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GLI STILISTI “ASSASSINI” DELLE DONNE

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Torno a voi cari amici e lettrici con sempre maggiore carica e grinta. Finalmente i media cominciano seriamente a parlare di me, delle donne in carne, delle modelle burrose.

Vi segnalo questi due articoli su usciti tra oggi e ieri. http://news.biromode.it/231-La-moda-scopre-le-donne-dalle-taglie-forti-labito-piu-sexy-e-il-corpo.html#extended

In questo articolo si parla di Lizze Miller, la sexy modella Plus Size che sta facendo impazzire il mondo, di me e del mio concorso Miss Pin Up e di Valeria Marini. Bellissimo articolo di Ciro iodice.

Altro articolo firmato sempre da Ciro qui: http://www.fashion-fetish.info/

Argomento il reggicalze. Ne ho parlato in questo blog, nel mio libro Pin Up del 2000 e ho un sito dove vendo i miei reggicalze con il marchio Femmina Pin Up www.femminapinup.com

Tornando al nostro mondo popolato di donne con le curve sono felicisima di potervi parlare e mostrare le foto di questa sfilata di intimo in Colombia, a Calì. “Ma attenzione – spiega sempre Ciro nel suo eloquentissimo articolo – non si tratta nè di taglie forti, nè di donne sovrappeso: modelle comunque magre, ma oltre che formose, anche indubbiamente toniche e muscolose, dove la massa magra però non interrompe l’armonia di un corpo curvilineo.

Stiamo riscoprendo e rivisitando le misure 90-60-90 che tanto piacevano una volta e che anche trasformati in 100-70-100 non sfigurano affatto e soprattutto piacciono sia alle donne che agli uomini, perchè sensuali, sexy e provocanti. I modelli penetrano prepotentemente nel nostro cervello attraverso una miriade di fonti, mediatiche e non, e sono in grado di spazzare via anche le più salde sicurezze”.

In effetti le foto sono mozzafiato. Bellezze statuarie con curve, balestrate e decisamente più sensuali dei manichini umani che abbiamo in Italia. Guardando queste foto mi rendo conto come solo da noi gli stilisti non capiscono un tubo. Continuano a proporre donne ossute ed abiti per questo tipo di donne che da noi sono davvero poche (naturali e non anoressiche). Ma poi ho fatto una riflessione agghiacciante che farà riflettere pure voi…

modelle-taglie-forti-alle-sfilate-in-colombia.jpgHo capito GLI STLISTI ODIANO LE DONNE ma fanno soldi su di noi. Non ci rispettano. Non ci amano. Ci deturpano. Ci fanno ammalare. Ci fanno odiare i nostri corpi e fanno di tutto per renderci la vita piena di depressione e complessi. Sono loro con i diktat che lanciano sulle passerelle a condizionare le modelle in passerelle che se non sono sottopeso non lavorano e poi noi ovvero i consumatori finali.

In questa spirale di profondo odio verso la donna hanno costruito gli immensi patrimoni e le carriere tv. Fanno finta di amarci e di vestirci per esaltare il corpo. Fingono. In realtà sono dei feroci mutilatori ed “assassini” di donne. Della loro femminilità, della loro vitalità. Spengono il sorriso delle modelle sulle passerelle che appaiono emaciate, smagrite, depresse, tristi. Spengono la femminilità. Direi che la SOPPRIMONO. E a noi pubblico anche se indirettamente accade la stessa cosa. Sanno quale è il problema ed il rischio anoressia che le donne incorrono ma continuano a propinarci donne ossute, dimagrite sempre più grazie a Photoshop.

Come il caso dell’ ultima campagna pubblicitaria per il marchio Blu Label di Ralph Lauren (in foto sotto). Filippa Hamilton, taglia 44, è stata così “ridotta” in scheletro umano dopo il trattamento della sua foto con Photoshop. La testa più grande del busto e della vita, le gambe sottilissime infilate nei jeans: l’immagine di una modella pelle e ossa rappresenta quella della campagna pubblicitaria di Lauren che si è scusato per l’immagine sbagliata e distorta della modella che ne è venuta fuori.

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Ma non è meglio nella foto a dx con la sua stupenda 44??

Ancora una volta è colpa degli stilisti…Come ribadisce anche il video shock della modella anoressica del cartellone pubblicitario di Toscani. 31 chili: pelle o ossa per gridare al mondo il suo dolore di bambina e di donna ora. Anche lei nell’intervista dà la colpa alla moda, alle sfilate, agli stilisti. “Dietro gli abiti, il trucco, le belle donne e le sfilate c’è LA MORTE – dice -. Ho posato nuda per fare capire alle ragazza che la magrezza non è sempre necessaria per lavorare nel mondo dello spettacolo”.

 

Guardate il video shock:

UNA MAIL PER COMBATTERE CONTRO LA PUBBLICITA’ GETFIT

 

totale_bis.jpgEccomi tornata su questa immagine del cartellone pubblicitario di Milano.

Una immagine pubblicitaria inaccettabile che offende le donne formose d’Italia.
Questo cartellone apparso a Milano, alla stazione di Loreto, viene visto da migliaia di persone al giorno.
Una ragazza taglia 46-48 che si specchia e si gira  e sul suo sedere formoso c’è un’immagine di un sederino in sexy lingerie. E poi l’assurda scritta “Pretendi di più” con un link di un sito web di una palestra di Milano.

Il messaggio che ne viene fuori è “Sei grassa, pretendi di più: un sederino mignon da valorizzare con sexy lingerie”.

