non immaginate quanto. Ormai la situazione sta degenerando e credo che siamo proprio arrivati alla frutta.

Giorni fa sul mio blog vi ho parlato dell’ ultima campagna pubblicitaria per il marchio Blu Label di Ralph Lauren.

La modella Filippa Hamilton, taglia 44, è stata  “ridotta” in scheletro umano dopo il trattamento della sua foto con Photoshop per farla apparire snella e magra. Uno scandalo davvero. L’immagine ha fatto il giro del mondo e Lauren si è scusato per l’immagine sbagliata e distorta della modella che ne è venuta fuori.

Oggi la notizia BOMBA: Filippa è stata licenziata dallo stilista perché definita GRASSA. Un metro e settantasette per 54 chili ed è stata definita soprappeso.

Dall’articolo di Leggo Gossip si legge: “La ragazza, racconta il tabloid newyorchese Daily News, lavorava con questa azienda dal 2002 e la considerava “una sua seconda famiglia”.

Era rimasta sconvolta nel vedere una sua foto pubblicitaria ritoccata con Potoshop, che la rendeva ancora più sottile, magrissima da far spavento.

La campagna era destinata solo al mercato giapponese, tuttavia la ragazza ha subito uno choc nel vedere la sua faccia attaccata ad un corpo così innaturalmente smunto. Ma tutto poteva immaginare tranne che un giorno sarebbe stata cacciata per motivi di peso.

Mi hanno licenziato – ha raccontato la modella – perché secondo loro sono sovrappeso e non sono più in grado di indossare i loro vestiti”.

Diversa le versione fornita dalla casa di moda: “Filippa è una ragazza bellissima e assolutamente sana. Tuttavia – si legge in una nota – il nostro rapporto con lei s’è interrotto per colpa della sua incapacità a rispettare gli obblighi previsti dal suo contratto”.

Assurdo. Una ragazza di 23 anni bella, anche MAGRA di un 1,77 per 54 chili è grassa. E noi donne reali che siamo con le nostre taglia 44-46-48 ecc? Donne cannone???

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Come vi ho sempre detto il male sono gli stilisti. E’ il marcio da estirpare per sconfiggere anoressia e bulimia. Sono dei veri e propri MOSTRI che attentano alla nostra salute.

Sentite cosa ha detto delle modelle che sfilano per lui Renato Balestra in un programma di Rai 1: “Sono ragazze sane, normalissime di 1,75 di taglia 38-40”. Normalissime? Ma normali rispetto a chi? Ai cadaveri?

Ma si rende conto che donne così magre esistono solo nella fantasia di stilisti gay frustrati che non avranno mai il piacere di accarezzare morbide curve ed avere un’erezione?

Il concetto di tutti è questo: “Spostiamo i canoni della normalità in fatto di taglie per fare sentire tutte le donne grasse e frustate. E’ tutto marketing, lavaggio del cervello. Null’altro..

Infine vi cito quello che ha detto il tedesco in un articolo da Il Giornale.it:Nessuno vuole vedere donne cicciottelle. Solo le mamme grasse sono contrarie alle modelle che sfilano in passerella sul piccolo schermo”. Questo il commento della recente decisione della rivista Brigitte di mettere al bando le professioniste della moda a favore di “donne comuni”.

0308-karl-lagerfeld-beth-ditto_fd.jpgCi sono mamme grasse – insiste il couturier sul settimanale Focusche si siedono davanti al televisore con i loro pacchetti di patatine e dicono che le modelle magre sono brutte. Il mondo della moda è fatto di sogni e illusioni e nessuno vuole vedere donne rotonde”. Detto questo lo stilista ha definito “assurdo” il dibattito sulle modelle troppo magre, che ha spinto la rivista Brigitte a cambiare corso. Karl, che come sapete odia Heidi Klum, Seal e in generale troppa carne umana addosso alle ossa, ha detto chiaro e tondo come la pensa riguardo alla taglia delle modelle in passerella.

Ahhah è patetico…Andasse a chiedere agli uomini se piacciono o no le donne rotonde. Altro che. Non mi resta che compatirlo come gli altri.

Ma la cosa non finisce qua. Preparerò una lettera da inviare alla stampa nazionale e sto per lanciare l’iniziativa web Pin Up del 2000: il programma web per donne con le curve fatto da tutte noi. Un modo per farci sentire. Ma di questo vi parlo prox.

