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SIMONA RISPONDE A NORA

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Cara Simona,
Ti scrivo dopo mesi a passati a sbirciare con stupore tra le tue foto,sorpresa dalle tue iniziative e dal personaggio sincero che ti sei creata,un pò intimorita dalla paura di disturbarti o di essere inappropriata.
Ho quindici anni,vivo a milano in un ambiente tendente al borghese e sono,dai bei voti alle uscite del sabato sera,la tipica ragazza di buona famiglia.
Eppure ho dentro un’universo di diversità che mi spinge a scriverti,convinta che sfogarsi con una persone che tanto ammiro possa farmi sentir più leggera o in qualche modo migliore.
Ho conosciuto l’ anoressia in seconda media,quando mia sorella ha smesso di mangiare facendomi conoscere un modo che pensavo appartenesse solo a realtà televisive.Ricordo ancora dolorosamente un’ estate passata a nascondermi in bagno con le mani piene di biscotti,convinta che se avessi masticato abbastanza forte non avrei sentito le urla dei miei gentori.
Ricominciata la scuola a settembre,rivedo la mia migliore amica,l’unica che avesse passato ore ad scoltarmi piangere al telefono,dimagrita di dieci chili,anche lei con una strana luce folle negli occhi.
Mi ricordo di quando tornavo a casa piangendo per le prese in giro dei miei amici,stupiti che la bambina asciutta e maliziosa che conoscevano si fosse trasformata in una pseudo adolescente cicciotta. Non sapevano quanta frustazione,quanto senso di abbandono da parte dei miei genitori e del mondo intero si nascondesse dietro a quei chili di troppo.
Sono molto cresciuta da allora,ho imparato a diventare un’ancora di certezza per le due persone a cui volevo più bene,uno specchio deformante in cui vedersi migliori,perchè diverse da me,una confronto da cui uscire sempre vincenti ma anche una figura dove scorgere la sicurezza per piacere e piacersi indipendenetemente dal peso.
Poi,il primo anno di liceo,gli sguardi inquadratori di tutte le ragazze,la difficoltà dell’ integrarsi dove tutti ti giudicano solo per ciò che vedono.la paura di non farcela ad essere come “gli altri”.
Ho mollato anchio.
I pomeriggi piegata in due sul water,il sapore acido e crudele del cibo ingurgitato che cerca di ribellarsi alla tua volontà,l’amarezza rassegnata dell’ennesima abbuffata colpusiva e una grande,grande stanchezza.
Mi dibattevo tra bulimia e autolesionismo,dicendo a tutti che i graffi me li faceva il gatto,sperando che nessuno capisse ma alla fine un pò desiderando che qualcuno si accorgesse che soffrivo anchio,che la forte nora,quella che non piangeva mai e che era sempre sicura ed immune alla realtà,era capace di stare male e di agognare ad un pò di attenzione come tutti gli altri.
Poi è successo qualcosa.
Non so cosa sia stato a farmi crescere e cambiare, però venire a conoscenza di una certa Simona Sessa a sconvolto molte cose.
Ho imparato ad apprezzarmi davvero,non solo fingendo come facevo prima,ma anche capendo che cercare di cambiare se stessi non è per forza una guerra contro la normalità.
Ho imparato ad amare la mia quarta abbonadante,le mie gambe lunghe e i miei bei occhi,ignorando ed ironizzando sulla pancetta e le guancie paffutte.
Il sabato sera,circondata da un esercito di magrissime “amiche” in tacchi a spillo,ho imparato a considerare la mia diversità come chiave dell’essere speciale, non inadeguata.E la notte,rintanata sotto le coperte a casa della mia migliore amica,mentre lei sogna di fare la modella io rivedo gli sguardi di ammirazione di tutti i ragazzi incontrati,e sorrido di nascosto.
Non è sempre facile,non è sempre perfetto,ma ora so che non vorrei mai essere come tutte loro,e non è solo un modo di disdegnare ciò che non si ha,ma di rendersi conto di come si vuole essere.
E quando mia madre dice che sono troppo scollata,troppo provocante,che nella vita verrò sempre giudicata dalle apparenze,penso a te Simona,e sogno di essere un giorno come te,che forse ce l’hai fatta a superare un mondo di stonze sottopeso.
Grazie.