Quindi: la ragazza taglia 46-48 è grassa per i signori che hanno ideato questa aberrante pubblicità. Ancora una volta qualcuno si permette di alzare il dito contro una donna come noi. Semplicemente in carne per dirle che deve vergognarsi e pretendere di essere magra a bella, e ovviamente dimagrire. Per fare guadagnare questi signori con la loro palestra e quant’altro…

Mi ha dato veramente fastidio osservare l’insieme del cartellone che giudico una vergogna..

Ancora una volta si cerca di fare il lavaggio del cervello sulla magrezza esagerata. Ancora una volta molte ci cadranno. Ancora una volta siamo vacche da deturpare, donne senza una identità corporea diversa da come molti ci vedono: siamo donne vere e gridiamolo al mondo.

A questo punto vorrei organizzare una sorta di petizione generale: facciamoci sentire e gridiamo in faccia a questi signori della palestra che hanno sbagliato pubblicità, che ci offende nel nostro intimo di donne e che siamo totalmente contro il loro messaggio lesivo e discriminante. Un messaggio che spinge all’anoressia e alla bulimia..

 

La palestra si chiama Getfit e basterà inviare mail di protesta a info@getfit.it

Capiranno e magari cambieranno il loro messaggio. In fondo basta che ognuno di noi mandi una mail che dovranno riflettere per forza…

Questo il sito: http://www.getfit.it

 

Perciò buona mail a tutti!

LA POSTA DI SIMONA: IL BLOG HA SALVATO UN’ALTRA RAGAZZA

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Cara Simona,

sono o forse ora grazie a te LO ERO, una mamma disperata con una

figlia di 18 anni dicamo con problemi alimentari.

Due anni fa era una ragazza bellissima 1,72 per 56 kili e formata di colpo una vera

donna. Ma qualcosa in lei era scattato, forse la paura di crescere o forse il vedere

che la magrezza come dici tu è nella società che fa schifo.

Sono due anni che combatto da sola, perchè credimi qui ad Aosta non ti aiuta

nessuno per questa malattia.

In due anni è arrivata a pesare 40 kili e con un corpo rinsecchito e con un muro

verso le mie preoccupazioni e le mie paure.

Poi da Sabato 19 settembre, non so cosa sia successo ha visto il tuo sito ed è

come se fosse scattato qualcosa dentro di lei.

Abbiamo sempre avuto tanto affetto noi due e tanto dialogo per fortuna, e allora

mi ha detto di aver sbagliato tutto e che voleva riprendere a mangiare e voleva

tornare bella come era un tempo perchè si rendeva conto che così non poteva

andare.

Io è tutta la mattina che piango di felicità questa volta, non posso credere che sia

bastato il tuo sito per convincere Cristina a crescere e diventare donna.

Tu sei un angelo sceso dal cielo e spero che altre ragazze come mia figlia vedendo

ciò che scrivi, possano tornare indietro in tempo come la mia.

Cristina per era bella e presto grazie a te, tornerà ad esserlo.

Davvero, hai ridato la vita ad una famiglia disperata.

Antonella

 

 

Cara Antonella,

 

la tua lettera mi ha lasciata senza fiato. In essa leggo tutta la disperazione di una madre che vede la sua bambina sfiorire giorno per giorno a causa di una società feroce, aggressiva e senza scrupoli. E nulla in molti casi può fare l’amore di una mamma disperata, accorata e amorevole che ha generato una figlia e che la vede incamminarsi sulla strada pericolosa della vita. Purtroppo la vita non è quella che immaginavamo: amore, fratellanza, dolcezza, collaborazione.

Il mondo è pieno di imbecilli pronti a guadagnare su chilometri di dolore e di sangue.

Quando ho aperto questo blog, anni fa, mai avrei creduto di aiutare una sola persona realmente dalle malattie alimentari. Credevo che il blog avrebbe solo fatto riflettere. Invece il blog funziona.. Tante ragazze mi hanno scritto ringraziandomi ed ora la tua mail mi ha fatto commuovere. Perché è davvero piena d’amore. E l’amore che ho dentro è arrivato fino al cuore di tua figlia che leggendo il blog ha finalmente capito.

Il mio compito è quello di aiutare a capire. A comprendere. A trasferire amore dentro tutte le donne e le ragazze che leggono il mio blog.

Purtroppo so che il mio lavoro è solo una goccia in un mare di cattiveria, odio, ed interessi sulla pelle della gente.

E’ vero che il male è ovunque ma il bene vince sempre. Sono molto credente e so che Dio ha armato la mia mano con una penna e ciò che scrivo è d’aiuto per tantissime ragazze.

Ti faccio tanti auguri per tua figlia e dalle un bacio da parte mia.

Anche stavolta l’amore ha vinto. Sono davvero felice.

Dedico a tua figlia e a tutte le ragazze e donne che mi seguono il mio ultimo video sulle regole d’oro per amarsi. Impariamo ad amarci come siamo.

E stiamo lontane dall’industria della bellezza che ci stritola nei suoi meccanismi.

 

 

 

 

Il secondo video è chiarissimo…Fallo vedere a tua figlia. L’aiuterà a capire meglio…

Che sia una giornata d’amore per tutti…

BOCCIATE LE EXTRA MAGRE! ALLARME PASSERELLE. MODELLE SEMPRE PIU’ SECCHE

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Inizio questo post con una grande gioia nel cuore. Questa notizia mi rallegra, mi fa sorridere pensando alla nostre meravigliose curve. Al nostro corpo super-morbido.

La notizia: I lettori inglesi di FHM eleggono le star coi fisici peggiori

L’edizione inglese del magazine FHM ha proposto un sondaggio quantomeno originale… I lettori sono stati invitati ad esprimere il proprio parere sulle star dal fisico meno “invitante”.

In generale si scopre che l’eccessiva magrezza di celebrità come Victoria Beckham e Kate Moss non piace agli uomini, che ancora una volta si schierano in difesa delle curve!