GLI STILISTI “ASSASSINI” DELLE DONNE

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Torno a voi cari amici e lettrici con sempre maggiore carica e grinta. Finalmente i media cominciano seriamente a parlare di me, delle donne in carne, delle modelle burrose.

Vi segnalo questi due articoli su usciti tra oggi e ieri. http://news.biromode.it/231-La-moda-scopre-le-donne-dalle-taglie-forti-labito-piu-sexy-e-il-corpo.html#extended

In questo articolo si parla di Lizze Miller, la sexy modella Plus Size che sta facendo impazzire il mondo, di me e del mio concorso Miss Pin Up e di Valeria Marini. Bellissimo articolo di Ciro iodice.

Altro articolo firmato sempre da Ciro qui: http://www.fashion-fetish.info/

Argomento il reggicalze. Ne ho parlato in questo blog, nel mio libro Pin Up del 2000 e ho un sito dove vendo i miei reggicalze con il marchio Femmina Pin Up www.femminapinup.com

Tornando al nostro mondo popolato di donne con le curve sono felicisima di potervi parlare e mostrare le foto di questa sfilata di intimo in Colombia, a Calì. “Ma attenzione – spiega sempre Ciro nel suo eloquentissimo articolo – non si tratta nè di taglie forti, nè di donne sovrappeso: modelle comunque magre, ma oltre che formose, anche indubbiamente toniche e muscolose, dove la massa magra però non interrompe l’armonia di un corpo curvilineo.

Stiamo riscoprendo e rivisitando le misure 90-60-90 che tanto piacevano una volta e che anche trasformati in 100-70-100 non sfigurano affatto e soprattutto piacciono sia alle donne che agli uomini, perchè sensuali, sexy e provocanti. I modelli penetrano prepotentemente nel nostro cervello attraverso una miriade di fonti, mediatiche e non, e sono in grado di spazzare via anche le più salde sicurezze”.

In effetti le foto sono mozzafiato. Bellezze statuarie con curve, balestrate e decisamente più sensuali dei manichini umani che abbiamo in Italia. Guardando queste foto mi rendo conto come solo da noi gli stilisti non capiscono un tubo. Continuano a proporre donne ossute ed abiti per questo tipo di donne che da noi sono davvero poche (naturali e non anoressiche). Ma poi ho fatto una riflessione agghiacciante che farà riflettere pure voi…

modelle-taglie-forti-alle-sfilate-in-colombia.jpgHo capito GLI STLISTI ODIANO LE DONNE ma fanno soldi su di noi. Non ci rispettano. Non ci amano. Ci deturpano. Ci fanno ammalare. Ci fanno odiare i nostri corpi e fanno di tutto per renderci la vita piena di depressione e complessi. Sono loro con i diktat che lanciano sulle passerelle a condizionare le modelle in passerelle che se non sono sottopeso non lavorano e poi noi ovvero i consumatori finali.

In questa spirale di profondo odio verso la donna hanno costruito gli immensi patrimoni e le carriere tv. Fanno finta di amarci e di vestirci per esaltare il corpo. Fingono. In realtà sono dei feroci mutilatori ed “assassini” di donne. Della loro femminilità, della loro vitalità. Spengono il sorriso delle modelle sulle passerelle che appaiono emaciate, smagrite, depresse, tristi. Spengono la femminilità. Direi che la SOPPRIMONO. E a noi pubblico anche se indirettamente accade la stessa cosa. Sanno quale è il problema ed il rischio anoressia che le donne incorrono ma continuano a propinarci donne ossute, dimagrite sempre più grazie a Photoshop.

Come il caso dell’ ultima campagna pubblicitaria per il marchio Blu Label di Ralph Lauren (in foto sotto). Filippa Hamilton, taglia 44, è stata così “ridotta” in scheletro umano dopo il trattamento della sua foto con Photoshop. La testa più grande del busto e della vita, le gambe sottilissime infilate nei jeans: l’immagine di una modella pelle e ossa rappresenta quella della campagna pubblicitaria di Lauren che si è scusato per l’immagine sbagliata e distorta della modella che ne è venuta fuori.

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Ma non è meglio nella foto a dx con la sua stupenda 44??

