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6 ANNI DI BULIMIA: RACHELE RACCONTA

 
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Cara Simona,
ho da poco conosciuto il tuo lavoro attraverso il sito internet www.womanshop.it

Dalla semplice ricerca di un vestito (arrivatomi splendido e fantastico come da foto!)mi si è aperto un mondo nuovo, grazie, soprattutto al tuo blog.
Sono una ragazza di 20 anni, porto una 46 e sono alta 1,68. Per 6 anni ho sofferto di bulimia,ho passato le “pene dell’inferno”, odiando il mio corpo e quello che significava, disprezzando le mie curve e la loro naturale rotondità. Giorno dopo giorno, maledicevo me stessa, i miei genitori e le mie radici, colme di donne mediterranee e formose.
Ho passato mesi ad escogitare modi sempre più assurdi per perdere peso, rassodare,assomigliare alle tante modelle che la televisione, i giornali e la moda fanno passare per donne “perfette”,”chich e desiderabili” e tutto per un unico motivo: la loro magrezza.
Poi, un giorno, ho capito. Non riesco ancora a capacitarmene, ma ho iniziato a vedermi con occhi diversi,ad apprezzarmi per quello che sono,ogni giorno un po’ di più. Ho ricominciato a mangiare in modo normale,o quasi,e a ribilanciare il mio peso.
Credo che, semplicemente, abbia iniziato ad amarmi.
Poi, circa 5 mesi fa, ho incontrato un ragazzo meraviglioso, straordinario, soprattutto per il suo cuore, nonchè l’aspetto da tipico tedesco, biondo,occhi chiari (ed infatti è tedesco al 100% 🙂 che, poche settimane fa, mi ha confessato di amare il mio fisico morbido e ben proporzionato, perchè secondo lui le ‘stick girls’ non hanno nulla di attraente o provocante.
Non posso esprimere come mi sia sentita….Come se tutti i fantasmi del passato siano scomparsi. Avevo cambiato il rapporto con me stessa già tempo fa,ma questa sua dichiarazione mi ha aiutato ancora di più a sconfiggere l’incubo del non sentirmi ‘apprezzata ‘o, semplicemente, sicura di me stessa.
Vorrei ringraziarti per tutto il lavoro che hai fatto,stai facendo e farai in futuro.
La società di oggi è una società malata ed ha bisogno di una cura. Non esistono più valori,e i cannoni di bellezza sono al limite del ridicolo. Come possono essere considerate belle modelle gravemente sottopeso?
Non sto parlando di ragazze naturalmente magre ma di chi si ostina a maltrattare il proprio corpo per rientrare nello “standard”.
Se ci fossero più persone come te e con la tua stessa voglia di lavorare, credo che questo mondo inizierebbe a cambiare 🙂
Un caro saluto,
Rachele.
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Cara Rachele,
che bella lettera. Piena di amore, antusiasmo, goia e serenità. Finalmente sei arrivata ad amarti. Ed il tuo percorso è stato difficile e doloroso come tante di noi. Ma anche tu sei salva, hai superato il guado percoloso del fiume.
Il mio cuore si riempie di gIoia perchè so che un’altra ragazza è al sicuro.
Capisco quanta sofferenza e quanti pianti hanno accompagnato i tuoi anni di bulimia e ti dico che da questa malattia si può guarire. Come sei guarita tu, io e tante altre.
Prima o poi si inizia a ragionare. Vedi ciò che la società ci propina è “marcio”, sbagliato, innaturale ed insano. Ma per tanti è “legge”. E’ difficile pensare con la propria testa ma quando questo accade allora e solo allora ogni confine della mente scompare. si dissolve: come per magia.
E’ solo una questione di tempo.
Sono felice della tua testimonianza.
Grazie. Ti voglio bene.
Simona

PUBBLICITA’ DI OGGI E DEGLI ANNI ’50

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Negli anni 30-40-50? La donna veniva amata, rispettata, coccolata. Era considerata una dea. Una vera essenza di seduzione. E oggi una specie di bambola gonfiabile che mezza nuda fa vendere prodotti di bellezza ed alzare l’audience tv di programmi e sceneggiati. La donna e il suo corpo un tempo erano rispettati. Come le ideologie e le aspirazioni spesso erano assecondate.

Sfogliando alcune riviste degli anni 40-’50 che mi sono procurata come “Hollywood” che informa su tutte le news dei Vip Usa di quegli anni o “Omnibus” le pubblicità che comparivano erano tutte incentrate sull’esaltazione della bellezza femminile nell’ottica del rispetto della donna e del suo corpo. Per esempio si pubblicizzavano mascara per allungare le ciglia, ciprie vellutanti e ristrutturanti, rossetto rosso vitaminico e rigeneratore, smalti per esaltare le unghie. Passavano messaggi come “La donna sana è bella”, “Sanadon fa la donna sana” per i dolorino mestruali. Messaggi sani. Prodotti sani per esaltare la bellezza di tutte le donne. Nessuna pubblicità di diete dimagranti, chirurgia estetica, prodotti dimagranti, ginnastica e palestra. Nulla di tutto ciò che campeggia oggi sui giornali. Messaggi aggressivi, invasivi e condizionanti che rovinano la donna invece di migliorarla psicologicamente. Trovo anche una netta pericolosità in messaggi del tipo “Dimagrire è bello”, “Liberati dei chili di troppo” oppure “Corpi perfetti” ecc..

Le donne di oggi non sono quindi amate e rispettate come un tempo e sono in condizione di netto condizionamento psicologico.

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Della serie: “Se non sei bella e magra devi diventarlo a tutti i costi”.

Ma chi lo ha deciso? Chi lo ha detto che una donna non si ami con la sua taglia 48 ed il suo sedere abbondante? Perché non si dovrebbe piacere ed amarsi? Solo perché non aderisce agli standard impossibili di oggi.

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Avete capito cosa ogni donna oggi è costretta a sopportare? Le più forti riescono a pensare e ad agire con la propria testa. Le più deboli soccombono e si affidano al chirurgo estetico pronto ad affettare visi e corpi come salami e carne da tagliare, sminuzzare. Da mortificare. Altro che rispetto. Mortificare il corpo delle donne e tagliarlo equivale a menomarlo. Rubare la bellezza che Dio ci ha donato e che ci rende uniche con le nostre rotondità.

Sto sfogliando le pagine dei giornali ’40-’50 e mi sto deliziando. Un’orgia di corpi in carne in costume, nei vestiti e pubblicità di donne felici e sorridenti. Questi sono stati anni in cui la donna ha progredito mentre oggi stiamo tornando indietro. Stiamo vivendo senza ideali spersonalizzando la natura delle donne, da sempre creature meravigliose ed uniche.