Ecco i  corpi femminili meno apprezzati dal pubblico inglese.

Quarta classificata: Fearne Cotton, che presenta la versione inglese di “Top of the Pop”

Terza classificata: Lily Allen

Seconda classificata: Kate Moss

Prima classificata: Victoria Beckham

Quindi Victoria e Kate, imitate da MILIONI di ragazze del mondo che si ispirano alla loro magrezza malata, NON PIACCIONO agli uomini. Non attizzano,  non sono corpi definiti belli, invitanti ed eccitanti.

RW_2_Kate_Moss_2.jpgBè questo noi lo sapevamo già, ma questo sondaggio lo sancisce definitivamente in Inghilterra, città dove Kate e Victoria sono molto amate. Amate ok ma le curve sono curve e corpi così anoressici NON piacciono per niente. Avete capito ragazze? Cancellate dalla mente che questi fisici sono da imitare. Al massimo da imitare al contrario!. Mangiate, mangiate, mangiate!

Altra notizia purtroppo agghiacciante è apparsa ieri sul Corriere della Sera: parla di modelle sulle passerelle ancora più magre, extra slim, secche e secchissime con volti pallidi e smagriti, alte, chiome vaporose. Ed  scattato l’allarme per arginare un problema sempre più grave come quello dell’anoressia.

La free press «WWW.D denuncia: «La magrezza è tornata e con lei le modelle punta-spilli con spalle come lance» A Londra il «Royal College of Psychiatrists», l’associazione degli psichiatri, ha lanciato l’ allarme «anoressia» denunciando i siti che l’inneggiano con molti consigli per resistere ai crampi della fame.

Parliamo della chiusura delle sfilate newyorkesi da due griffe americane purosangue: Calvin Klein e Tommy Hilfiger. Alias, East Coast e West Coast, dunque Hampton e California. E le modelle sono apparse ancora più emaciate, magrissime, ultra light.

Dall’articolo del Corriere della Sera si legge: “Il giornale free press «WWW.D», Worlwide Womens Wear Digest, denuncia: «La magrezza è tornata e con lei le modelle punta-spilli con spalle come lance, braccia come pesche rinsecchite e facce emaciate e scocciate».

Con un pesante commento di Iman, l’ ex modella, la prima di colore a conquistare le copertine, moglie di David Bowie, donna tosta: «Mi pare di stare nel mio maledetto Sudan e mi assale la malinconia».

anoressica.jpgÈ vero, le top scelte in questi ultimi giorni erano molto magre e tirate. Giovanissime, alcune. Anche quattordicenni (negli States è permesso). Ma non solo loro, persino Carmen Kass, di nuovo in pista a 30 e passa anni, ha mostrato un fisico asciuttissimo.

Non è un caso che il «Royal College of Psychiatrists», l’ associazione degli psichiatri, ha lanciato l’ allarme e ha invitato gli organizzatori delle fashion week a vietare alle modelle troppo magre di sfilare: «Perché – hanno motivato – le passerelle sono vetrine dell’ immagine per le ragazzine, nel bene e nel male». Taglie ed espressioni, perché è anche vero che gli atteggiamenti imposti per copione (e contratto) certo non aiutano: in molti défilé mai un sorriso o un cenno di serenità. Solo volti spigolosi, tristi e angosciosi.

Ragazze pensiamo con la nostra testa ed amiamo il nostro corpo! Noi siamo stupende così…

CRYSTAL RENN: LA MODELLA TAGLIA 46, EX ANORESSICA, LA PIU’ PAGATA DEL MOMENTO

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Care amiche a sostegno della mia tesi sul marcio mondo della moda che spinge le ragazze e le donne a dimagrire e ad ammalarsi di anoressia e bulimia vi posto questa bellissima storia di una modella ex anoressica che c’è l’ha fatta in primis a non morire e poi a sottrarsi al mondo della moda che la voleva solo pelle e ossa per poi affermarsi sulle passerelle con la sua meravigliosa taglia 46.

E’ una storia forte, un pugno nello stomaco che mi ha fatto male quando l’ho letta. E’ tratta dal settimanale “Di Più”. Leggetela e consolatevi. Finalmente la giustizia divina per noi formose. Sono felice per tutte voi, per me e Crystal. Questa è una nostra vittoria. Godiamocela…

Questa è la storia commovente di Crystal Renn: la modella taglia 46 più pagata del momento.

Una storia denuncia contro il mondo della moda che spinge le donne e le modelle a dimagrimenti disumani. Crystal confessa: “Ho sempre voluto sfilare e a sedici anni mi ammalai di anoressia. Ora che sono abbondante, piaccio agli stilisti”.

 

L’articolo di “Di Più”

 

E’ la fotomodella più ricercata e pagata del mondo. Ha forme generose e abbondanti. Nulla a che vedere con la maggior parte delle colleghe che sfilano sulle passerelle.

Ecco le sue misure: novantasei cm di seno, settantasei cm di vita, centosei cm di fianchi.

 

Nessuno fino a qualche tempo fa avrebbe pensato a lei come fotomodella,  invece adesso è la più richiesta dagli stilisti famosi.

Stiamo parlando di Crystal Renn, ventidue anni, americana di Miami, in Florida, la fotomodella che, a dispetto del fisico generoso, anche con qualche segno di cellulite ha soppiantato le fotomodelle più richieste: piace più di Naomi Campbell, Kate Moss e di tante altre “top model” grissino. Crystal, al di là delle forme, ha un volto perfetto: bruna, sopracciglia marcate, occhi nocciola, sguardo ammiccante.

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“E’ proprio per questo mio viso che, sin da bambina, avevo deciso di diventare modella”, racconta mentre svela con assoluta disinvoltura il segreto del suo successo.