Ancora una volta è colpa degli stilisti…Come ribadisce anche il video shock della modella anoressica del cartellone pubblicitario di Toscani. 31 chili: pelle o ossa per gridare al mondo il suo dolore di bambina e di donna ora. Anche lei nell’intervista dà la colpa alla moda, alle sfilate, agli stilisti. “Dietro gli abiti, il trucco, le belle donne e le sfilate c’è LA MORTE – dice -. Ho posato nuda per fare capire alle ragazza che la magrezza non è sempre necessaria per lavorare nel mondo dello spettacolo”.

 

Guardate il video shock:

LA PRESENTAZIONE UFFICIALE DELLA CREMA PORCELLANA E BURLESQUE CON LE PETIT JOLIE

 

 

Cari lettori e lettrici voglio postarvi il video della presentazione ufficiale di questa estate delle creme della linea Femmina Pin Up che sono state provate e testate dalle famose Petit Jolie, ballerine Pin Up – rockabilly.

La presentazione è avvenuta nell’ambito del Pin Up Bar questa estate al Barracuda di Potenza Picena dalla mia amica Rosmery.

E chiaramente è stata un successone.

Voglio pertanto riproporvi l’intervista che ha avuto molto successo e che spiega l’utilizzo delle creme.

Riguardo a me il mio look era sempre rossa capello lungo. Ora è cambiato. Ho tagliato i capelli, li ho scuriti e porto una pettinatura anni ’40-’50. L’evoluzione mia continua e a breve posterò un nuovo tutorial dove tornerò a voi per parlarvi delle donne in carne e delle novità nel mondo Simona Sessa.

Ora gustatevi questo video sulla linea cosmetica Femmina Pin Up.

A presto

ps in foto sono io con il mio cambio di look. E’ una foto fatta con la cam ma presto farò il nuovo servizio fotografico e posterò qui le foto. Il colore è un castano ramato e non viola come sembra in foto..

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iL SUCCESSO DEL BLOG GENERA INVIDIA E RISENTIMENTI

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Care mie lettrici e lettori

vi scrivo questo post davvero felice e rallegrata nonostante in questi ultimi giorni sia iniziato un attacco davvero continuo e ridicolo da parte di persone invidiose del mio lavoro e del successo della mia attività nonché di questo blog.

Si tratta di persone che spargono dicerie assurde riguardo la mia vita e me. Molti di questi sono dei pazzi fanatici che difendono le magre e odiano le formose.

L’ultimo post che ho pubblicato sulla discriminazione di noi formose ha suscitato un vespaio. Veramente una bella onda.

Alcuni post li ho cancellati, altri me ne hanno scritti nel mio canale U Tube che chiaramente sono stati cassati subito.

E si tratta sempre di cose offensive che non hanno alcun senso e alcuna base di verità.

Nessuna mail cazzuta di persone che ribattano il concetto della magrezza ed argomentino con intelligenza.

Questo mi rende molto felice perché dimostra due cose:

 che molte persone si stanno incaxxando perché HO RAGIONE

2   che sono sempre più famosa e popolare.

Un anno fa non ero così oggetto di insulti infantili e da liceali perché non ero conosciuta. Ora che lo sono si fanno avanti gli imbecilli credendo che insultare mi offenda.

Non hanno capito che non mi offendono perché nulla di ciò che dicono è reale, mi fanno un piacere perché mi testimoniano che il mio successo è in crescita, e mi rafforzano sempre più l’idea di continuare la mia lotta contro anoressia e bulimia.

E la cosa divertente è che sono talmente ignoranti da non leggere e capire che io non mi scaglio contro le magre naturali, che rispetto, ma contro quelle anoressiche e non naturali.

Superficialità ed ignoranza generando i deficienti che mi stanno scrivendo in questi giorni.

Ho visto la difesa di alcune di voi e vi ringrazio ma vi dico che l’unica arma per liberarci di tali imbecilli ed evitare le loro provocazioni è la NONCURANZA.

Non rispondete, tanto i post li cancello e escludo i nick. Non date soddisfazione a persone che cercano la nostra attenzione.

E’ penoso osservare il loro tentativo destabilizzante nei miei confronti e l’enorme invidia che li muove. Ragazze credetemi l’invidia è il male peggiore per una persona. Non si vive più invidiando gli altri. E sapete chi si invidia? CHI E’ MEGLIO DI NOI…

Ecco perché mi invidiano e ci invidiano. Perché siamo felici di noi stesse. Ci amiamo. Ci accettiamo. E non ci curiamo della gente sgradevole come loro.

