taglia 44

VOGUE DICHIARA GUERRA ALLE MODELLE ANORESSICHE

Care Pin Up sono felicissima dopo aver letto questo articolo apparso ieri su Repubblica.it

Forse qualcosa si sta muovendo. E forse potrebbe ritornare in auge un modello di bellezza più sana e in forma: motivo per cui mi batto da anni.

Mi dispiace appurare che in Italia non ci sono mai iniziative di questo genere ma io non mollo…Bisogna lottare tutte insieme e compatte!

Per il momento leggete e CONSOLATEVI!

 

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VOGUE DICHIARA GUERRA ALLE MODELLE ANORESSICHE

 

 

LONDRA – L’ultra-magro non va più di moda. Il look emaciato, con le ossa che sporgono fuori dal corpo, braccia e gambe sottili come stecchini, volto scavato, pare giunto al capolinea. Lo dice Alexandra Shulman, da vent’anni direttrice dell’edizione britannica di Vogue, una dei guru più ascoltati dagli stilisti.

Lo scrive in una lettera di protesta ai più famosi fashion designer, affinché smettano di produrre abiti che solo una donna ai confini dell’anoressia è in grado di indossare. E lo fa con una rivelazione: per la prima volta, le riviste di moda usano fotoshop, il programma di fotoritocco, per far sembrare le modelle più grasse anziché più magre.

Naturalmente, “più grasse” è un modo di dire: il computer si limita a riempire le guance infossate, mette un filo di muscoli sulle spalle, copre con un po’ di ciccia le ossa dello sterno, arrotonda leggermente braccia e gambe, dona un’ombra di sporgenza allo stomaco. Ma basta per far decretare al Times di Londra che si tratta di una rivoluzione. Le top model taglia zero non piacciono più. La lunga battaglia condotta dalle associazioni contro l’anoressia ha convinto anche le riviste di moda. Se la lettera della direttrice di Vogue convincerà i fashion designer, potrebbe trattarsi di una svolta per i canoni della bellezza femminile.

La lettera di Alexandra Shulman, inviata ai maggiori stilisti, da Dolce & Gabbana a Versace, da John Galliano a Chanel, da Christian Dior a Prada, non doveva diventare pubblica, ma qualcuno l’ha passata al Times, che vi ha dedicato due pagine. “I vestiti che le case di moda ci inviano sono sempre più piccoli”, scrive la Shulman. “Siamo al punto che le modelle più famose -come Naomi Campbell, Linda Evangelista o perfino la magrissima Kate Moss – non riescono più a indossarli. Dobbiamo usare modelle senza seno né fianchi, con ossa sporgenti e un look per nulla femminile. Ormai devo chiedere ai fotografi di ritoccare le immagini per far apparire le modelle di taglia più grande”.

La direttrice di Vogue afferma che i lettori dicono chiaramente di non voler vedere modelle supermagre sulle pagine del suo mensile. Per almeno due ragioni. Una è che, paradossalmente, negli ultimi anni le modelle sono diventate sempre più snelle mentre la popolazione femminile è diventata sempre più grossa: e man mano che si allarga il gap tra fantasia e realtà, cresce il senso di frustrazione e disperazione di milioni di donne che in quelle foto non si riconoscono. L’altra ragione alla base del maggiore dissenso verso l’ultra-magrezza è la recessione economica. “Con i tempi che corrono – osserva la Shulman – la gente vuole vedere donne dal look più rassicurante”. Ossia che non sembrino ridotte alla fame. Le cronache riportano che, a un recente party per l’assegnazione dei Glamour Award, tutte le modelle divoravano il pudding. Una cosa simile non s’era mai vista: finora il dessert, nel mondo della moda, era inteso come pura decorazione. Presto quei budini potremmo vederli sfilare in passerella.

 

ISCRIVETEVI A MISS PIN UP WEB E MISS PIN UP MARCHE

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 Annuncio per tutte le ragazze e donne formose dalla taglia 44 in su.

 

Siete carine? Sexy? Vi sentite un po’ Pin Up? Volete osare di più?

 

Siete orgogliose delle vostre curve?

 

Iscrivetevi a Miss Pin Up Web (se scrivete da tutta Italia) e Miss Pin Up Marche (per chi risiede nelle Marche).

Un concorso innovativo, organizzato da Simona Sessa, per valorizzare la donna in carne che ricorda le dive sexy degli anni ’40-’50.


L’atteso concorso di bellezza sociale italiano per combattere l’anoressia e la bulimia.