“Ancora oggi penso di sognare. Mi sembra di sognare. Mi sembra davvero incredibile che ce l’abbia fatta, così con queste forme non proprio sottili. Non è stato facile, credetemi, e se affermassi il contrario mentirei. Tutti mi dicevano che avevo sì un bel viso, peccato che ero grassa”.

Crystal aveva sedici anni quando fu notata da una agenzia che reclutava ragazzine da lanciare nel mondo della moda. “Hai un viso bellissimo”, le dissero “ma devi perdere almeno venti chili”.

 

“Accettai”, racconta con serenità, ora che ha raggiunto il successo, Crystal Renn. “Volevo disperatamente farcela. Venti chili mi avevano detto? E io decisi che venti chili avrei perso, non un etto in meno”.

Allora Crystal smise di mangiare. Via zuccheri, carboidrati e pasta, solo bibite light e foglie di lattuga, con otto ore di palestra al giorno. “Ero alta centosessantotto cm e arrivai a pesare quarantanove chili. Non stavo quasi in piedi. Il peso continuava a precipitare ma per i miei agenti non sembrava mai abbastanza”.

A poco servivano le parole dei familiari e la preoccupazione di tutti quelli che la vedevano spegnersi nell’assenza di cibo. Finchè arrivò il giorno della consapevolezza.

 

Ormai denutrita, Crystal ebbe un malore, che, però, fu illuminante per lei. Si riprese, a stento, ma capì che non avrebbe potuto continuare in quel modo. Si sfogò, pianse tutte le sue lacrime, disse che proprio non ce la faceva più per quell’ossessionante privazione. “In quello stesso momento giurai a me stessa che avrei smesso con le diete, con la disciplina autodistruttiva e  avrei ripreso le redini della mia vita.

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“Accettai il mio fisico voluminoso”, racconta ancora la top model. “Con esso, e con uno sguardo spavaldo, mi presentai, bene in carne, un giorno in agenzia. Mi guardarono quasi con disgusto e con commiserazione. Per fortuna, c’era ancora il mio viso ad affascinarli e così, un po’ per premiare la mia ostinazione e un po’ per pietà, mi consigliarono di entrare nell’universo delle sovrappeso per mestiere, di realizzare cioè cataloghi nel settore delle taglie forti”.

 

Crystal si sentì quasi offesa: “Volevo avere le stesse opportunità di una indossatrice che porta la 36. Il ghetto non mi interessava,anche se avrei guadagnato bene. La mia intenzione era quella di creare un’immagine, dare vita ad un abito a prescindere dalle mie misure.

E volevo lanciare un messaggio di fiducia alle tante ragazze che avrebbero desiderato intraprendere la mia stessa carriera ma che sono state frenate dalla bilancia.

 

Quindi Crystal Renn decise che il cambiamento doveva essere perfetto. Lasciò la vecchia agenzia per una nuova e un giorno, nel 2006, si presentò a una trasmissione televisiva piuttosto seguita in America per raccontare come era diventata anoressica pur di sfilare.

“Per raggiungere il mio scopo ho rischiato di morire”, disse. La sua storia apparve su tutti i giornali americani e un giorno la sua foto fu notata dal grande fotografo Steven Meisel: il genio delle immagini.

Fu un vero colpo di fulmine e arrivò il successo. Crystal Renn, la donna che ha voluto sfidare il mondo della moda, ce l’aveva fatta. Finì sulle pagine di Vogue e, da lì, su tutte le più grandi riviste di moda del mondo. Un trionfo. “Sono fiera di questo mio corpo”, ribadisce nelle interviste ogni volta che qualcuno le chiede come fa ad avere il coraggio di farsi vedere sulle passerelle facendo contenta ogni donna. Jean Paul Gaultier, il famoso stilista francese, ha deciso di non rinunciare mai a lei. Ma adesso tutti la vogliono: Versace, Chanel, Armani, Cristian Lacroix, Dolce & Gabbana.

“Ora ho paura di dimagrire” confida sorridendo Crystal. “Ho paura di perdere la mia immagine da barricadera. Adesso che sono diventata modella e ho realizzato il sogno della mia vita con queste mie forme, perdere soltanto un etto mi farebbe soffrire. Sono felice: sono riuscita ad imporre le mie misure nel mondo della moda che, prima di me, volevano soltanto taglie 36. Adesso godetevi la mia 46 e il mio pizzico di cellulite”.     

 

SCRIVETE TUTTI PER RITIRARE L’OLTRAGGIOSO SPOT DELLA ROCCHETTA CON LA CHIABOTTO

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Care amiche e amici che mi seguite sono davvero orgogliosa di comunicarvi che sono stata contattata grazie al mio blog dall’associazione  Media&Diritto (associazione che si occupa dei rapporti tra difesa dell’immagine e comunicazione) per divulgare un importante messaggio: il modo per bloccare la messa in onda dello spot Rocchetta interpretato dalla Chiabotto a mio avviso oltraggioso verso le donne in carne.

 

Vi ricordo che l’associazione Media&Diritto giorni fa ha presentato un esposto al Comitato di Controllo presso l’Istituto per la Autodisciplina Pubblicitaria chiedendo il ritiro dello spot dell’acqua Rocchetta.

Ora è possibile fermarne la messa in onda grazie alla preziosa adesione di tutti voi. Basta scrivere una mail o una lettera da inviare via fax spiegando i motivi per cui lo spot dovrebbe essere bloccato.

Il messaggio deve essere intestato al Comitato di Controllo. Indicare come oggetto: ritiro spot Rocchetta. Le persone dovranno firmare con nome e cognome. Chi invece è titolare di un gruppo su Facebook, di sito, associazioni culturali o siti tematici dovrà aggiungere anche i riferimenti del gruppo/sito ecc.