Perciò non rispondete alle loro provocazioni.

Per noi sono INVISIBILI e lo saranno per sempre.

Detto questo vi aspetto al prossimo post. Ora la battaglia continua peggio di prima…Vi adoro!

DONNE AL MACELLO PER ESSERE PERFETTE

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Cari lettori e lettrici torno di nuovo sull’argomento chirurgia estetica dopo aver visto ieri sera la nuova puntata di Bisturi Celebrity.

Inutile dire che sono rimasta senza parole per tutta una serie di motivi e riflessioni che voglio esporvi. Probabilmente userò parole grosse, forti e me ne scuso ma è necessario per capire ed andare a fondo al problema una volta per tutte.

 

Mi ha particolarmente colpito l’accanimento della Nielsen per i numerosi interventi compulsivi a cui si è sottoposta a poca distanza di tempo rischiando la morte. Ebbene si, avete capito bene. Rischiando la morte. Tutto per essere bella, dimostrare 30 anni e posare su Playboy.

Brigitte ha rischiato di morire per vanità. Esclusivamente per la vanità, che ricordo è l’oppiaceo naturale che miete sempre più vittime essendo una peculiarità di Lucifero. Anche lui infatti ha peccato di vanità.

 

Da Wikipedia: “La vanità è l’esagerato amore per se stessi. In molte religioni la vanità è considerata una specie di idolatria, ovvero amare più se stessi che la divinità. Le storie di Lucifero e Narciso sono due antichi esempi di vanità. In termini filosofici si può parlare di un misto di orgoglio ed egoismo”.

 

brigitte_liposuzione.jpgOra amare sé stessi e rispettare il proprio corpo è una cosa. Amare sé stessi e illudersi di migliorarsi facendosi macellare la propria carne è un’altra. Non ho usato a caso il termine “macellare”. E’ esattamente ciò che è accaduto alla Nielsen ed alle donne disperate come lei. O meglio ossessionate dalla bellezza.

Acconsentono di farsi macellare la pelle e la carne in nome di una perfezione e di una bellezza che ha del patologico.

L’insicurezza dimostrata dall’attrice che delirava davanti alla telecamera dicendo che si sentiva un mostro fa davvero rabbrividire. Perché non è che con un seno finto o con le gambe più magre che ci si può sentire più sicure. La vera sicurezza viene da dentro, dall’anima. Dalla personalità. E rifarsi in maniera spasmodica come la Nielsen è il segnale di un disagio psicologico che si traduce con l’ansia di essere perfette, di omologarsi a tutte le altre donne.

 

Ecco perché parlo di macellazione. Le mucche vengono tagliate, aperte, sminuzzate per finire sulle nostre tavole.

Le donne che vogliono ringiovanire col bisturi o desiderano cambiare si considerano corpi senz’anima. Carne allo stato puro da tagliare, sminuzzare e alterare. Solo che mentre con le mucche questo accade nel mattatoio le donne subiscono lo stesso trattamento nelle sale operatorie sborsando fior di milioni.

Alle più fortunate l’intervento va bene e restano con visi privi di espressione, alle meno la sorte è quella di essere sfigurate o restare con difetti permanenti.

Le più sfortunate di tutte ci lasciano la pelle per riposare in una tomba sotto terra. Tutto per cosa? Per essere belle o perfette? Uguali, sorelle di bisturi e innaturali.

 

Se molte capissero che la vera perfezione consiste nell’invecchiare come Dio ci ha fatte, uniche e non uguali a nessuno, avremmo fatto un passo avanti. Ma ovviamente la bellezza e la perfezione sono un business molto redditizio e non conviene far aprire gli occhi alle donne sui rischi della chirurgia. La perdita economica sarebbe ingentissima.

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Un caso limite è quello di Hang Mioku, ossessionata dalla bellezza e dalla perfezione (in foto prima di ritoccarsi). 

Quarantottenne con anni di operazioni chirurgiche e una dipendenza da silicone di fronte al rifiuto da parte di un chirurgo di eseguire una nuova operazione estetica sul suo viso ha infatti deciso di iniettarsi da sola il silicone. Terminati i soldi per comprarlo in preda a un raptus di follia si è iniettata dell’olio da cucina sotto la pelle.
E chiaramente è rimasta sfigurata. Il suo volto non ha più nulla di umano ed è totalmente irriconoscibile.