 

IL PRIMO VIETATO ALLE TAGLIE 38-40-42

 

Miss Pin Up e Miss Pin Up Web si propone di rivalutare una donna con forme da capogiro per riportare lo star system verso un modello di bellezza più sano.

Il concorso vuole rilanciare la donna maggiorata opponendola a quella anoressica e scheletrica proposta dal mondo della moda.

Un piccolo contributo di Simona Sessa contro la bulimia ed anoressia: i disturbi alimentari che fanno soffrire milioni di persone nel mondo.

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Il concorso è stato fortemente voluto dalla Sessa e dalle tante donne che l’hanno contattata pregandola di creare un evento dove la bellezza mediterranea fosse in primo piano.

 

Un contenitore per dare luce a donne orgogliose della loro taglia 44-46 perché inutile negarlo: le curve fanno impazzire l’universo maschile.
Miss Pin Up è aperto alle ragazze dai 18 ai 30 anni che si contenderanno la fascia di Miss Pin Up. Le donne dai 31 ai 45 anni si contenderanno la fascia di Miss Pin Up (Lady). 



Inviate foto e materiale a misspinup@alice.it

 

Info: www.misspinup.org

 

 

MODELLA PERDE IL LAVORO PERCHE’ NON DIMAGRISCE

katie-green-lingerie.jpegLe vere donne hanno le curve. Lo dico da sempre e per fortuna molte la pensano come me. E siamo sempre di più per fortuna…

Volevo commentare una notizia apparsa tempo fa sui giornali di tutto il mondo che avvalora sempre di più la mia teoria che gli stilisti e la moda sono i nemici da combattere per debellare anoressia e bulimia. E poi dicono che loro non c’entrano. Ascoltate questa notizia e capirete.

E’ la storia di Katie Green, ragazza immagine della nota azienda di lingerie Wonderbra. Almeno fino a poco fa. Da oggi invece la ragazza è costretta a cercarsi un altro lavoro, perché ritenuta troppo grassa per fare la modella e poco propensa a perdere ben 12 chili! La Green in un primo momento era stata scelta proprio per le sue curve, che la rendevano diversa dalle solite donne acciughe che siamo abituati a vedere. Erano proprio le forme l’elemento in più che hanno portato la modella alla Wondebra.

Quest’ultima ha chiesto alla modella di affidarsi ad una nota agenzia, che avrebbe dovuto seguirla in tutte le fasi della preparazione: la Premier Model Management, che ha fra le sue modelle ragazze curvilinee come Kelly Brook e Myleene Klass.

Ben presto l’agenzia ha fatto mille pressioni sulla ragazza e le hanno chiesto di perdere peso, minacciando di buttarla fuori nel caso non avesse accettato.

E lei ha provato a seguire il “consiglio”: qualche pasto saltato, raccontando bugie in casa, niente carboidrati dopo le 4 del pomeriggio, niente cene con gli amici… Otto giorni di dieta, tre chili persi. Ma non erano sufficienti..Da una taglia 44 (forse già troppo magra per una alta un metro e ottanta) volevano trasformarla in un grissino taglia 38/40.

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“Ho cercato di spiegare che erano state le mie curve a darmi il lavoro per Wonderbra e che se fossi dimagrita di due taglie, mi sarei trasformata in un mucchietto di ossa come lo sono tutte” – spiega la modella -. Quel periodo è diventato un inferno per Katie: telefonate continue per controllare quanto peso avesse perso, convocazioni in agenzia per misurarne le curve…

Conclusione? La modella ha deciso di rinunciare al lavoro e tenersi la sua 44. Bravissima. Nessuno può dirci quanto pesare…Ma la cosa scandalosa è che per lavorare nelle agenzie di moda queste ragazze sono messe sotto il torchio e devono perdere peso per forza. Senza condizioni. Non esiste trattativa. O una taglia 38 o NON LAVORI.

Questa notizia mi ha lasciata senza parole perché sono chiare le imposizioni, le vessazioni, il sacrificio e il dolore che le ragazze devono patire.

Vi giuro che combatterò con tutte le mie forze stilisti, agenzie di moda (italiane) per cambiare questo trend maledetto che porta alla morte.

Ora abbiamo la nostra musa: Katie Green. Taglia 44. Praticamente perfetta (nelle foto Katie). E con quell’espressione felice,, di salute, di buonuomore che nessuna modella ha. La assolderei io come testimonial, sapete che vendite alle stelle?..

 

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