 

INVIATE IL MESSAGGGIO VIA MAIL: iap@iap.it

 

                                      O VIA FAX: 02 58303717


E’ importante che aderite TUTTI. Possiamo fare qualcosa di molto importante per le ragazze bulimiche e anoressiche ed è il momento di farlo ORA. Tutto dipende da noi.

Maggiore sarà la vostra risposta e maggiori saranno le possibilità di bloccare lo spot. Credo sia un gesto civile dovuto e rispettoso nei riguardi delle persone con distrurbi alimentari che potrebbero essere danneggiate negativamente dal messaggio dello Spot.

Sono molto felice perciò di collaborare in sinergia con la prestigiosa associazione Media&Diritto che tanto si sta adoperando in nome delle donne italiane dal fisico mediterraneo che si sentono fortemente offese dallo spot.

Uno spot decisamente razzista nei riguardi delle donne che non sono alte, magre, bionde e belle. Un messaggio che sottolinea concetti sbagliati e pericolosi come  “Magro è bello”, “Se sei formosa devi dimagrire”.

 

Ritengo che lo spot sia da censurare poichè incita a dimagrire e inculca nelle menti degli spettatori l’idea che per essere come la Chiabotto bisogna acquistare l’acqua Rocchetta. L’acqua non è certo un modo o un mezzo per dimagrire ma il modo triste e pericoloso delle anoressiche di riempire lo stomaco per placare i morsi della fame.  Lo spot non combatte né anoressia e né bulimia ma la incita in maniera allusiva e velata.

Trovo davvero triste che in una società dove le ragazze malate di ana e mia aumentano ogni anno, grazie al condizionamento del comparto moda e dei mass media, si mandi in onda uno spot del genere, così tristemente distorto ed illusorio.

La ragazza mora che si confronta alla Chiabotto è a giudizio popolare (della maggior parte degli interpellati) sana e la sua immagine è l’emblema di una fisicità che rispecchia il 90% delle italiane.

L’impopolarità di tale spot è lampante e basta fare un giro su internet nei vari siti-foru,-gruppi facebook per capire l’effetto negativo ed il fastidio che ha provocato nei telespettatori. L’immagine della donna sana e felice delle proprie curve della ragazza mora è quella di tante di noi orgogliose delle proprie curve. Di noi, Pin Up del 2000.

 

Perciò amici carta e penna e al “lavoro”. Una nostra vittoria è annunciata…

SONO USCITE LE MAGLIETTE PRO FORMOSE PER DONNE ORGOGLIOSE DELLE PROPRIE CURVE

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Novità delle novità: finalmente sono uscite le attesissime magliette Pro Formose per Donne orgogliose delle proprie curve.

Un nuovo modo per combattere la bulimia e l’anoressia ideato dalla giornalista, blogger, conduttrice, scrittrice ed artista Simona Sessa.

Si tratta di maglie elasticizzate che ritraggono Simona, considerata l’ultima Pin Up italiana, in pose Pin Up felice di mostrare le sue rotondità con frasi del tipo: “Gli uomini preferiscono la carne”, “Pin Up del 2000”, “Il mio miglior amico? Il Reggicalze”.

Affermazioni importanti e provocatorie che non lasciano dubbi: un modo nuovo di manifestare il proprio orgoglio per una fisicità tutta mediterranea.

Basta con le donne grissino. Basta con la magrezza a tutti i costi. Donne formose d’Italia che avete consapevolezza delle vostre forme indossate le maglie ed uscite allo scoperto.

 

“I capi propongono la mia immagine con scritte emblematiche e liberatorie  – spiega Simona Sessa -. Indossare le magliette ha una funzione terapeutica e liberatoria perché ognuna di noi può finalmente gridare al mondo che ama il suo corpo e le sue curve. Che si è finalmente accettata. Senza più dover combattere ogni giorno per un fisico ultra magro. Ecco il perché sto avendo molte richieste”.

 

Si tratta di magliette sociali cult che possono essere indossate dalle donne ma anche dagli uomini che adorano le donne con le forme e vogliono farlo sapere.

 

Le maglie sono disponibili nel Woman Shop http://www.womanshop.it/anni-4050-maglie-formose-c-5_296.html

 

I capi sono griffati dal marchio creato da Simona “Femmina Pin up” che già firma calze Pin Up Fully Fashioned e RHT vendute nel sito (www.femminapinup.com)

 

Una vera rivoluzione per donne che avranno finalmente modo di accettarsi e mostrarsi con le proprie forme procaci. Proprio come ha fatto Simona che per palesare il suo “orgoglio di formosa” non ha esitato a posare come una Pin Up con la sua taglia 44-46 riscuotendo molti consensi e proseliti tra uomini e donne che l’hanno eletta la loro eroina.

Perciò ha ideato la sua campagna sociale e artistica Pro Formose (contro anoressia e bulimia) per aiutare tutte le ragazze e donne in carne ad accettarsi così splendidamente rotonde e ad amarsi in una società dove la magrezza è un mito da raggiungere a tutti i costi.

In pochi giorni che le maglie sono uscite svariate le richieste da parte di donne felici di “uscire allo scoperto”.

“Non mi aspettavo un tale interesse – conclude la Sessa – al punto che ho dovuto ristampare subito altre maglie e prepararne altre per uomini visto che in fatto di donne hanno la preferenza assoluta per quelle in carne. La rivoluzione dei costumi è appena cominciata…”. Tremate, tremate le donne formose son tornate…

 

E per tutti gli amanti delle donne con le curve e le Pin Up del 2000 la Sessa ha creato i siti sul Pin Up style e la cultura anni ’40-’50 (Donne Formose (www.donneformose.com ), il Woman Shop, il 1 Pin Up Store d’Italia (www.womanshop.it), Vintage News (www.vintagenews.net), Il Blog Pin Up del 2000   ( http://pinupdel2000.myblog.it/).