Ora è apparsa in tv per chiedere soldi da destinare a un intervento estetico mirato a ridarle sembianze umane…Se siete deboli di stomaco non guardate le foto..(sotto come è oggi)

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IL MUSEO DEGLI ORRORI: ALTRO CHE VIP!

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Voglio parlare di chirurgia e di persone che si ritoccano per sembrare più giovani.

Quante Dive e Star ritoccate fanno ridere per quell’aria ridicola e poco naturale che denota subito i ritocchino fatti? I volti ritoccati ormai si riconoscono subito: plastificati, senza espressione, senza vita, gonfi e con i muscoli stirati. Da film Horror.

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E se le Dive sfoggiano volti così ridicoli pagando fior di milioni per i chirurghi una normale casalinga cosa rischia con un chirurgo di provincia?

Ma che senso ha avere facce plastificate da mutanti? Tanto si capisce lo stesso che è maturo e non si accetta.

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Un caso recente che mi ha fatto inorridire è quello dell’ex attrice Brigitte Nielsen  che in uno show tv si è fatta ritoccare grazie a lipoaspirazione, lifting, seno e denti per sembrare più giovane e più bella.

Un programma dell’orrore in cui appare una donna sola, depressa, ex alcolizzata che rimpiange la sua sfolgorante bellezza e non si sa accettare come una bella 45 enne. Trovo scandaloso e mostruoso che mostri con gioia il volto tumefatto in tv, ai figli, al suo compagno ridendo e scherzando sul suo aspetto di “nonna”.

“Rivoglio la silhouette che avevo 20 anni fa. Vorrei anche farmi le extension. Voglio tornare uno schianto, un vero schianto. Il mio sogno sarebbe quello di comparire sulla copertina di Playboy proprio come vent’anni fa. (…) Primo ero orribile. Già, mi sentivo un mostro. Non sopportavo più le rughe. Maledette rughe, nemmeno con il trucco riuscivo a nasconderle. Non riuscivo a guardarmi allo specchio”.

Dice che si sente 30 anni e che vuole tornare ad averli anche davanti allo specchio.

Ma non è meglio invecchiare serenamente? Non è più semplice amarsi così come si è? Una bella 45 enne lo era di certo. Ma una 45 enne che vuole fare la 30 enne sarà semplicemente ridicola. E anche patetica.

Pagare un prezzo così alto per sembrare più giovane è da ricovero.

La sig. Nielsen non crede di aver perso la sua autostima e la sua dignità per darsi in pasto ai chirurghi ed alla tv pronta a spettacolarizzare la sua patologica voglia di gioventù? Cosa crede di essere una mucca da modificare? O un pezzo di carne pulsante da plasmare a suo piacimento? O ancora peggio un oggetto del desiderio invecchiato che non ammette di essere diventata una signora ingrassata con rughe di mezza età?…

 

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Courtney Love prima e dopo. Ma non era mille volte meglio prima???

DONNE: PERFEZIONE E BELLEZZA A TUTTI I COSTI. MA PERCHE’?

trucco pin up.jpegDonne. Bellezza. Omologazione. Tettone. Culone. Labbrone. Parole che mi girano sempre in testa e che mi ricordano come ormai in questi anni le donne abbiamo sempre più aderito a un modello di bellezza imposto dalle Star, dalla tv e dalla moda. Da un lato chi propone i modelli come mass media e le “cavie” come le donne dello Star System e dell’altra le donne del popolo, le fruitici della tv.

Il primo blocco che detta i diktat e li osserva e il secondo che assimila i modelli copiandoli e facendoli propri. In questo meccanismo perverso che è l’industria della bellezza e della perfezione non c’è spazio per l’originalità, per donne che desiderano essere se stesse perché se lo fanno sono etichettate come out ed a loro sono precluse le strade dello spettacolo e dello Star System italiano.

 

Aprendo la tv e vedendo tante donne sorelle dello stesso bisturi viene da pensare che se una donna diversa non omologata a quello standard di altezza, peso e altre caratteristiche somatiche, volesse lavorare in tv i casting non le consentirebbero nemmeno di arrivare al secondo colloquio.