LA RISPOSTA:

Cara Nora,

 

grazie della tua bellissima lettera…grazie della tua testimonianza così preziosa.

Grazie di avercela fatta anche grazie a me.

Per ogni ragazza che ce la fa e che aiuto io mi sento di aver vinto in parte una piccola battaglia. La guerra è lunga, lo so ma se riusciamo a fare piccoli passi insieme alla fine saremo salve.

Immagino il tuo dolore quando hai dovuto combattere la malattia. E immagino le tue paure e le tue ansie. Consolati perché quello che hai passato tu lo abbiamo passato noi prima di te come la sottoscritta. E se ce l’ho fatta io allora può farcela chiunque.

La cosa meravigliosa è che non siete sole. Ci sono io a combattere per voi..

E mai più di oggi sono forte, nonostante le cicatrici dell mio stomaco ed esofago consumati dal vomito. Quelle ormai non fanno più male…Non più ormau…Ciò che continua a farlo sono le cicatrici indelebili nel cuore e nell’anima.

Spesso sono smarrita come allora, ma per fortuna ora ragiono con la mia testa ed adoro il mio corpo con le curve. Addirittura ne sono orgogliosa.

Il mio corpo è vivo, pulsante, felice. Non lo mortifico. Lo amo, lo nutro e lo rispetto. Con tutta me stessa. E’ questo che dovete fare ogni giorno quando vi svegliate e vi guardate allo specchio. Amatevi. Coccolatevi. Viziatevi. E vivete.

Quando saremo in una tomba sottoterra allora diventeremo scheletri senza più nutrimento. E smetteremo di mangiare per sempre.

La vita è una sola. Non ne abbiamo due. Vivetela al meglio e siate sempre fiere di voi stesse.

 

Capito Nora? Un bacione e grazie di avermi scritto.

 

Simona

 

DA MAGRA ERO APPREZZATA DALLE DONNE. ORA DA FORMOSA DAGLI UOMINI

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Toccante e bellissima questa mail arrivata da una lettrice del mo blog sociale “Pin Up del 2000”. Lei spiega come il mio blog l’abbia aiutata a vincere l’anoressia. Tante ragazze come lei ce l’hanno fatta anche grazie al mio aiuto ed al mio operato. Aiutate a diffonderlo…
Ecco la mail che vi darà modo di riflettere..

Simona Sessa

“….e pensare che io corro a leggere il tuo blog ogni volta che mi guardo allo specchio e odio la mia taglia 42 perchè mi vedo troppo grassa e darei non so cosa per tornare a non mangiare.
Simona involontariamente mi hai aiutata tantissimo.

Ultimamente mi è capitato di riflettere molto su questa mia insoddisfazione…

e uno dei miei crucci è questo”quando pesavo 50 kg per 1 metro e 70 ricevevo molti più complimenti…”

ma da chi li ricevevo? da altre donne… mentre ora che ne peso 6 (mi sa anche 7) di più…. le donne non me li fanno più. Ma i complimenti ora mi arrivano in forma diversa. Dagli uomini. Con sguardi e apprezzamenti diretti.
E il”trucco” è stato valorizzare la mia personalità, lo stile d’abbigliamento tutto mio.
Il trucco è stato togliere i trucchi che nascondevano chi ero veramente.
A questo punto mi chiedo: quelli delle donne erano complimenti sinceri? oppure erano felici della mia “asessualità” perchè non avevano di che temermi come potenziale rivale?”

DITE LA VOSTRA. E’ vero che il desiderio di magrezza è tipicamente femminile e il desiderio delle forme è maschile?

 

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Ecco qualche commento dalla mia bacheca di Facebook:

 

Omar dice: “l’uomo inconsciamente desidera le forme perchè gli ricordano qualcosa di materno penso, le donne si inspirano ai modelli a volte sbagliati che la tv passa e dato che sono in competizione tra loro si riducono a scheletri molte volte..”.