 

Uscita anche la prima linea cosmetica italiana ispirata alle Pin UP per donne sexy e sensuali che desiderano esaltare il proprio fascino.

(www.womanshop.itwww.femminapinup.com)

 

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L’ASSALTO

Care Pin Up del 2000 è da un po’ che non posto ma stanotte non posso evitarlo.

E’ giusto che guardate subito ciò che i miei occhi hanno visto.

Questo rafforzerà ancor più i miei concetti e libererà ancor più voi dalle catene per avere una silohette magra.

Ragazze quando ho visto questo video prodotto dalla Dove ed intitolato “L’ASSALTO” non credevo ai miei occhi. Mi sembrava di sognare…

Tutti i concetti per cui mi batto da anni: la lotta all’anoressia, bulimia, agli stilisti e allo star system sono racchiusi in questo minuto e mezzo e sono perfettamente espressi dalle immagini montate a ritmo incalzante. Immagini forti, croccanti, dure, che lasciano senza fiato noi che guardiamo.

Questo video denuncia della Dove, che ritengo un vero e proprio capolavoro, mi ha lasciata senza parole. Questo è quello che subiamo noi ragazze e donne e che ci condiziona la vita di adolescenti e poi di adulte fino arrivare alla maturità.

Nel video che termina con la frase “Prendi tua figlia prima che lo faccia l’industria della bellezza” è un pugno allo stomaco. Da rabbrividire. E racconta ciò che tante di noi hanno vissuto o stanno vivendo ora. Un dramma, un assalto defatico vero e proprio e un lavaggio del cervello.

La bellissima bambina che sorride ha uno sguardo tenerissimo, tranquillo, calmo, felice.

Mai potrebbe immaginare che a breve entrerà nella spirale: forma-linea-magrezza-diete-anoressia-bulimia-chirurgia plastica-perfezione. Un infermo. Un dramma. La sua fonte di infelicità perenne. Mai potrà immaginare l’insicurezza che giornali, film, tv, stilisti istilleranno giorno dopo giorno nella sua testa. Un assalto vero e proprio. Alla sua anima, al suo cervello.

Sembra semplice raccontarlo ma viverlo è davvero drammatico. Ed è quello che è successo a me…

Ero una bellissima bambina paffutella del Sud, come tante. Ero felice. Ridevo. Poi un giorno qualcuno mi ha fatto notare che con i miei 62 chili ero soprappeso e sono andata da un dietologo per dimagrire.

E’ stato l’inizio della mia bulimia. Venti anni fa. Venti anni di pianti. Di vomito. Di stomaco distrutto dai succhi gastrici per il vomito. Venti anni a odiare il mio corpo. Venti anni di insicurezze e di inadeguatezza.

 Questo è il mio dramma. E vedere questo video mi fa male. Mi ha segnata ancora di più.

Se lo guardate come spettatori dal di fuori allora potrete diventare immuni ai condizionamenti che ci fanno quotidianamente. Pensate con la vostra testa. E amate il vostro corpo come lo amo io ora. Vi voglio bene, siate forti ed unite e insegnate i veri valori ai vostri figli.

Solo così avremo una speranza di cambiare questo mondo di merda…

 

VITINO DA VESPA? IMPOSSIBILE OGGI

 

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Care ragazze ho letto inorridita gli ultimi post e qualche commento che non ho volutamente commentare per vedere la reazione “generale” ma quando ci vuole ci vuole…

Innanzitutto noi qui difendiamo le donne formose che non sono le cosidette grasse o sovrappeso ma le donne comuni come siamo tutte.

Parliamo di donne comuni, che lavorano, che hanno dei figli, o giovani donne a adolescenti dal corpo mediterraneo. Io mi riconosco in questa tipologia di donne nonostante sia Pin Up per passione e lavoro.

Detto questo vorrei specificare che alcune Pin Up avevano il punto vita stretto e braccia e gambe magre come specificato da una nostra amica. Ma altre avevano cosce, sederi e seni molto generosi. L’unica cosa che avevano di stretto era la vita. Ma rapportata alla loro altezza. Bettie aveva la vita stretta ma anche gambotte e fianchi taglia 46 odierna. Quindi non era assolutamente magra.

Marilyn all’inizio era magra ma guardate un po’ la foto postata.

 

 

 

 

Marilyn-Monroe-oversized-postcard--.jpgDunque il discorso è semplice e non fa una piega. Ogni vita si adatta al corpo che abbiamo. Purtroppo nel corso degli anni ( e ne scriverò più avanti) il corpo della donna si è modificato da una tipologia a clessidra con fianchi larghi a vite più abbondanti senza molto stacco tra seno e sedere. Ma questo dipende da tanti fattori: ereditari, di alimentazioni e abitudini di vita.

Risultato? Belle donne con vite larghe. O corpi forzosamente morbidi senza il famoso stacco a clessidra. Guardate me. Io non ho 60 di vita ma sui 77-78 per 1,70 di altezza e allora non sono sexy o bella???

Io sono un caso lampante no? Se avessi la vita 60 sarei più bella? Non sarei proporzionata con le mie forme. A parte Bettie e Jane Russell le Pin Up erano piccoline  e quindi un 60 di vita aveva un senso.

Leggete cosa ho scritto nel mio libro ho scritto:

Le classiche misure 90-60-90? Da sempre il nostro metro di valutazione per indicare un corpo perfetto sono completamente sballate riportandole alle donne di oggi. Le misure erano perfette sulle donne alte massimo 1,60 cm (infatti sono misure degli anni 50 quando le soubrette difficilmente superavano quell’altezza).