 

In pratica è come un esame di ingresso che si supera soltanto con determinate caratteristiche ormai diventate legge. Se una donna di 80 chili desidera fare la conduttrice tv deve prima dimagrire e pesarne 50 e poi avrebbe qualche chance…Questo è molto triste e frustante per le donne che si fanno considerare al pari di mucche da manipolare. La bocca a palla, il naso piccolo, via la cellulite, il seno grosso, glutei da velina. E’ un continuo lavaggio del cervello e chi non si adegua è tagliato fuori.

 

Questo concetto di omologazione per essere poi “scelti” mi fa pensare al nazismo ad alla razza germanica pura. Quelli imperfetti erano tagliati fuori e soppressi. Qui alle donne in carne o meno belle non viene imposta la morte fisica ma quella psicologica. Anni di depressione, corsa alla palestra e dal chirurgo per uniformarsi agli schemi.

Alle altre che non vogliono adeguarsi resta ben poco. Sperare di essere state dotate di cervello e palle e di andare contro tutti. E lottare tanto.

A questo proposito ho visto un bellissimo video-documentario che voglio segnalarvi e che è davvero illuminante. Si chiama Il corpo delle donne. Guardatelo qui: http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/

 

Mette in luce la corsa della donna a cambiare, trasformare il viso fino a cancellare rughe, segni d’espressione ed età biologica. Una vera e propria mutilazione ed umiliazione a cui la donna si sottomette per di lavorare in tv e per aderire a un concetto stardardizzato di bellezza dai media e dagli uomini. Si sempre loro.

Sono loro che dettano le regole. Impongono la bellezza perfetta ed artefatta alla donna proponendo modelli impossibili per tante donne.

 

Uomini che non aderiscono nella maniera più assoluta a tali diktat. Restano con i loro difetti e si fanno accettare anche se non hanno capelli, hanno la pancia o volti pieni di rughe. Come fanno? Perché noi non ci riusciamo? Quale donna avrebbe tanto coraggio? Sono in poche…

 

Gli uomini impongono il loro punto di vista sulla bellezza femminile e noi stesse iniziamo a guardarci con occhi maschili. Senza guardarci come noi siamo e vorremmo vederci..

Il video spiega che: non riusciamo a scorgere in tv una natura diversa, innovativa e originale dell’essere donna in contrapposizione a quella maschile. Come se una donna non riuscisse a guardarsi dentro accettando sé stessa. Anche con il volto segnato dalle rughe. Come faceva Anna Magnani che non voleva farsi coprire le rughe dal trucco perché diceva che ci aveva messo tanto per avere sul volto quei segni di vita, di donna, di esperienze.

 

La speranza perciò è che la donna maturi ed arrivi ad una nuova identità che la rappresenti totalmente. Per sé stessa e per gli altri.

 

 

 

 

LO SPOT ROCCHETTA NON SARA’ RITIRATO

Ecco la lettera che mi è arrivata sul caso Spot Rocchetta.

Con riferimento alla segnalazione in oggetto, Le comunichiamo che il Comitato di Controllo, esaminato il caso, ha deliberato di promuovere istanza al Giurì per accertare la violazione degli artt. 10 – Dignità della persona – e 11 – Bambini e adolescenti – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

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In particolare, l’organo di controllo ha ritenuto che la comunicazione veicolasse un contenuto lesivo della dignità della persona, potendo altresì influire negativamente sull’autostima del pubblico, in particolare degli adolescenti, sensibili ai richiami della accettazione sociale e dell’“ideale corporeo”.

 

Nella sua riunione del 26/5/09, il Giurì ha emesso il seguente dispositivo:

“Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la pubblicità esaminata non è in contrasto con gli articoli 10 e 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale“.

 

 

Ovvero lo Spot non sarà ritirato. Sono senza parole per questa decisione. Un vero affronto alla nostra natura di donne mediterranee ed un’umiliazione in più per tutte noi. Essere a confronto con modelli fisici diversi dal nostro e sentirci SBAGLIATE.

Ovviamente anche stavolta gli interessi hanno avuto la meglio. Come al solito…

Inutile prendersela tanto il mondo gira sugli interessi e suoi soldi. Intanto io non comprerò di certo l’acqua Rocchetta. Così ci penseranno due volte prima di mandare in tv uno spot così umiliante.

VERGOGNA.