 

Rosario: “Per me le forme non sono essenziali, nel senso che mi può piacere una donna magra e senza seno così come la classica supermaggiorata. Purtroppo alcune donne sono troppo condizionate da certi modelli che in certi casi sono irraggiungibili. ricordo per esempio un articolo che spiegava che Barbie si spezzerebbe se fosse vera, eppure continuano a produrla così. Per uno come me che ama il cibo l’anoressia è tanto spaventosa quanto incomprensibile”.

 

 

Angela: “Il desiderio di dimagrire è dato anke dalla società..perkè nel caso ti senti bene anche essendo in carne ci sono decine di persone che in tutta la giornata te lo ricordano o nel mio caso se ne escono con la frase che più odio ” però hai proprio una bella faccia” il problema comincia proprio nell’educare la gente.. e gli uomini cercano le forme e spesso tradiscono con le grasse..”

 

Roberta: “Sì… nonostante sia una questione di gusti personali, sono convinta anch’io che la maggior parte degli uomini preferisca le donne formose e “a clessidra”, mentre le donne considerano più bello un corpo esile e sottile. Secondo me molte donne dovrebbero prestare più attenzione ai gusti e ai pareri degli uomini, invece di fossilizzarsi sul loro ideale di bellezza “eterea” e dare dei”bugiardi” o degli “ipocriti” agli uomini che esprimono sinceramente le loro opinioni!.

Comunque secondo me, al di là dell’aspetto fisico, ciò che colpisce gli uomini è il fascino: e una donna allegra, sorridente, ottimista e sicura di sè è sicuramente più affascinante di una donna che non ama il proprio fisico e che passa giornate intere in palestra concedendosi al massimo uno spuntino tra una seduta e l’altra o di una che, al contrario, non cura il proprio corpo..”.

 

Giada: “invece si gioca tutto sul guadagno.. e come si fa a guadagnare ? Si creano problemi, che poi bisogna risolvere. Questa è la più grossa fregatura di tutti i tempi e qui il problema è globale potrei passare dall’anoressia alle baby gang in un secondo o all’alcolismo o ai rifiuti.. Insomma stiamo impazzendo, delirando, autoannientandoci solo perchè abbiamo deciso di delegare il nostro pensiero a qualcuno.

Sapete cosa mi piace più di tutti della vita!? IL DOLORE perchè è l’unica cosa che ci rende veramente consapevoli, ci mette di fronte a uno specchio e ci fa decidere su cosa vogliamo veramente da noi stessi e dagli altri.

Purtroppo in questo dolore ci annegano tante persone come queste ragazze che si lasciano morire di fame.”

 

 

 

 

PIN UP LOVE:IL VIDEO SOCIALE DI SIMONA SESSA

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Simona Sessa, la giornalista, conduttrice e imprenditrice molto nota nelle Marche ha girato questo corto intitolato Pin Up Love per combattere anoressia e bulimia.
Con orgoglio mostra il suo corpo da maggiorata e le sue curve per dimostrare che chi veste una taglia 44 (o anche 46) è decisamente sexy e un sex symbol.
Simona indugia sul suo corpo formoso come facevano le Pin Up degli anni ’50.
Riprese volutamente di “parti” del corpo per risvegliare un “orgoglio da maggiorata” in tutte le donne che non hanno il fisico da modella. Immagini che si intersecano tra loro e rappresentano ciò che gli uomini vedono o pensano di una donna.
“Parti” del corpo che loro amano in particolare. Seno, sedere, curve, pelle, gambe, scarpe. Un intreccio di immagini feticistiche che rispecchiano l’immaginario maschile come Froid aveva ben capito. Cosa c’è nella mente dell’uomo….

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Agli uomini piace la carne…e Simona si mostra proprio per far capire alle donne dal corpo mediterraneo che si è molto più sexy delle donne magre al limite dell’anoressia. Reggicalze, calze autoreggenti, le forme esplosive di Simona, smalto e rossetto rosso, pelle chiara, tacchi a spillo. Veri e propri feticci…

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Un aiuto contro la bulimia e l’anoressia. Perché insieme possiamo cambiare qualcosa…

Ecco il video:


 

 

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