Su una ragazza di 1,70 queste misure risultano improponibili.

Se la Barbie fosse una donna vera, potrebbe camminare solo carponi perchè, con le sue proporzioni, non potrebbe stare diritta in piedi. Se i manichini nelle vetrine fossero delle donne vere avrebbero le anche troppo strette per fare dei figli.
                                      

Questa la tabella del peso ideale per la moda negli anni (da dati pubblicati su internet):

anni ‘50 e ’60:  1.73 per 60-61 kg

anni  ‘70 e ’80: 1.73  per 53 kg

anni ’90: 1.79 per 50 kg (e anche meno)

Attualmente la media delle donne e’ nella fascia 1.63 per 60 kg circa

Le statistiche parlano chiaro:

le donne fino a 35 anni sono “over taglia 46” per il 31%;

tra i 36 e i 54 anni over per il 56%;

oltre i 54 anni over per l’83%.

La donna media italiana di oggi pesa 66 kg.

Infine vorrei ricordarvi che siamo qui per amarci e accettarci senza metro alla mano sognando come potremmo stare con 4 o 10 chili in meno. Chi tra noi lo fa è schiava e vittima dei diktat della moda e ragiona con la loro testa.

tempeststorm-temp63.jpgDa quando ho aperto il blog mi sono riproposta di fare sentire bene e “a casa” tutte voi Pin Up del 2000 e sarà sempre così.

Chi si preferisce scarna e magra per essere accettata e piacersi ci fa una immensa tristezza perché ancora non è una “risvegliata” come nel film Matrix. Noi la pillola rossa l’abbiamo presa e ora vediamo con i nostri occhi…Vero ragazze?…

Vi voglio bene.

MI SONO SCONTRATA CON LA MODA

La Posta di Simona

 

 

 

 

 

 

 

 

Care Pin Up del 2000 sono tornata a pubblicare una nuova lettera. E’ una testimonianza molto toccante che mi ha molto colpita. La nostra amica che si firma Mnemosyne si è sfogata scrivendomi e io ho postato integralmente la sua lettera perchè possiate anche voi conoscere il suo dramma legato al peso forma e la sua esperienza. Io la ringrazio di avermi scritto perchè la sua testimonianza potrà aiutare molte di voi che continuate a lottare per diventare magre. Vi assicuro che vi accettate come siete il mondo cambierà ai vostri occhi. Come Mnemosyne ha detto il problema non è farsi accettare dagli altri ma da se stesse. Una volta che vi amerete così rotonde come siete ogni idea di magrezza assoluta sparirà dalla vostra testa e tornerete libere.

Altra frase che mi ha colpita della lettera è: “vivevo serenamente il fatto di essere diventata una vera donna con il corpo a clessidra ero convinta che tutto sarebbe andato per il meglio. Finchè non mi scontrai con LA MODA”. Ecco il vero problema come ho sempre sostenuto: la moda. Le taglie che dalla 42 dopo un paio di anni levitano alla 46. Marilyn Monroe era una 42 di allora e oggi una 46 sarebbe. Vi rendete conto come la moda condizioona la nostra vita? Sapere quante ragazze e donne mi chiedono di fare una linea di abbigliamento ispirata alle Pin Up con taglie reali??? E’ una cosa a cui sto pensando e se le vendite del libro me lo consentiranno lo farò di certo. Una linea di abbigliamento, giovane, sebnsuale per tutte le italiane con le curve. Se Dio mi aiuterà…

Comunque ecco la lettera.

 

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Ciao Simona!
Ho scovato il tuo blog nel mezzo dei miei viaggi per internet, e me ne sono innamorata all’istante: amo il mondo delle pin-up, amo il mondo delle vere donne, e amo che ci siano persone a questo mondo impegnate a farlo conoscere, specialmente nella realtà in cui noi siamo costrette a vivere.
Non so come farlo arrivare sul tuo sito, ma volevo condividere con altre ragazze la mia esperienza di ragazza “in carne” persa in un mondo che vuole soltanto pali e donne senza più le curve che le contraddistinguono…
Quando ero piccola, ero magra, e questo era per me motivo di insicurezza. Entrata alle medie, mi ritrovai in una classe dove quasi tutte le ragazze erano in fiore, con fisici prorompenti ed esperienza alle spalle, e io ero una misera acciuga senza forme, con gli occhiali e l’apparecchio: nella mia famiglia le donne non sono mai state abbondanti (tranne una mia nonna), e mi ero rassegnata all’idea di diventare piatta e bruttina. Venivo schernita e presa in giro, considerata l’ultima ruota del carro dai maschi e un clown dalle ragazze. La cosa mi faceva soffrire, a me che coltivavo la passione per il cinema e scoprivo poco alla volta lo splendido mondo delle attrici sex-symbol: Marilyn Monroe, Jayne Mansfield, Jane Russell, Sophia Loren, Liz Taylor…Ero una grandissima fan di Anita Ekberg, l’emblema di come doveva essere una donna: bellissima, sensuale, non perfetta, con quel fisico fantastico e quel volto sereno che segretamente sognavo di avere. Passai tre anni d’inferno alle medie, per colpa di quel fisico orribile su cui spuntavano soltanto le ossa dei fianchi e delle spalle e nessuna curva.
Poi, alle superiori, qualcosa cambiò, e improvvisamente sono cresciuta. Nel giro di un anno mi sono ritrovata finalmente con il seno e i fianchi! Per la prima volta mi guardavo allo specchio felice del mio corpo e del mio viso (che dall’acne terribile che avevo sofferto stava diventando più levigato), vivevo serenamente il fatto di essere diventata una vera donna con il corpo a clessidra (o almeno, così mi diceva mia madre, piatta e invidiosa) ero convinta che tutto sarebbe andato per il meglio.
Finchè non mi scontrai con LA MODA.
Entravo nei negozi per comprare vestiti e ne uscivo abbattuta: l’avere i fianchi prosperosi e il sedere sporgente era un tabù, mi ritrovavo a scegliere sempre i pantaloni nelle “taglie comode” e a guardare sconsolata, ogni anno, l’ultimo numero aumentare; le maglie mi stringevano di spalle, ed ero costretta a ripiegare sui modelli da uomo che inevitabilmente mi rendevano il corpo informe; e soprattutto, orrore degli orrori, mi ritrovavo a scegliere la biancheria intima con mutande troppo grandi e reggiseni troppo piccoli. L’avere 95 cm di fianchi e “solo” 92 di seno era da considerarsi un disonore, specialmente quando si trattava di dover scegliere le cosidette “coppe” davanti a commesse che mi squadravano e dicevano: “E’ impossibile che tu sia una quarta!” (possibilissimo, invece. Ma se mi va larga di torace e mi sta stretta di coppa, che diavolo ci posso fare? E nessuno mi dica che la 32-D non esiste!). Nuovamente ero l’ultima scelta, la peggiore. Bersagliata dai modelli televisivi che mi volevano magra, scattante, un fascio di muscoli maschili, e soprattutto un volto perfetto (che io, con il mio naso troppo lungo e le mie labbra a bocciolo ero ben lungi dall’avere), cominciai a deprimermi e a cadere nuovamente nella convinzione che fossi davvero terribile, e a uniformarmi con quello che la gente pensava di me: la bruttina che pensava solo a studiare, senza nulla di interessante da dire, con i capi da obesa nell’armadio e un ragazzo sciapo come lei.
Un vero inferno da cui non riuscivo in alcun modo a uscire.
Poi, un giorno, mi sono detta che non era il mondo a dovermi accettare. Ero io a dover accettare me stessa. E, diavoli, se nessuno mi accettava, voleva dire che erano idioti. Se nel mondo donne come le dive anni 50, con le loro imperfezioni e i loro problemi, erano ancora considerate le migliori, un motivo c’era. Mi ributtai nel culto di quegli anni e scoprii lei, Bettie Page. La regina delle Pin-Up, con il suo culto nascosto. Un metro e settanta scarso, 58 chili ottimamente distribuiti, un sorriso che ispirava innocenza e sensualità allo stesso tempo; e ripresi in mano le immagini delle mie vecchie dee, guardando la cellulite della Mansfield cui nessuno badava, i volti serenamente invecchiati senza un filo di chirurgia plastica della Russell e della Lollobrigida, il seno asimmetrico di Marilyn. Cominciai a confrontare i miei vestiti di anno in anno, scoprendo che non erano i miei fianchi ad allargarsi, ma i pantaloni a restringersi (a quante di voi è successo di confrontare una 42 di tre anni fa con una 46 di adesso e trovarle perfettamente identiche?), e finalmente cominciai a capire.
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Cestinai tutto quello che mi rendeva “orribile” agli occhi degli altri (ragazzo compreso!), e mi spogliai della patina di rassegnazione; con il mio primo vero viaggio all’estero da sola, in Irlanda, dove la cultura anglosassone continua a promulgare la bellezza vintage, mi sono sentita davvero bella, senza limitazioni, dicendomi che esistevano persone che potevano considerarmi davvero per quello che ero. Speciale!
Ora sono finalmente contenta di me stessa. Non sarò mai una vera Pin-Up perché pur oscillando fra le due taglie tendo più alla 42 che alla 44, ma sono felice del mio corpo e delle sue imperfezioni.
Amo ogni parte dei miei 165 centimetri e dei miei 56 chili, guardo il mio volto allo specchio dicendomi che non avrò le labbra a canotto e il nasino alla francese, ma ho cento volte più espressività di una qualunque attricetta dal volto rifatto, e mi beo della mia triade di misure 92 (seno generoso! E che va a braccetto con la forza di gravità!) – 61 (vita stretta, sì! E con la pancettina!) – 93 (se mi vuoi prendere per i fianchi, uomo, per lo meno trovi qualcosa da acchiappare!) contro il piattiume delle mie coetanee, che si disfano con la palestra per avere gli addominali piatti e le gambe da modella. Mangio quello che mi piace senza badare troppo alle calorie (che diamine, se ho voglia di cioccolata e ho le mestruazioni, avrò pure il diritto di approfittarne!) e mi tengo in forma non per essere perfetta, ma per sentirmi rilassata e sciolta (lo yoga aiuta moltissimo, in questo senso, così come le passeggiate in campagna).
La cosa più bella di tutto questo? Poter andare in giro con una ragazza alta e magra con la puzza sotto al naso a cui stai antipatica, vestita di tutto punto in tiro e ansiosa di ricevere apprezzamenti volgari dagli uomini, e vedere tutti questi voltarsi in silenzio e ammirati verso le mie forme senza che io sia perfetta come lei. Soprattutto se, appena dieci minuti, hai ricevuto una lezione da lei (assolutamente non voluta) sulla necessità di avere l’ombelico al vento, il push-up della D&G e i capelli a caschetto, e uno sguardo di commiserazione sulla tua mise di jeans a vita alta, camicia annodata in vita e capelli lunghi al sedere sciolti al vento. Tira su di morale, ve l’assicuro, poter vedere che attira molto di più la selvaggia amazzone della burina infighettata.
Grazie dello sfogo, e grazie di aver creato un così bell’angolo di paradiso! Continuerò a seguirvi e a cercare di convincere le mie amiche che 2 chili in più non sono un dramma, ma una benedizione!
Continuate così, ragazze! E ti prego, Simona, continua a dimostrare le tue splendide teorie!
Mnemosyne